Mercoledì, 13 novembre 2019
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SIENA

Le reazioni alla mancata approvazione del Bilancio del Comune di Siena

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palazzocomunale450freeDopo che il consiglio comunale di Siena non ha approvato il bilancio consuntivo 2011 arrivano le prime reazioni delle forze politiche che riportiamo integralmente.



Il Sindaco Franco Ceccuzzi terrà domani
, sabato 28 aprile, alle ore 10, presso la Sala Maccherini di Palazzo Berlinghieri, in Piazza del Campo, a Siena, una conferenza stampa sul bilancio consuntivo 2011. Saranno presenti alla conferenza stampa il sindaco di Siena, Franco Ceccuzzi e il vicesindaco Mauro Marzucchi.



Elisa Meloni e Giulio Carli, segretario provinciale e comunale del Pd dopo la mancata approvazione del bilancio consuntivo nel Comune di Siena
“Un’iniziativa mossa da logiche familistiche che li colloca fuori dal mandato elettorale e da quello del Pd”

“La vergognosa iniziativa intrapresa oggi da alcuni consiglieri della maggioranza si colloca, in maniera irreversibile, fuori dal mandato che hanno ricevuto dagli elettori e fuori dal mandato politico del Partito democratico. Si tratta di un atto di irresponsabilità nei confronti della città e di tutta la comunità, aggravato dalla totale mancanza di consapevolezza della difficilissima fase economica in cui ci troviamo”. Con queste parole Giulio Carli, segretario del Pd cittadino ed Elisa Meloni, segretario provinciale del Pd, commentano la mancata approvazione del bilancio consuntivo del Comune di Siena.

“L’ordine del giorno presentato oggi - continuano Carli e Meloni - dai consiglieri Alessandro Piccini, Giovanni Bazzini, Luca Ranieri, Luca Guidieri, Anna Gioia e Lucio Pace, votato anche dal consigliere Giancarlo Meacci, è un’azione molto grave, in primo luogo perché priva la città dell’approvazione di un documento importante come il rendiconto consuntivo di gestione e, in secondo luogo, perché manca di qualsiasi motivazione concreta. Si tratta di un’iniziativa unilaterale che si colloca fuori da ogni percorso partecipato all’interno del Pd il cui gruppo è stato tenuto all’oscuro, fino al consiglio di oggi. Un’iniziativa fatta a tradimento, nonostante ci siano state, più volte e in più sedi, possibilità di confrontarsi sui contenuti del bilancio, compreso l’ultimo incontro che si è svolto ieri pomeriggio” .

“I sette consiglieri dovranno farsi carico delle conseguenze negative che la mancata approvazione del bilancio consuntivo - continuano Carli e Meloni - comporterà per la città e per il Comune, che oggi è stato minato nella sua stabilità. Ad aggravare questo quadro è la certezza che l’iniziativa intrapresa oggi sia stata guidata unicamente da logiche familistiche e personali, direttamente connesse all’insoddisfazione sulle nomine che la Fondazione Mps ha fatto per il consiglio di amministrazione della Banca Mps, e che niente hanno a che vedere con la regolarità del bilancio consuntivo del Comune di Siena. Un gesto di mera rivalsa politica per le scelte di rinnovamento, di meritocrazia e di discontinuità fatte nelle settimane scorse. Un comportamento, quindi, che va contro la città e il mandato elettorale e che dovrà essere sottoposto al giudizio degli organismi dirigenti e di disciplina del partito”.

'”Ribadiamo – concludono Carli e Meloni - tutto il nostro sostegno e quello dei democratici senesi al sindaco di Siena, Franco Ceccuzzi, impegnato in una battaglia di rinnovamento politico e amministrativo utile prima di tutto a far uscire la città dalla fase di crisi in cui si trova. Continuiamo ad apprezzarne il coraggio e la fermezza necessaria in un momento così difficile, anche davanti a ricatti di ogni tipo che mortificano la dignità e l'operatività del Comune”.



Paris e Menchiari (coordinatori SEL) :“ Dinamiche irresponsabili  di tipo familistico mettono fortemente in pericolo la Città . Ribadiamo pieno sostegno al processo di rinnovamento e al Sindaco”

"La mancata nomina di due persone, Alfredo Monaci e Fabio Borghi, all’interno del CDA della Banca rischia di pregiudicare la stabilità e l’andamento dell’Ente per eccellenza del sistema istituzionale senese, il Comune di Siena – comincia così la dura nota stampa congiunta del coord. Comunale e del coord. Provinciale di Sinistra Ecologia Libertà con Vendola –.
Dobbiamo guardare in faccia la realtà: dinamiche di tipo personale e familistico, in una fase di difficoltà economica per le famiglie, per il ceto medio, per i più deboli come quella attuale, dimostrano una completa irresponsabilità da parte di un gruppo interessato esclusivamente a tutelare se stesso.
Il positivo processo di razionalizzazione e riordino che la nuova amministrazione aveva, fin dall’inizio del mandato, avviato, rischia di arenarsi a causa di logiche che palesano una distanza totale dalla realtà sociale della nostra città: l’eventuale arrivo di un commissario significherebbe il blocco economico totale e i licenziamenti, il contrario di ciò di cui avremmo bisogno in questo momento di crisi profonda generale.
Il voto di oggi, avulso da ogni lettura pseudo-amministrativa, deve essere guardato per ciò che è veramente, l’atto di irresponsabilità totale di un gruppo che si sottrae al bene comune per servire se stesso: ci chiediamo come anche altri consiglieri si siano riconosciuti nell’odg votato creando una commistione di volontà del tutto incomprensibile. E’ il caso in particolare dei consiglieri che rispondono alla passata amministrazione (autrice peraltro delle linee di indirizzo del bilancio 2011) e della consigliera Vigni, il cui trasformismo dimostra come non esista limite al rancore, il legame con le forze più conservatrici e di destra della città: per questo qualunque alleato risulti quello giusto purché serva a colpire l’unico progetto politico di rinnovamento esistente in città. Vergogna è l’unica parola che ci viene da pronunciare di fronte a questo brutto spettacolo in cui ognuno si vende per niente e si è disposti a sacrificare il bene comune della città, il suo futuro, il futuro di tutti i cittadini e le cittadine, pur di salvare la propria carriera.
Siamo convinti che esistano nella città energie disposte a voler sostenere insieme a noi il progetto di rinnovamento e discontinuità avviato, dando alla politica quella funzione nobile a cui i giochi di palazzo la stanno sottraendo. Rimane fermo il nostro sostegno al processo di rinnovamento e al Sindaco".



Ceccuzzi, Richiesta Dimissioni da parte della Lega Nord Siena

"Il Sindaco Ceccuzzi dopo le proteste dei dipendenti dell'Ateneo ed il doppio voto contrario in Consiglio non ha più la maggioranza e non ha più ragione di rimanere alla guida della Città. Adesso dimostri di avere un minimo di dignità, dimettendosi.

In poco meno di un anno, la sua maggioranza è infatti riuscita a perdere pezzi, a salvarsi solo stravolgendo la sua composizione ed infine a non esistere più.
Il Sindaco prenda quindi atto della situazione e, nel giorno che è finita la disastrosa era di Giuseppe Mussari, rassegni le proprie dimissioni, dando la possibilità alla Città di tornare al voto per eleggere un nuovo Sindaco ed una nuova maggioranza.

Ceccuzzi aveva promesso in campagna elettorale di puntare sul lavoro: sotto questo aspetto, la nostra Città sta vivendo una crisi immaginabile, come le cronache testimoniano. Che Ceccuzzi torni a fare quello che non ha mai fatto, essendo stato un “funzionario del Partito” per tutta la vita: cercarsi un lavoro, come fanno tutti. Siena - alla quale ha regalato, da deus ex machina del PD cittadino, la più grande distruzione di capitale, con l’era Mussari, il plauso all’operazione Antonveneta, il disastro delle sue storiche istituzioni, la lunghissima lista di indagati, il dissesto dell’Ateneo (il cui CdA è stato chiamato ad esprimersi su un bilancio consuntivo sul quale i Sindaci revisori hanno espresso parere negativo), l’indebitamento del Comune (che ha portato, come sembra, al richiamo del Comune da parte della Corte dei Conti per avere chiarimenti sul consuntivo 2010), il quasi certo aumento di capitale della Banca - non lo rimpiangerà di certo, alla faccia della discontinuità che ha promesso a tutti in Campagna elettorale.

Che il 27 aprile, dunque, sia ricordato vita natural durante quale la “Festa della Liberazione” della nostra Città dal duo Mussari e Ceccuzzi.

Lega Nord Toscana

Segreteria provinciale di Siena"



“No” al bilancio, atto di irresponsabilità

Il Partito Socialista condanna il comportamento di una parte della maggioranza

Il bilancio presentato in Consiglio Comunale e non approvato, rappresentava un chiaro miglioramento della gestione rispetto al previsionale, frutto di un lavoro attento e complicato volto alla salvaguardia dei servizi essenziali per i cittadini senesi, con una riduzione dei costi di gestione di ben sei milioni di euro rispetto al 2010. Nonostante questo è stato presentato un ordine del giorno alternativo, carico di strumentale demagogia politica, teso solo a ribaltare la realtà dei fatti. Quanto accaduto mette a repentaglio la stabilità del Comune e la gestione dei servizi per i cittadini, in un momento in cui la crisi economica e le difficoltà di alcuni dei più importanti enti senesi richiede una profonda unità ed un alto senso di responsabilità verso la città ed i cittadini che hanno votato in modo chiaro poco meno di un anno fa un programma che tendeva alla discontinuità ed al rinnovamento e che gli atti di questa amministrazione e del sindaco Ceccuzzi stanno concretamente realizzando. Il tentativo in corso è l’evidente segnale che si privilegiano i personalismi ed il mantenimento di posizioni di privilegio rispetto all’interesse della “cosa pubblica”, ovvero l’esatto opposto di quanto la comunità chiede a grande voce. E’ incomprensibile come alcuni consiglieri della maggioranza abbiano accompagnato con il loro assenso i vari assestamenti di questo bilancio per poi sottrarsi all’approvazione finale. Il Partito Socialista nella sua storia di governo, continua così il  percorso di correttezza e di alta responsabilità che ci hanno insegnato i grandi amministratori socialisti del passato, consapevoli che il cambio di passo e di mentalità che abbiamo auspicato e che vediamo realizzarsi, non sia sostenibile da tutti.

Partito Socialista Riformisti Siena



Comunicato Stampa Partito dei Comunisti Italiani Siena


"Le notizie che apprendiamo circa la mancata approvazione del bilancio comunale e l’avvio delle procedure per la seconda convocazione del Consiglio e dell’eventuale commissariamento in caso di conferma della bocciatura del bilancio ci spingono a fare qualche considerazione sulla situazione politica senese.
Nessun terremoto politico è stata la causa di ciò che sta accadendo. Apparentemente nessuna discussione programmatica  sta alla base dell’evoluzione (meglio involuzione) di ciò che è stato consumato in consiglio comunale.
Sembra proprio che la mancanza di una nomina all’interno del Consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi  gradita alla frazione margherita  sia la vera causa di ciò che sta accadendo.
Un paradosso. Il Partito Democratico senese è riuscito ad essere l’assassino di se stesso senza per questo prefigurare un suicidio. Meglio, la dissociazione che vive il partito Democratico si sposta su un piano  reale e pone la base per la fine dell’esperienza della maggioranza uscita dalle urne.
Da oggi infatti qualsiasi mediazione o iniziativa tesa a garantire la continuità del mandato di Ceccuzzi cambierà i risultati elettorali, speriamo non in peggio.
Ma il modo con cui si è arrivato a questa situazione, non è solo un paradosso, è una vergogna.
In questa fase politica e sociale, dove le sofferenze dei cittadini si fanno sempre più insopportabili e le iniziative della politica sono così inadeguate e insufficienti  per garantire risposte idonee alle esigenze dei lavoratori e dei cittadini tutti, una parte della classe dirigente del PD senese non trova di meglio da fare che creare una crisi istituzionali su questioni che sono marginali e del tutto insignificanti per la vita di gran parte delle persone che vivono a Siena.
Ci saremmo aspettati dai  signori consiglieri appartenenti alla maggioranza consiliare un contributo vero per risolvere questioni ben più importanti che affliggono i cittadini senesi che riguardano il lavoro, i servizi sociali, la qualità dell’assistenza sanitaria, l’accesso alle prestazioni ospedalieri e sanitarie, i servizi all’infanzia,  e non per ultimo una riflessione seria sull’università e sul Monte dei Paschi.
Oggi occorre ripartire da sinistra, partire da queste questioni programmatiche per creare  le condizioni per un buon governo della città, rifiutando, in maniera chiara e definitivamente a  logiche di gruppo tese alla tutela di interessi particolari e spesso personali o “familiari”. "

Partito dei Comunisti Italiani
Siena



BILANCIO COMUNALE– Di Stasio (Lega): “I Magnifici 9 del PD hanno miseramente fallito.”

“Il PD è il vero responsabile della drammatica situazione senese.”

«Il duo Ceccuzzi e Bezzini amavano definire la propria squadra, formata anche dai setti presidenti dei circondari, “I Magnifici 9”. Si ergevano a salvatori della Patria garantendo che con loro tutto si sarebbe messo a posto, andando in giro a gettare fumo negli occhi agli ignari cittadini. Alla luce del voto di oggi sul bilancio, possiamo dire che “I Magnifici 9” hanno miseramente fallito. La città di Siena e tutto il territorio senese sta attraversando una crisi senza precedenti, con scandali inenarrabili venuti alla luce, come il buco di bilancio enorme dell’Università, con una gestione della Fondazione e della Banca MPS che ha portato a bruciare miliardi di euro e a perdere la maggioranza nella guida della banca e con la gestione scellerata dell’affaire Ospedale di Siena, ricaduto sulle spalle dei cittadini per ben due volte.

Ma di chi deve essere la responsabilità politica di queste scelte disastrose e suicide se non di chi governa la città e la provincia? Adesso basta. Sono anni che il territorio senese aspetta risposte concrete sui temi principali della gente. Cosa è migliorato da quando i dalemiani di ferro Bezzini e Ceccuzzi sono alla guida dei rispettivi Enti Locali? Niente di tangibile è stato fatto. Niente infrastrutture, nessuna risposta agli imprenditori, al commercio, all’agricoltura, nessuna risposta tangibile agli operai che stanno continuando a perdere il lavoro. Sono stati capaci di perdere il controllo della Banca che da sempre è stata nelle mani dei senesi, di mettere la città al pubblico ludibrio con il deficit dell’Università. E poi hanno anche il coraggio di candidare la città a Capitale della Cultura. Questa classe politica ha fallito e di una cultura onestamente avrebbe estremamente bisogno: la cultura del Buongoverno.»



"Siena Futura
esprime forte preoccupazione per il voto espresso in Consiglio Comunale sul Bilancio Consuntivo 2011.
La fragilità delle argomentazioni addotte per motivare il voto contrario lasciano trapelare conflitti politici tutti interni al partito di maggioranza della coalizione.
Gli effetti di questo voto potrebbero invece ricadere pesantemente sull'attività amministrativa e quindi sulla quantità e qualità dei servizi per i cittadini. In questo senso Siena Futura continuerà la propria azione di responsabilità che oggi sembra complessivamente smarrita.
L'instabilità politica non è oggi il miglior viatico per risolvere i problemi che attanagliano la città, in particolare nella completa assenza di proposte politiche e amministrative costruttive così come si è delineato nel corso del dibattito del Consiglio Comunale odierno.
Siena Futura non teme nuove elezioni, ma ricercherà ugualmente idee che producano proposte e soluzioni per il futuro per la città.
E' necessario superare questa fase, coinvolgendo maggiormente i cittadini nei processi amministrativi aumentando la platea di chi decide attraverso la partecipazione diretta. Inoltre un coinvolgimento di quanti operano con obiettivi sociali, all'interno della cooperazione e del volontariato, è indispensabile per mantenere alta la qualità sociale di questa città.
Infine è importante produrre uno sforzo per individuare professionalità e competenze da mettere a disposizione della società e delle Istituzioni alle prese con crisi epocali, come l'Università, in un quadro di rinnovamento e riconoscimento del merito. Un rigoglioso cambio di passo che può essere la vera e necessaria risposta ad una politica sempre più incanalata nella difesa e mantenimento di rendite di posizione".

Dario Di Prisco
Portavoce - Coordinatore



PERCHE’ “SINISTRA PER SIENA” HA VOTATO CONTRO IL BILANCIO CONSUNTIVO 2011

"Mentre la stampa e i comunicati dei partiti presentano il dibattito di ieri sul bilancio consuntivo 2011 solo come manifestazione di divisione interna al partito di maggioranza e per le implicazioni sul futuro del Sindaco Ceccuzzi, vorrei spiegare quali ne sono stati i contenuti specifici, perché in Consiglio Comunale io non sono entrata per fare giochi di potere ma per discutere sulle cose.
Io ho votato contro il bilancio consuntivo 2011 perché il documento dava come entrate accertate le erogazioni della Fondazione Monte dei Paschi per 6 milioni di Euro, mentre non lo sono affatto a causa delle difficoltà in cui è stata messa la stessa Fondazione dalla maggioranza politica di questa città. Dopo aver costretto la Fondazione a indebitarsi per 1 miliardo di Euro per ricapitalizzare la Banca, ora il Comune esige che pensi prima a pagare gli interessi dei BOC emessi dal Comune che a saldare i debiti con le banche.
La mia preoccupazione era proprio sulla regolarità del documento contabile, mentre il bilancio del Comune di Siena è già da qualche anno sotto esame da parte della Corte dei Conti, perché i consistenti deficit annuali non sono stati ripianati con le previste vendite immobiliari non realizzate.
Un bilancio insomma, anche negli anni passati, gestito con poca lungimiranza, senza utilizzare le erogazioni della Fondazioni per proteggere il bilancio dalla diminuzione dei trasferimenti statali e fare investimenti per creare posti di lavoro.
Ho dunque appoggiato l’ordine del giorno presentato dal consigliere Bazzini perché conteneva queste considerazioni condivisibili, indipendentemente dalle ragioni che lo avevano ispirato.
Il mio gruppo “Sinistra per Siena” guarda solo alla sostanza dei problemi, e i conflitti interni al PD rivelano solo l’ambiguità di fondo che ha determinato la formazione e la vita di questo partito, anche se ormai le vecchie componenti DS e Margherita si sono ricomposte su schieramenti diversi, sempre però legati a logiche che ci sono estranee.
Cosa succederà adesso dipende il gran parte dal Sindaco Ceccuzzi, che deve smettere i panni del decisionista e confrontarsi senza arroganza con tutte le forze politiche, non per attirare nuovi occasionali alleati su operazioni di breve respiro, ma per ripensare il programma politico con cui si era presentato alle elezioni, ormai dichiaratamente inattuabile.

Laura Vigni, capogruppo Sinistra per Siena



Sabato 28 aprile ore 15.00

La Lega Nord Siena è scesa in piazza per chiedere le dimissioni del sindaco Ceccuzzi

"Il banchino - fanno sapere in una nota i leghisti - è iniziato proprio in contemporanea con l'iniziativa del sindaco.  In neanche un anno è riuscito a raggiungere vette negative che nessun altro aveva mai raggiunto. A partire dalla contestazione subita alla manifestazione dei dipendenti MPS, per finire con il drammatico bilancio comunale, che, al di là dell'esito del voto in sé e per sé, ha segnato la fine del sistema Siena, che, dopo l'Università e la Banca, ha trascinato nel baratro l'intera città". Sull'argomento anche l'eurodeputato Claudio Morgnati che evidenzia che, "ormai il sistema Siena è fallito e l'unica salvezza per Ceccuzzi e la sua sempre più ristretta maggioranza è dare le dimissioni e far tornare i senesi al voto. Il voto di ieri ha segnato la fine del Pd senese, diviso, ormai, in assurde lotte familistiche e di poltrona". poi, l'europarlamentare del Carroccio si sofferma sul voto dell'Udc. "Mi domando -asserisce Morganti - come si possa sostenere una persona contro cui si è fatta la campagna elettorale contro". "La nostra città - terminano, invece, i leghisti senesi - non si merita queste logiche degne della peggior politica poltronara e clientelare. Dimissioni immediate!".



Dichiarazione dell’Assessore regionale Luca Ceccobao sulla mancata approvazione del bilancio consuntivo al comune di Siena

“La citta’ di Siena ha bisogno della piena stabilita del Comune. Proprio in una fase come questa, dove è in corso un difficile lavoro di risanamento delle principali istituzioni cittadine, serve condividere una visione ed un’azione che metta in sicurezza la città. Occorrono, quindi, coesione, solidarietà, collaborazione e responsabilità. Le necessità del dibattito politico, anche nella dialettica più aspra, non possono essere scaricate in maniera perniciosa sulle scelte istituzionali che riguardano i cittadini. Per questo ritengo del tutto incomprensibile ed inammissibile il voto contrario, da parte di consiglieri di maggioranza, sul bilancio consuntivo. Voglio augurarmi che da subito siano ritrovate le condizioni per l’approvazione del bilancio consuntivo e continuare così il lavoro amministrativo iniziato da pochi mesi”



COMUNICATO STAMPA DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA DI SIENA

“Nella gara al meno peggio si finisce per affogare nel mare in cui si sputa per non annegare”

"La maggioranza consiliare del Comune di Siena non esiste più. Era già successo recentemente, su una mozione riguardante la Fondazione MPS, ma questa volta è più grave, perché il tema è il bilancio consuntivo 2011.
E' vero che questo consiglio e questa giunta ne sono responsabili "solo" per i 7/11, come lo stesso sindaco ha affermato nella replica al dibattito, ma la coalizione che governa è la stessa, quindi qualche problema c'è…
Sempre sul bilancio era avvenuto un episodio simile nella precedente giunta, e i "dissidenti" appartenevano allo stesso "gruppo" politico, ma quella volta la "scissione"  rientrò, e i "dissidenti" si rimisero in linea con un ordine del giorno che faceva promesse non rispettabili nel futuro.
Per i termini dello scontro dentro il PD è però evidente che stavolta i cocci del vaso si stanno polverizzando e una notte dei lunghi coltelli pare profilarsi con la dead line dei 60 giorni che la giunta ha per ripresentare e far approvare il bilancio consultivo; qualora, invece, funzionasse la leva del “senso di responsabilità” che vuole evitare un commissariamento del Comune, il bilancio verrà approvato e la Fondazione farà in modo di certificare che quegli 11,6 milioni promessi al Comune saranno stanziati “ufficialmente” e, pertanto, sarà approvato un consuntivo vero a metà ma meno falso di quello che stava per andare in approvazione con dei semplici “rimproveri” da parte del collegio dei revisori.
Anche qualora si arrivasse a questa soluzione, grazie ad un rientro dei voti della componente Margherita, è evidente come il sistema di potere decennale costruito dal PD vada in frantumi su tutti i livelli e a niente servirà sostituire gli ex seguaci dello scudo crociato con altri seguaci attuali del medesimo scudo. D’altronde, una città ed una provincia abituata a distribuire le prebende della Fondazione senza mai far pagare davvero chi ha di più è normale che si trasformi in un castello di carte pronto a cadere per terra.
Come Partito della Rifondazione Comunista siamo sempre più convinti della scelta operata mesi fa di uscire dalla maggioranza che guida questa città alfine di dare ad essa una prospettiva alternativa insieme a tutte le forze della sinistra che vorranno starci.
In quanto comunisti riteniamo imprescindibile denunciare le ipocrisie di chi si era presentato allo sciopero dei lavoratori dell’università dello scorso 24 aprile portando il suo appoggio e la sua solidarietà ai lavoratori e poi fa votare al suo rappresentante nel C.d.A. dell’Università quel bilancio che sancisce la riduzione relativa del deficit strutturale solo grazie alla decurtazione dei salari dei lavoratori stessi.
Siamo pienamente consapevoli che la nostra posizione politica si situa in un crinale difficile, dove rischiamo assiduamente la contiguità con forze politiche - di centrodestra o populiste -  che niente hanno a che vedere con i valori e le istanze della sinistra, ma in una situazione di crisi generale il nostro difficile lavoro deve consistere proprio nel denunciare i “troiai” del potere da qualunque parte vengano compiuti senza rinunciare mai a lottare contro di essi ed a fornire proposte per risolvere gli impellenti problemi sociali che vedono i cittadini completamente stritolati dalla morsa del carovita e della disoccupazione.
Per questi motivi diciamo ai cittadini che il problema non sarà tanto se verrà il commissario governativo oppure no, quanto il fatto che, tra i tagli del governo Monti (sostenuto nel parlamento dal PD) e quelli imprescindibili a causa della “secca perpetua” della Fondazione MPS, o riusciamo a mettere in moto una rivolta veramente generale che sia in grado di farci riappropriare della gestione del credito, della politica industriale, della garanzia dei diritti sociali oppure ogni tentativo rivolto al meno peggio sarà semplicemente come risputare nel mare in cui stiamo affogando!"

Francesco Andreini - Segretario Circolo PRC Siena “Viro Avanzati”
Matteo Mascherini – Segretario Provinciale PRC Siena



Il capogruppo Pd in consiglio comunale commenta il voto negativo sul bilancio da parte di 8 consiglieri di maggioranza

Bianchi (Pd): “Un atteggiamento fuorviante che nasconde altre motivazioni”

“I 7 consiglieri del Partito democratico che hanno votato contro il consuntivo, utilizzano il bilancio come ‘arma di distrazione’ per nascondere il vero terreno di scontro, quello delle nomine all’interno del consiglio di amministrazione della banca. Un atteggiamento irresponsabile giocato sulla pelle della città in un momento di crisi eccezionale, come è totalmente fuorviante e scorretto far passare l’idea che tutto questo avviene in uno scontro fra ex, poiché 6 dei 7 consiglieri che hanno votato contro al bilancio di previsione, rappresentano solo parzialmente l’esperienza e la storia della Margherita, come dimostrano numerose prese di posizione espresse a livello nazionale da Rosy Bindi e Antonello Giacomelli, che hanno espresso giudizi critici nei confronti dei consiglieri comunali. Lo dico con cognizione di causa, provenendo io stesso dagli esponenti della Margherita, essendo stato un iscritto ed avendo assunto in rappresentanza di quel partito l'elezione a consigliere comunale e succesivamente di assessore della precedente amministrazione”. Questo il commento di Massimo Bianchi, capogruppo del Pd in consiglio comunale, dopo che il bilancio consuntivo del 2011 non e' stato approvato per il voto contrario di 8 consiglieri di maggioranza, di cui 7 del Pd.

“Il dibattito in consiglio – continua Bianchi – si è svolto sulla legittimità del bilancio. Una legittimità certificata dal dirigente del settore finanziario del Comune e dalla relazione dei sindaci revisori che ne hanno attestato la regolarità. Un bilancio legittimo, dunque, frutto del confronto con la giunta, che lo ha approvato all’unanimità, e della scelta di iniziare subito un’azione di attenzione sui conti e di un’anticipazione della manovra, pensato per il 2013, nel caso in cui non fosse stato dato riscontro a quanto concordato con la Fondazione Monte dei Paschi. Il bilancio bocciato dal consiglio, dunque, era legittimo e caratterizzato da tutte le forme di cautela possibili per l’equilibrio dei conti dell’Ente”.

“Il voto negativo sul bilancio consuntivo, inoltre, è incomprensibile se si considera che 6 consiglieri su 8 hanno approvato il bilancio preventivo e tutti gli 8 hanno dato il via libera agli assestamenti votati durante tutti l’anno. E’ come se, dopo aver avallato tutto il percorso senza mai obiettare alcun punto, al momento della fine del percorso, ‘folgorati sulla via delle nomine’, gli 8 consiglieri abbiano scoperto che qualcosa non andava. Se tutto questo risulta incomprensibile dal punto di vista tecnico, ciò che è successo è molto chiaro da un punto di vista politico. Gli interessi di parte e lo spirito di rivalsa per non aver ceduto alle richieste di un ben noto gruppo interno al partito sulle nomine nel cda della banca ha portato Luca Guideri, Lucio Pace, Gianluca Ranieri, Alessandro Piccini, Giancarlo Meacci, Anna Gioia e Giovanni Bazzini a giocare sulla testa della città e dei senesi per i loro interessi di parte e di gruppo. Se avessimo seguito la strada tracciata dall’ordine del giorno presentato da loro in consiglio comunale, avremo dovuto modificare il bilancio, privandolo delle risorse previste dalla Fondazione Mps, dichiarando che non avremo rispettato il patto di stabilità, e subendo così una serie di conseguenze negative, tra cui, subito, il minor trasferimento di 2,6 milioni di euro. Una proposta insensata e che avrebbe penalizzato l’amministrazione comunale e la città. Come per altro è priva di fondamento l'affermazione secondo la quale il gruppo del Pd non si sarebbe mai riunito. Il gruppo del Partito democatrico, infatti, è stato regolarmente convocato due volte e in entrambe le sedute è stata affrontata la discussione nel merito del consuntivo. Chi fa tali affermazioni lo fa solo in modo strumentale per trovare incosistenti giustificazioni al grave fatto politico che ha commesso. Il gruppo di democratici ‘dissidenti’, non ha solo tradito il mandato elettorale, ha tradito la città e la sta esponendo al rischio del commissariamento. Una scelta di cui risponderanno ai cittadini senesi”.



IDV, Siena. Il sindaco Ceccuzzi dovrebbe avere un sussulto di dignità e coraggio e dimettersi.


"Il dato politico più rilevante, ormai, non è più il voto sul bilancio consuntivo ma le affermazioni di questi giorni: la prima è quella dei massimi dirigenti del PD locale che definiscono il comportamento dei consiglieri ribelli come "iniziativa vergognosa guidata solo da logiche familistiche e personali connesse all'insoddisfazione per le nomine di MPS". La seconda è di Alberto Monaci in persona che, colto sul vivo, finge addirittura di non conoscere Giulio Carli e conta su Luigi Berlinguer per evitare ogni complicazione interna al partito.
Poi c'è la rassicurante posizione degli ex Margherita: "se il bilancio è a posto lo votiamo", come se il consuntivo non fosse semplicemente l'ovvia risultanza di tutte le decisioni che essi medesimi hanno via via assunto e suffragato. E, alla fine, c'è la frase clou, rilasciata, questa, dal primo cittadino: "resto solo se si approva il bilancio".
Ecco, il punto è proprio qui: non è possibile permettere che la cosa si risolva rinegoziando nelle segrete stanze gli sciagurati accordi di potere or ora denunciati; non lo consentono le regole minime del gioco democratico. I panni sporchi vanno lavati pubblicamente perché la città non può permettersi un Comune in permanente stato di ricatto e di assedio su ogni più piccola questione.
Il sindaco Ceccuzzi dovrebbe avere un sussulto di dignità e coraggio e dimettersi. Altrimenti dovranno essere i partiti che lo sostengono a dover pretendere che si azzeri la situazione per ridare la parola ai cittadini di Siena che - visto che qui non possiamo fare un Governo tecnico - hanno il diritto/dovere di pronunciarsi su cosa sta accadendo nelle maggiori Istituzioni della Città. E lo devono fare per motivi del tutto opposti a quelli suggeriti dal centrodestra: per consentire ai senesi di stabilire in sede elettorale e una volta per tutte se non debbano radicalmente cambiare le regole del gioco a partire dalla profonda riforma del sistema delle nomine in Fondazione, responsabile primo, seppure non esclusivo, di ogni sventura". 

IDV Siena



lunedì 30 aprile 20.11

RENDICONTO 2011: IL CONFRONTO DEVE AVVENIRE SUI NUMERI. IL RESTO SONO CHIACCHIERE E DISTINTIVI. E FANNO MALE A SIENA.

Replica dei Consiglieri PD Bazzini, Gioia, Guideri, Pace, Piccini e Ranieri.

Ai vari esponenti politici locali, che si sono stracciati le vesti per la mancata approvazione del rendiconto 2011 del Comune di Siena, consigliamo di andare a guardarsi i numeri. Si renderanno conto che il bilancio consuntivo, essendo privo di coperture finanziarie e certe, non poteva essere approvato. E non si parla di cifre trascurabili, ma di 11,6 milioni, di cui la Fondazione MPS ne ha resi disponibili meno della metà, e di questi , solo una minima parte risultano ad oggi effettivamente incassati. Non a caso quello stesso Vicesindaco e Assessore al Bilancio Marzucchi, che sui quotidiani di questi giorni mostrava stupore, non più tardi di una settimana fa dichiarava che senza aver effettivamente incassato le risorse iscritte nel bilancio 2011, c’era il rischio di “ far votare al Consiglio un documento suscettibile di conseguenze amministrative”. Le fantasiose ricostruzioni e gli esercizi di dietrologia fatti in questi giorni sono, perciò, un’offesa ai Consiglieri Comunali e all’intelligenza dei cittadini.

Non a caso le difficoltà strutturali del bilancio del Comune di Siena sono state ribadite dalla stessa Corte dei Conti, anche con un recentissimo pronunciamento. Questa è la verità dei numeri; a cui si continua a non dare risposte preferendo sollevare inutili polveroni politici che puntano solo a nascondere i fatti. E questo stupisce, a maggior ragione, se viene fatto da chi ha la titolarità amministrativa del documento che è stato portato in votazione lo scorso venerdì, cioè il Vicesindaco e Assessore al Bilancio. O da chi ha ricoperto l’incarico di Assessore al bilancio nel precedente quinquennio, cioè il capogruppo PD Bianchi, anch’esso arruolato fra i sacrestani della discontinuità. A questi catechisti del nuovo – che pretendono di giudicarci in base a quella discontinuità che essi stessi praticano ad intermittenza - e che rischiano solo di danneggiare il partito e la maggioranza che pretenderebbero di tutelare, chiediamo una vera azione di chiarezza, invece di nascondersi dietro il politichese. La nostra azione di Consiglieri – bollati come dissidenti – è sostenuta da argomentazioni chiare e puntuali. E i numeri valgono fino a prova contraria! Non ci sottraiamo ad un confronto, purché sia sviluppato con argomentazioni tecniche e amministrative. Non chiediamo di meglio, nel rispetto del Consiglio Comunale, di chi ci ha votati e del partito che rappresentiamo. Non si può continuare a rispondere con gli slogan ai numeri che non tornano!

Consiglieri PD

Giovanni Bazzini

Anna Gioia

Luca Guideri

Lucio Pace

Alessandro Piccini

Gian Luca Ranieri 
 
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