Lunedì, 16 settembre 2019
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ARTE E CULTURA

Semifonte e la via Francigena, volume monografico del Centro Studi Romei

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FrancigenaDomenica 30 settembre a Barberino Val d'Elsa, nell’Antico Spedale dei Pellegrini, alle 17.30, il Centro Studi Romei presenta il secondo volume del 2012 della rivista «De Strata Francigena», giunta al ventesimo anno di pubblicazioni.

Il fascicolo monografico (159 p., con illustrazioni anche a colori e carte) è dedicato a “Semifonte e la via Francigena”, e arricchisce con un nuovo tassello il ciclo di ricerche sulla Valdelsa e la Val di Pesa, iniziato nel 2008 con la monografia su Certaldo, proseguito nel 2009 con gli Atti del Convegno sulla via Francigena in Valdelsa, nel 2010 con gli studi sul Cristo ligneo di Petrognano e con gli Atti del Convegno di Badia a Settimo sui Cadolingi e la viabilità francigena.

Il nucleo di questo nuovo sforzo del Centro Studi Romei prende lo spunto dalla tesi di laurea di Nicola Fontana, discussa con Giuseppina Carla Romby, alla Facoltà di Architettura di Firenze, e qui sintetizzata nel lungo articolo, ricco di carte, foto e ricostruzioni di manufatti, dal titolo “Architettura e insediamenti tra Elsa e Pesa nei secoli X-XIII”. Il lavoro del Fontana esamina una serie di edifici medievali, a cavallo tra Valdelsa fiorentina e Val di Pesa, che testimoniano non solo la ricchezza economica, che si sviluppa almeno a partire dal XII secolo, ma anche la ricca articolazione sociale di un’area molto appetita sia dalle città - da Firenze in particolare - che dalle signorie rurali.

Attorno a questo saggio, i collaboratori toscani più attivi del Centro Studi Romei hanno sviluppato, ciascuno seguendo le proprie coordinate di ricerca, il tema odeporico con Renato Stopani che ha inquadrato la vicenda storica di Semifonte facendo centro sul tentativo, iniziato con Federico Barbarossa, di riportare verso una egemonia signorile il controllo delle direttrici di traffico della Toscana centrale; il tema dell’articolata stratificazione sociale e politica, che si era rapidamente riconosciuta nella nuova fondazione del castello di Semifonte, voluta sì dal conte Alberto IV, ma che si rese autonoma dopo il “tradimento” del fondatore, sviluppato da Fabrizio Vanni; il tema della ricchezza architettonica dell’area, che assurge a simbolo nella pieve di Sant’Appiano, esaminata da Marco Gamannossi e completata dal rilievo documentale con il laser scanner compiuto dai ricercatori Andrea Pagano e Sara Bua.
 
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