Martedì, 26 maggio 2020
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TOSCANA

Il CAL lavora per il riordino delle province ma l'accordo è lontano

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Punti fermi al momento sembrano essere la Città metropolitana di Firenze e la Provincia di Arezzo
Unione di Grosseto con Siena l'ipotesi al momento più accreditata

toscana-arcimboldo400Il termine ultimo è il 2 ottobre ma le incognite
sono ancora molte e un accordo sul riordino delle Province, previsto dalla spending review del Governo, ancora non c'é e per questo un nuovo incontro è in calendario la prossima settimana, nell'ultimo giorno utile. E' quanto emerso oggi da una riunione del Cal, il Consiglio delle autonomie locali chiamato a formulare un'ipotesi di riforma delle Province da presentare alla Regione Toscana.
 
Unici punti fermi in questo momento sembrano essere la Città metropolitana di Firenze (anche se rimane l'incognita di quanti Comuni ne faranno parte) e il territorio di Arezzo. Se il Governo accetterà di considerare il dato della popolazione residente e non solo quella risultante dal censimento, Arezzo avrebbe infatti i numeri per essere una Provincia a sé. Questo risultato, secondo quanto appreso, segnerebbe però il tramonto dell'ipotesi della Regione Toscana, basata su tre grandi aree vaste più la Città metropolitana di Firenze.
 
Lo scacchiere a questo punto vedrebbe l'unione di Grosseto con Siena, e quella di Livorno con Pisa, più l'incognita sui restanti territori. Un'ipotesi è che vengano accorpati in una maxi Provincia (che andrebbe da Prato a Massa, con Prato capoluogo). L'altra via è chiedere una deroga per unire Prato con Pistoia, ma i numeri, in termini di superficie, sono lontani dai parametri richiesti dalla legge nazionale.
 
L'altra parte della partita si giocherà poi sui capoluoghi, in particolare per quanto riguarda la disfida tra Pisa e Livorno che in base alla legge nazionale vede favorita la città labronica che ha più abitanti. Il Cal tornerà a riunirsi nuovamente il 2 ottobre e in questi giorni l'ufficio di presidenza lavorerà per portare in assemblea un documento che possa trovare la più ampia maggioranza possibile. Il documento dovrebbe andare nella direzione di chiedere con forza la deroga per Prato e Pistoia che, se fosse accettata dal Governo, aprirebbe nuovi scenari. Tra questi anche la creazione di un'area vasta che comprenda Pisa, Livorno, Lucca e Massa.
 
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