Sabato, 25 maggio 2019
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AGROALIMENTARE

''Salviamo il pulcino maschio'': le uova in guscio a marchio Coop prima filiera ''cruelty free'' in Italia

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Con questo progetto verranno allevati e non soppressi alla nascita circa 750.000 pulcini maschi da ora fino alla fine dell’anno

pulcinoSalviamo il pulcino maschio. È la nuova tappa di Coop e del suo impegno per il benessere animale rilanciato e intensificato due anni fa con la campagna "Alleviamo la salute". Al centro del progetto, da ora alla fine dell’anno, circa 750.000 pulcini maschi altrimenti destinati a una soppressione immediata secondo la prassi abituale negli allevamenti di galline ovaiole. I pulcini maschi infatti sono solo parzialmente destinati a diventare galletti o capponi, ma nella maggioranza dei casi, proprio perché considerati improduttivi, sono soppressi dopo la nascita.

Coop considera questa pratica di allevamento critica e, in virtù degli accordi di filiera già in essere da anni, ha concordato con i propri fornitori di uova la sottoscrizione di un’ulteriore garanzia. Verranno acquistati pulcini destinati a divenire galline ovaiole per la produzione di uova a marchio solo se i pulcini maschi della stessa covata saranno allevati fino all’età adulta. Ovvero un pulcino salvato per ogni corrispondente gallina ovaiola. Così facendo le uova in guscio a marchio Coop possono definirsi la prima filiera “cruelty free” in Italia.

L’attenzione di Coop alla filiera delle uova parte da lontano: 15 anni fa sugli scaffali sono arrivate le prime uova a marchio da galline, nate e allevate in Italia, allevate a terra, e nel 2010 la scelta si è estesa a tutte le uova presenti sugli scaffali comprese quelle di altre marche. Sostanzialmente una messa al bando completa di uova in gabbia. Una decisione che valse a Coop il premio ‘Good egg’ assegnato da Compassion in World Farming, l’organizzazione più sensibile ai temi del benessere animale. Nel 2017, nell’ambito della campagna “Alleviamo la salute”, le uova da galline allevate a terra raggiungono un ulteriore traguardo ovvero il non uso di antibiotici sin dalla nascita delle galline ovaiole. Un traguardo importante sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo; ad oggi la campagna ha coinvolto più di 2 milioni di galline con una produzione di oltre 200 milioni di uova antibiotic free.
 
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