Sabato, 21 settembre 2019
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AMBIENTE ED ENERGIA

Primavera a secco: il Consorzio 2 Alto Valdarno ha elaborato soluzioni strutturali importanti

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Adesso è caccia alle risorse per dissetare le aziende agricole e per recuperare un sistema di condotte e laghetti da tempo inutilizzati

vascadicompenso-consorziobonificaLa primavera è appena iniziata eppure  l’agricoltura del comprensorio ha già sete. Dall’inizio dell’anno, sono caduti solo 90 mm di pioggia: il 30 percento si è concentrata in un solo evento ed è stata l’unica “pioggia utile” del 2019.

La prolungata assenza di precipitazioni, che non ha permesso alle falde di ricaricarsi, ha fatto scattare l’allarme anche  in un’area che potrebbe godere di buona autonomia, grazie alla ricca e invidiabile disponibilità di risorsa presente nel “forziere” Montedoglio.

Nella giornata mondiale dell’acqua, il Consorzio 2 Alto Valdarno raccoglie e fa proprie le preoccupazioni delle imprese agroalimentari del territorio, che temono di vedere colture e raccolti messi ko dalla carenza di risorsa limitandone al contempo anche le potenzialità di sviluppo.

“Di fronte a dati pluviometrici davvero troppo avari e un andamento climatico sempre più anomalo  l’unica risposta è la creazione di un sistema di irrigazione collettiva efficiente e capillare”, spiegano al Consorzio 2 Alto Valdarno.

Detto fatto. Dopo aver fotografato i bisogni delle imprese agricole presenti nei comuni di Marciano della Chiana, Foiano della Chiana e Castiglion Fiorentino, l’ente si è messo all’opera per trovare una soluzione alle richieste delle sessanta aziende, in particolare frutticole, florovivaistiche e cerealicole che si sviluppano su una superficie di circa 2.000 ha e che, troppo spesso, risultano in sofferenza idrica.
Il bisogno c’è ed è reale. E adesso c’è anche un piano ad hoc, per definire e dimensionare  i distretti irrigui che potrebbero essere alimentati dalle vasche n.9 e n. 23.

L’intervento, attualmente nella fase progettuale della fattibilità tecnica ed economica oltre a soddisfare i bisogni dell’agricoltura della Val di Chiana, che è uno dei fiori all’occhiello del “made in Tuscany”,  consentirebbe a l’utilizzo delle  condotte primarie e dei  laghetti di compenso del Sistema Occidentale di Montedoglio, già realizzati da tempo e ancora per larga parte inutilizzati.

Il progetto è ambizioso, richiede un investimento importante che complessivamente supera i 20 milioni e mezzo di euro e, proprio per questo, punta ad ottenere il sostegno sia della Regione che dello Stato, anche attraverso il piano irriguo nazionale o quello straordinario per la realizzazione di interventi relativi alla costruzione di invasi multi-obiettivo e il risparmio di acqua negli usi agricoli e civili, varato dal Governo.

In attesa di mettere mano a infrastrutture risolutive, il Consorzio 2 Alto Valdarno, intanto, spera di poter realizzare, con il Programma di sviluppo rurale della regione Toscana il progetto per la distribuzione della risorsa idrica sul Distretto 8 di Cardeta, nel comune di Castiglion Fiorentino. Un’opera da oltre 1,5 milioni di euro, che consentirà di raggiungere, partendo  dalla vasca ubicata in località San Silvestro a Montecchio, una superficie di circa 200 ha con 16 punti di consegna incrementabili e di creare un impianto dotato di tutti i meccanismi necessari per la misurazione di portata e pressione.

“Si tratta di una goccia in mezzo a un mare di bisogni - commenta il direttore generale Francesco Lisi - ma è comunque utile per contribuire a ridurre la pressione sulle falde sotterranee, tutelare la qualità delle acque, ridurre i prelievi autonomi e controllare i ivolumi prelevati e cominciare a dare risposte alle imprese agricole della vallata”. Non poco considerato l’allarme che si profila all’orizzonte e che l’estate potrebbe rendere solo più feroce e aggressivo.
 
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