Domenica, 24 Settembre 2017
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Miele, un anno da dimenticare

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Coldiretti: produzione crollata dell’80%, occhio all’etichetta e scegliere la vendita diretta

miele650L’anno 2017 non sarà un anno da ricordare ma bensì un anno da dimenticare per la produzione di miele con il raccolto ai minimi storici e in alcuni territori quasi allo zero. In totale l'Italia conta 45.000 apicoltori, di cui quasi 20.000 quelli che lo fanno non per diletto e autoconsumo, ma per immettere miele e prodotti apistici sul mercato. L'apicoltura rappresenta un settore importante per l'agricoltura, con 1,2 milioni di alveari, un valore stimato di 150-170 milioni di euro. Significativa è la presenza della Toscana che con i suoi 23mila quintali di miele detiene il 10% della produzione nazionale per un valore di circa 16milioni di euro. Gli apicoltori nella nostra regione sono circa 4700 e sebbene sia un settore dove è sviluppato l’hobbismo, una buona parte di questi sono veri e propri imprenditori agricoli. L’anagrafe regionale ad oggi censisce oltre 98.000 arnie.

“Quest’anno oltre ai problemi cronici del settore, come quelli legati alla varroa o alla neo-arrivata vespa vellutina – spiega Tulio Marcelli, Presidente di Coldiretti Toscana – si è aggiunto un clima bizzarro con fioriture anticipate e gelate primaverili, alle quali è succeduta un’estate caldissima e siccitosa. In queste condizioni estreme la produzione in certe zone è crollata dell’80%. Alcuni tipi di mieli sono andati completamente persi come l’acacia, il corbezzolo, il girasole. Un po’ meglio è andata nelle zone di montagna dove si è prodotto miele di castagno e millefiori. Quindi il miele sugli scaffali sarà scarso e si ricorrerà all’importazione. Sebbene si tratti di un prodotto con l’indicazione di origine obbligatoria in etichetta le frodi sono sempre possibili e per questo – conclude Marcelli - invitiamo i consumatori ad un supplemento di attenzione privilegiando la vendita diretta e l’acquisto tramite la rete di Campagna Amica”.

“La nostra Organizzazione – dice Antonio De Concilio, direttore regionale di Coldiretti – è molto preoccupata ed avverte tutta la responsabilità di assistere le molte imprese agricole che hanno creduto nello sviluppo del settore e che hanno nelle api l'attività esclusiva o prevalente. Spesso sono giovani che hanno visto nell'apicoltura, oltre che una passione, l'opportunità di costruirsi una fonte di reddito. Dovremo accompagnare queste imprese a poter cogliere le opportunità previste dalle misure di sostegno alla produzione e commercializzazione del miele, di recente approvate dalla Regione Toscana - ricorda De Concilio - Tra gli interventi, sono previsti contributi per la razionalizzazione della transumanza e non solo ma anche acquisto arnie, macchine, attrezzature e materiali vari specifici. Considerando che le domande di contributo devono essere presentate tramite il sistema informatico di ARTEA dal 15 novembre al 15 dicembre 2017 è utile che gli interessati si attivino fino da subito. La Coldiretti tramite gli uffici del Centro di Assistenza Agricola (CAA) presenti su tutto il territorio offre la piena assistenza per l’istruttoria e la presentazione delle domande”.
 

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