Venerdì, 23 agosto 2019
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PROVINCIA

Piccoli Uffici Postali a rischio di chiusura, il Sindaco di San Giovanni d'Asso fra i firmatari della lettera a Enrico Rossi

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posteitaliane450Con una lettera aperta appena inviata dai sindaci della Provincia di Siena e lo stesso presidente della provincia Simone Bezzini al governatore della Regione Toscana Enrico Rossi ha preso vita un'ennesima iniziativa finalizzata a coinvolgere sempre di più gli Enti Locali contro la reiterata minaccia di chiusura di numerosi piccoli uffici postali del territorio.

“Le scriviamo per porre la sua attenzione sulla difficile situazione che stanno vivendo le aree rurali e i piccoli comuni della provincia di Siena – recita la missiva - realtà che crediamo debbano continuare ad essere una delle componenti fondamentali della Toscana”.

Firmatario della lettera è il sindaco di San Giovanni d'Asso Michele Boscagli il quale teme che uno dei 16 piccoli uffici postali a rischio inclusi nella cosiddetta lista nera stilata solo qualche settimana fa da Poste Italiane possa essere quello di Montisi. “Quello che sembra profilarsi anche a seguito dei tagli ai trasporti pubblici locali, presidi socio-sanitari, scuole e perfino tribunali è la creazione di due Toscane, una popolosa di serie A ed una rurale evidentemente di serie B” – spiega Boscagli. La lettera a Rossi - redatta di comune accordo fra presidente della Provincia e Comuni, chiede la creazione in tempi ravvicinati di un tavolo tra Regione ed Enti locali proprio su questo tema.

“Noi chiediamo che per lo meno la decisione di quali sportelli chiudere venga congelata oggi per essere semmai riavviata fra un anno, quando gli effetti dell’attuale crisi saranno più noti a tutti o comunque alleviati da una auspicata ripresa economica – spiega il sindaco – A condividere il nostro parere vi sono alcune forze parlamentari come il deputato locale Susanna Cenni, ma anche l’Unione Comunità Montane (UNCEM). Il presidente Rossi già in altre sedi si è detto disponibile ad intavolare questo confronto, anche perché nessuno può escludere che gli uffici postali che oggi non sono inclusi nella cosiddetta lista nera possano essere chiusi in un futuro neppure tanto lontano”.

E proprio in virtù del lavoro dell’On.le Cenni, venerdì prossimo 3 agosto il presidente Rossi dovrebbe incontrare alcuni parlamentari toscani al fine di concordare una strategia. “Accontentarsi di lasciare aperto qualche ufficio oggi per poi doverlo chiudere domani sarebbe una vittoria di Pirro - fanno sapere a San Giovanni - Le Poste Italiane Spa non possono comportarsi da ente pubblico e venire a chiedere servizi in affidamento diretto ai comuni quando fa loro comodo essere considerati una SPA pubblica e comportarsi da società nel libero mercato quando c’è da tagliare. Il Ministero dello Sviluppo Economico concede risorse economiche a Poste per svolgere un compito, ma se questo non dovesse essere più svolto le medesime risorse dovrebbero essere date ai comuni che potrebbero organizzarsi al fine di migliorare il servizio”.
 
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