Giovedì, 9 luglio 2020
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SPORT

Siena, con l’Inter per una domenica speciale - di Tommaso Refini

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siena-juventus-gonzalez13Ci siamo: dopo la Vecchia Signora, al Franchi arriva l’Inter. Una domenica spericolata, di quelle domeniche fatte così.

Da sempre benefattori dell’economia calcistica, dopo l’addio di José Mourinho i nerazzurri hanno chiuso i rubinetti e sospeso il pensiero. Nell’ultimo biennio, pochissime idee e anche molto confuse. La parentesi spagnola Benitez, la meteora Leonardo, il rigetto del 3-4-3 di Gasperini e dulcis in fundo Claudio Ranieri, al secondo treno consecutivo preso in corsa in una grande stazione (ieri Roma, oggi Milano). L’addio del tecnico portoghese – che ha tanti difetti, ma anche il pregio di saper fare il proprio mestiere, vale a dire l’addetto stampa e il team manager, l’uomo mercato e qualche volta pure l’allenatore – ha lasciato una voragine, riempita nell’organigramma nerazzurro ma non nella sostanza. La carta di identità del gruppo e l’assurdo allontanamento di Oriali - indispensabile trait d’union fra la squadra e la società, oltre che ottimo consulente di mercato - hanno fatto il resto.

Per la Robur – reduce dalla vittoriosa trasferta isolana in Coppa Italia (complimenti, scelta geniale Cagliari-Siena come posticipo del turno, al giovedì e quasi in seconda serata) - sarà un impegno comunque gravoso. Perché l’Inter non è in un momento felice, ma nei novanta minuti può sempre trovare il bandolo della matassa, visto che ha dalla sua tanti campioni. La classifica dice che è uno scontro salvezza; in realtà è una sfida da tripla, come un vero big match. Da una parte la Robur, reduce da un’ottima prestazione con l’Atalanta e, più in generale, da un avvio molto convincente. Dall’altra una squadra affamata di punti, che fra stipendi e cartellini vale ancora le big europee. Fra tanti dubbi, una sola certezza: Javier Zanetti, che a trentotto anni suonati è sempre l’anima dei nerazzurri. La vittoria contro il Cagliari e il passaggio del turno in Europa hanno cambiato un po’ l’aria nell’ambiente interista, ma non è tutto oro quello che luccica. In fin dei conti gli isolani sono stati piegati da un gol irregolare e in Champions l’Inter aveva fatto tombola fin dal sorteggio, pescando squadre che in Inghilterra, Spagna o Germania faticherebbero a stare nella colonna sinistra della classifica.

Dopo aver lasciato strada alla Juve,
Giuseppe Sannino e il Siena hanno l’occasione di frenare i nipoti di Sarti, Burgnich, e Facchetti. Per farlo occorrerà calare sul tavolo verde le caratteristiche di sempre – intensità, concentrazione, aggressività, ordine, equilibrio, compattezza – unite ad un pizzico di imprevedibilità. Perché è la follia ad abbagliare le grandi, che da una piccola non se l’aspettano. E’ l’elemento che può disturbare, facendo saltare il banco. Di certo il mister bianconero non si curerà troppo degli infortunati, che pure avrebbero fatto comodo in una domenica così importante. Ma non si lagna il tecnico di Ottaviano, e soprattutto non cerca alibi: una mosca bianca, in mezzo a tanti santoni che guidano fuoriserie e, di fronte alle sconfitte, hanno sempre motivi di polemica. Un punto domenica ne varrebbe tre, ma sarebbe ancora più bello battere per la prima volta l’Inter con un allenatore operaio, di quelli che hanno sudato le proverbiali sette camicie. Un antieroe, Sannino, da contrapporre al calcio dei ricchi e dei riflettori.

Per concludere, qualche riga sulla designazione arbitrale. Parliamo poco volentieri delle giacchette nere (in tempi moderni fucsia, celesti, gialle), ma stavolta l’occasione è troppo ghiotta. In sala, una quindicina di anni fa, abbiamo apprezzato l’interpretazione di Johnny Depp, Marlon Brando e Faye Dunaway in “Don Juan DeMarco, maestro d’amore”. Al Franchi, invece, non fu gradita per nulla quella di Andrea De Marco, maestro di fuorigioco. Nel 2008, il gol decisivo di Maicon - con mezza Inter oltre la linea - riportò alla memoria vecchie perle del cinema arbitrale, staccandole per distacco nella classifica degli orrori. E pensare che il buon Mourinho, pochi mesi dopo quel furto con scasso, ebbe il coraggio di parlare di prostituzione intellettuale, riferendosi ai torti subiti dalla Beneamata! Ci fu anche chi gli dette corda, a testimonianza che più si sparano grosse e più sembrano vere. Per cortesia, vecchia Robur, prima o poi vendica pure quella truffa. Per una domenica speciale, una domenica bianconera.
 
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