Giovedì, 19 settembre 2019
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PROVINCIA

Chiusi, i 4mila euro per il Capodanno serviranno per i libri scolastici

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libriscolastici450Il Comune di Chiusi utilizzerà i 4.260 euro previsti per i festeggiamenti per il Capodanno, come contributo alle famiglie per l'acquisto di libri scolastici. Sono scelte figlie dei tempi, ma anche di una precisa visione della politica. E così, invece di fuochi d’artificio o spumante, si è scelto di venire incontro alle esigenze delle famiglie. “Ma nemmeno un centesimo è stato tolto ai servizi a domanda individuale”, commenta con orgoglio il sindaco Stefano Scaramelli.

l welfare è salvo, anche non è stato facile mantenere il livello attuale. A un primo taglio al bilancio di 587mila euro da parte del governo, ne è arrivato un altro, inaspettato, di oltre 200mila euro, composto da più voci. Stiamo parlando di cifre consistenti, se pensiamo che il bilancio comunale è di circa11milionidi euro. Eppure la giunta di Chiusi è riuscita ugualmente a far quadrare i conti, e a far approvare in consiglio gli equilibri, come impone la legge. Risultato non da poco, in un periodo in cui tra spending review e mancati trasferimenti, tanto per citare un paio di problemi non da poco, alcuni enti non hanno nemmeno approvato il bilancio.

“La situazione è difficile – sostiene l'assessore al Bilancio Iuri Bettollini – ma in qualche modo ci eravamo preparati al peggio, fin dal nostro insediamento. Mesi di razionalizzazione degli uffici e delle spese, sacrifici e riduzione dei compensi agli amministratori, e una gestione oculata delle risorse ci hanno consentito di essere tra i pochi comuni a far quadrare i conti. Ci siamo comportati come il buon padre di famiglia, senza spendere un centesimo per tutto ciò che non fosse indispensabile, quando avevamo capito che sarebbe arrivato un periodo di vacche magrissime”. Con questo criterio, cambiando fornitore di energia elettrica, è stato possibile abbattere di oltre12mila euro i costi su base semestrale. Così, sono arrivate aree verdi, giochi per bambini e, appunto, la decisione di investire nella cultura e nel sostegno alle famiglie, tagliando l'effimero. Addirittura non una difesa dell'esistente, ma un rilancio nei servizi e nella qualità della vita. Segno che una strategia seria può ancora concedere spazi e, per ora, a far fronte alla drastica riduzione di risorse pubbliche.

“Resta – aggiunge Bettollini – il problema degli investimenti in conto capitale, bloccati dal Patto di stabilità. Facciamo il possibile per pagare le aziende, ma è sempre più difficile mantenere tempi ragionevoli. C'è il solito paradosso di una gestione amministrativa seria, di bilanci in ordine, ma allo stesso tempo l'impossibilità di fare investimenti oltre un certo limite, pur avendo sufficiente liquidità, oppure utilizzando finanziamenti”.
 
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