Martedì, 17 settembre 2019
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SPORT

Milan Diavolo a 4, Siena salvezza a un passo - di Tommaso Refini

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siena-milan-vergassola450Benedetta matematica, ci tormenta dai tempi delle scuole e ce la troviamo fra i piedi anche in un campo di calcio. Ogni giallo che si rispetti svela l’assassino soltanto nel finale, ma stavolta la Robur è fuori dalla lista dei sospettati con qualche pagina di anticipo. Manca la matematica, appunto, ma soltanto quella; ormai è un testa a testa fra Lecce e Genoa, almeno sulla carta. Sarà stato il maggiordomo salentino o quello rossoblù, ad uccidere le speranze di salvezza di un’intera città? Ad essere sinceri ci interessa poco, per non dire nulla. Leggeremo il finale solo per capire se il Siena avrà saputo mettere quarantaquattro gatti in fila per tre col resto di due, aggiungendone uno che significherebbe record. Questa Robur merita di entrare nella storia bianconera, non fosse altro perché aveva contro tutti i pronostici e invece non è mai scivolata nelle sabbie mobili della lotta salvezza.

Contro il Diavolo rossonero
, Vergassola e compagni hanno l’occasione di centrare il record di punti e la salvezza matematica, di firmare un’impresa e decidere anche la corsa scudetto. Per venticinque minuti i padroni di casa tengono dritta la barra del timone: Ibra che passeggia in campo, mentre il tabellone annuncia il vantaggio esterno della Juve a Novara, assomiglia tanto al lancio del titoli di coda sulla serie A. Il Siena tiene bene il campo e va pure vicino al gol, ma fuochino non conta e il vento gira in direzione Milano. Brkic gioca a calcio saponato, con i guantoni serve Cassano e la Robur è sotto di un gol. Barcollano i bianconeri, pugnalati a sorpresa nel momento migliore, così vanno al tappeto per la seconda volta in pochi minuti: Ibrahimovic esce dal letargo, prende la mira e chiude la gara. Un’occasione d’oro gettata alle ortiche, un gol regalato e uno subito a causa del black out. Non sembra vero, ma tant’è: 2-0 esterno e risultato acquisito per gli attuali Campioni d’Italia, che hanno già mezzo tricolore scucito dal petto. La ripresa regala al pubblico del Franchi una partita segnata, con i bianconeri che cercano il gol della bandiera e gli ospiti che attendono invano lo scivolone di Buffon e compagni. La Juventus invece ne fa quattro e manda ai rivali un segnale fortissimo. Intanto la Robur gonfia la rete con Bogdani, riaprendo la gara per alcuni giri di lancette. Al novantesimo è 1-2, ma l’imbrunire della contesa regala ai rossoneri le reti di Nocerino e Ibra. Poker di gol, Milan forza quattro. Per i bianconeri è un risultato pesante, più indigesto della sconfitta.

Per stabilire il nuovo record mancano all’appello due punti
; per la matematica uno, o forse zero, visto che un filotto congiunto di Genoa e Lecce è probabile come comporre un numero a caso sulla tastiera del telefonino e sentirsi rispondere da Belen. L’Olimpico, dove il Siena si mostrò all’Italia per la prima volta, maramaldeggiando contro la Roma dal punto di vista del gioco, potrebbe essere il teatro della salvezza. La sfida con il Parma, pochi giorni dopo, l’occasione per festeggiare davanti ai propri tifosi la stagione più bella della propria storia. Il finale di campionato sta scivolando via come un pallone bagnato dalla pioggia primaverile. Sta rotolando in porta,  per un gol che vale un altro anno di Paradiso calcistico. Un ultimo metro, anzi due, poi la vecchia Robur potrà cucirsi addosso lo scudetto numero sette.
 
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