Venerdì, 17 Agosto 2018
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AMBIENTE ED ENERGIA

Incendi boschivi, la nuova sfida si chiama prevenzione

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incendiboschivi-convegnofirenze-maggio2018_2La nuova sfida della Toscana al rischio incendi si chiama prevenzione. In una regione che ha raggiunto livelli notevolissimi nella capacità di spegnimento (la media a incendio è di appena 1,62 ettari), prevenire significa potenziare quelle azioni che mirano a impedire che l'evento accada, o a contenerlo al massimo.

Questo tema è stato al centro di un convegno organizzato oggi a Firenze dalla Regione Toscana e dalla Pau Costa foundation, un'organizzazione spagnola che raccoglie esperti di massimo livello con l'obiettivo di diffondere su scala internazionale la conoscenza dell'ecologia del fuoco e l'analisi tecnica degli incendi boschivi.

All'iniziativa hanno partecipato amministratori e tecnici di varie regioni italiane e tecnici di Paesi all'avanguardia in questo settore come Spagna, Irlanda del Nord, Scozia e anche del Nuovo Galles del sud (Australia). La dimensione del problema è infatti globale: basti pensare che, nel 2017, sono andati in fumo in tutto il continente 700.000 ettari di bosco e vi sono state oltre 100 vittime.

Ed è proprio a partire da un anno, quello appena trascorso, estremamente difficile per la siccità (in Toscana sono andati distrutti 885 ettari di bosco) che la Regione ha voluto organizzare questo momento di confronto internazionale sulle azioni e le tecniche di prevenzione, anche alla luce delle modifiche introdotte nella legge forestale.

Un confronto preceduto da una giornata ‘sul campo' svoltasi ieri a Rincine, nel territorio dell'Unione di Comuni Valdarno e Valdisieve. Qui gli interventi del pubblico, del privato e del settore della ricerca hanno permesso di dare vita al progetto Foresta Modello, ovvero una comunità locale che si integra e gestisce il patrimonio forestale. Ed è proprio il coinvolgimento delle comunità locali a presidio del bosco uno dei punti di forza delle azioni di prevenzione, come ha sottolineato l'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi nel suo intervento introduttivo.

"Coniugare le politiche di conservazione degli ambienti naturali con quelle di utilizzo e gestione del bosco - ha detto - è fondamentale per realizzare una valida azione di prevenzione. Nella riforma delle legge forestale abbiamo individuato due strumenti con questa finalità: da una parte abbiamo previsto la pianificazione a fini di antincendio delle aree a maggior rischio, al fine di individuare i punti strategici di intervento e limitare così i danni causati da un possibile evento. Dall'altra abbiamo previsto in legge il coinvolgimento dei cittadini nelle azioni di gestione attraverso la comunità del bosco. Naturalmente faremo tesoro anche dei suggerimenti emersi in questa giornata".

Secondo uno studio dell'Università di Firenze per conto della Regione Toscana il costo per lo spegnimento di un incendio è stimato in circa 6.000 euro all'ettaro. Ma a questo importo vanno aggiunti i pericoli che corrono le persone in caso di incendi, e poi il valore del danno, che non è facilmente quantificabile perché è un valore ambientale, economico, paesaggistico. Ecco dunque l'importanza delle azioni di prevenzione illustrate nel corso della giornata e sintetizzate in un obiettivo unico: gestione attiva del bosco.

L'abbandono dell'attività agricola, soprattutto nelle aree montane, sta infatti determinando, accanto all'incremento della superficie forestale (dal 2000 al 2016 il bosco è cresciuto al ritmo di 12 ettari al giorno), il progressivo peggioramento delle condizioni di tali superfici con l'aumento di potenziale combustibile a terra. Recuperare la gestione attiva forestale significa lavorare sulla sostenibilità, non solo ambientale ma anche economica del bosco. Il tutto coinvolgendo le comunità che vivono sui territori offrendo loro l'occasione per avviare o consolidare attività economiche sostenibili.

Inoltre, si è detto oggi, occorre continuare sulla strada dell'innovazione, attraverso il Centro di addestramento regionale Antincendi boschivi di Monticiano (Si) e tramite la partecipazione a specifici progetti europei che consentano di collaborare con le altre amministrazioni regionali, con gli altri Paesi Europei interessati e con gli Istituti di Ricerca e Universitari. La giornata di oggi si inserisce pienamente in questo percorso.
 
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