Domenica, 18 aprile 2021
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AMBIENTE ED ENERGIA

Geotermia, Sinistra Civica Ecologista Siena: ''No a nuovi impianti nel sud della Toscana''

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''Sulla geotermia subito un tavolo di confronto con l'Assessore regionale all'Ambiente"

geotermia alba650"Nella recente campagna elettorale per le regionali, Sinistra Civica Ecologista Siena ha evidenziato le forti criticità derivanti dall'impatto ecosistemico e paesaggistico degli attuali impianti geotermici del Sud della Toscana, chiedendo lo stop all'accrescimento della geotermia in questo territorio e sottolineando la necessità di avere un quadro scientifico e tecnologico chiaro ed imparziale sull'insieme dei sistemi connessi a questa fonte energetica." Così un intervento di Sinistra Civica Ecologista Siena.

"Anche alla luce delle sue recenti dichiarazioni, chiediamo un incontro urgente con l'Assessore regionale all'ambiente Monni perché pensiamo che sia venuto il momento di costituire un tavolo di confronto politico e tecnico permanente per l'individuazione degli elementi oggettivi e condivisi che - al di là delle affermazioni apodittiche pro o contro la geotermia e attraverso il reale coinvolgimento diretto delle comunità interessate - porti ad una strategia chiara che non sacrifichi gli obiettivi della neutralità carbonica (Toscana carbon free 2050) ma nemmeno quelli connessi al patrimonio della salute, dell'equilibrio ecosistemico e della tutela naturalistica e paesaggistica.

Al riguardo, Sinistra Civica Ecologista Siena ribadisce il proprio basilare impegno politico a sostenere le politiche di transizione energetica con l’obiettivo programmatico di una regione carbon-free al 2050, ma nel contempo conferma la necessità di non dare corso a nuovi progetti di sfruttamento geotermoelettrico nelle zone dell’Amiata, della ValdOrcia e della Valdichiana e di favorire il dialogo con le popolazioni delle aree interessate per assecondarne le aspirazioni.

Le aree geotermiche toscane sono diverse tra loro, per storia, geologia, aspirazioni ed è doveroso e razionale che risorse e territori diversi vadano trattati con discipline e progettualità differenti. In questo senso non serve «continuità»; occorre invece promuovere la partecipazione delle comunità locali consultando i cittadini e le loro libere associazioni, non solo le rappresentanze istituzionali. E soprattutto serve rivedere, almeno per il sud della Toscana, la politica di proliferazione dei permessi di ricerca e delle concessioni di coltivazione.

Il sud della Toscana ha altre preziose risorse da valorizzare e mettere a sistema per un nuovo modello economico e produttivo: lo sviluppo rurale, nuove modalità dell'abitare e del fare comunità, il turismo esperienziale e sostenibile, la tutela dell’ambiente.

Le grandi sfide del presente, dai cambiamenti climatici globali sino a quelle connesse alla pandemia in atto, richiedono radicalità, trasformazione profonda in direzione di una maggiore giustizia sociale ed ecologica, innovazione e partecipazione dal basso."
 
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