Mercoledì, 23 ottobre 2019
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ARTE, SCIENZA E CULTURA

Premio Vespucci per la ricerca a Rolando Barbucci, del Polo universitario colligiano

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Il progetto presentato si è classificato al terzo posto nella categoria “Ricerca”
Pollara, presidente del Polo: “Un riconoscimento importante per Barbucci e un valore aggiunto per la nostra struttura”


premiovespucci450“Un ulteriore riconoscimento per l’impegno e la professionalità di Rolando Barbucci nel campo della ricerca applicata alle nanotecnologie e un valore aggiunto per il Polo universitario di Colle di Val d’Elsa, dove Barbucci fa parte del Comitato tecnico-scientifico”.

Con queste parole Michele Pollara, presidente del Polo universitario di Colle di Val d’Elsa commenta la consegna, avvenuta nei giorni scorsi, del Premio Vespucci - promosso per il settimo anno dalla Regione Toscana - a Rolando Barbucci, professore ordinario di chimica all’Università degli Studi di Siena e presidente del Crisma, Centro ricerche interuniversitario sistemi medici avanzati per il progetto “Idrogeli con nanoparticelle magnetiche per il trattamento di tumori ossei”, terzo classificato nella categoria “Ricerca”.

“Il premio – aggiunge Pollara – viene assegnato alle idee e ai progetti imprenditoriali più brillanti e innovativi per incentivare e stimolare la creatività, l’innovazione e la ricerca in Toscana. Questo riconoscimento arricchisce il curriculum di Barbucci, ma anche il valore della nostra struttura, che fa della ricerca la sua mission principale in settori diversi, dai biomateriali alle nanotecnologie, dai contributi per il recupero e la manutenzione dei beni culturali fino ai progetti di elevata sostenibilità ambientale nel fotovoltaico”.

Il progetto prevede la creazione di un sistema di idrogeli in grado di immagazzinare chimicamente e rilasciare un farmaco. Questa soluzione si basa sulla capacità del gel, che contiene nanoparticelle ferromagnetiche, di essere iniettato allo stato liquido e di essere concentrato nel punto desiderato mediante un campo elettromagnetico, per, poi, essere nuovamente sciolto per rilasciare il farmaco. La ricerca potrà avere effetti benefici soprattutto nel trattamento di tumori ossei.ed infatti viene condotta in stretta collaborazione con gli Istituti Ortopedici Rizzoli di Bologna.
 
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