Mercoledì, 23 ottobre 2019
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SPORT

A Umberto Vezzosi il ''Premio Papo'' 2012

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Umberto_Vezzosi300vUmberto Vezzosi, responsabile del settore giovanile della Virtus Siena e allenatore delle formazioni Under 17 eccellenza e Under 13, ha vinto il “Premio Papo” 2012, l’importante riconoscimento relativo alla scorsa stagione sportiva, che va al migliore allenatore italiano di settore giovanile. Votato da tutti gli allenatori, Vezzosi è risultato vincitore tra una rosa di nomi di tutto rispetto. In lizza per il premio, oltre al coach virtussino, c’erano infatti Antonio Bocchino, Federico Danna, Germano D’Arcangeli e Giovanni Lucchesi. Vezzosi riceverà il premio il prossimo 1° Maggio a Rimini, in occasione delle premiazioni del “Memorial Papini”.

Umberto, vincere il “Premio Papo” come miglior allenatore di settore giovanile è sicuramente il miglior riconoscimento per il tuo lavoro…
«Sono molto soddisfatto per aver vinto un premio così importante e soprattutto perché sono stato votato dagli altri allenatori. Inoltre è un piacere immenso ricevere questo premio che è dedicato a Claudio Papini, un mito per tutti gli allenatori di settore giovanile e probabilmente il migliore istruttore giovanile che la pallacanestro italiana abbia mai avuto. Dedico il premio ai ragazzi che ho allenato lo scorso anno e a tutta la società».

Parlavamo dei ragazzi dello scorso anno, un gruppo ’94 fortissimo e che ti ha dato grandi soddisfazioni. E proprio grazie alla strepitosa annata scorsa degli Under 17 è arrivato questo riconoscimento…

«E’ chiaro che una stagione come quella passata con il gruppo ’94-’95 è difficilmente ripetibile. Penso che questo sia un gruppo che passerà alla storia del basket italiano giovanile perché ha vinto tutto in Italia e gran parte dei ragazzi fanno parte delle squadre nazionali. Per me è stato un onore allenarli e credo anche che ci si abitua un po’ male dopo aver avuto delle squadre forti come questa».

Il “Premio Papo” è il giusto riconoscimento anche per la società, per un lavoro che parte da lontano…

«Si e per questo vorrei ricordare tutti gruppi che ho allenato da quando sono alla Virtus. Dal 2008 in poi c’e stato il salto di qualità e ci siamo sempre piazzati tra i primi in Italia facendo delle vere e proprie imprese, risultati che proveremo a ripetere ance se ovviamente non è sempre facile arrivare tra i primi in tutte le categorie anche perché le squadre sono sempre più attrezzate e quando ci affrontano giocano tutte alla morte. Prima di me, avevano vinto il “Premio Papo” allenatori del calibro di Consolini, Friso e Carasso, gente che ha vinto scudetti e formato tantissimi giocatori e questa per me è un’ulteriore soddisfazione».

Il lavoro della Virtus è forse più considerato lontano da Siena che nella nostra città. Come te lo spieghi?
«Qualche mese fa avevo fatto una piccola polemica perché su un mensile che votava lo sportivo dell’anno del 2011, su 59 giornalisti che avevano 3 voti a testa, nemmeno uno aveva menzionato il nostro gruppo ’94 vincitore del titolo Under 17. Non volevo certo un riconoscimento personale, ma al gruppo e alla società mi pareva doveroso. Forse i risultati che facciamo sono ritenuti quasi scontati, servirebbe invece una maggiore sensibilizzazione, ma ormai ci siamo abituati».
 
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