Domenica, 22 settembre 2019
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AGROALIMENTARE-ENOGASTRONOMIA

Maltempo: crolla la cerealicoltura, a rischio gli allevamenti

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Danni in Val di Chiana e Val d’Orcia, la situazione più tragica a Radicofani
Presto per fare delle stime ma alcune aziende sono a rischio sopravvivenza

campo-grano-allagamento450Il maltempo non dà tregua alla provincia di Siena. Le colture cerealicole che avevano già buscato le pesanti conseguenze delle piogge incessanti di metà novembre sono allo stremo, sommerse d’acqua. I cereali già nati o comunque quelli che hanno iniziato il ciclo vegetativo rischiano di essere soffocati dal limo che rimarrà sui terreni.

A fare il quadro della situazione Coldiretti Siena che raccoglie la voce di agricoltori e allevatori, soprattutto di Val di Chiana e Val d’Orcia, stremati dal maltempo. Da Sinalunga è Alessandra La Rocca che racconta come tutti e 30 i suoi ettari siano sommersi dall’acqua. “Qui il problema è il torrente Baregno che – spiega La Rocca – è infestato da canne e detriti. Non sappiamo se le canne siano state tagliate e lasciate lungo l’alveo del torrente o semplicemente non siano mai state toccate, resta il fatto che tutto il mio raccolto (cipolla e barbabietole da seme) andrà perso, un danno che supera i 70.000 euro”.

Anche a Montepulciano molti danni sono conseguenze della pioggia incessante e della scarsa manutenzione. “Non so se il mio grano si riprenderà – spiega Emanuele Furlani – oltre 20 ettari sono allagati. Il danno oltre che dalla pioggia è stato causato dall’esondazione dei canali che portano al Lago di Montepulciano, purtroppo sono pieni di detriti quindi l’acqua non scorre bene, esce dall’alveo e allaga i campi”.

La situazione più grave è in Val d’Orcia a Radicofani, un territorio già disagiato per conformazione e posizione geografica in cui a causa del maltempo sono in pericolo anche oltre 300 ovini. “Oltre ai danni ai terreni e alle strade, la pioggia sta portando via il mio capannone – spiega Raimondo Puggioninu – forse si è verificata una frana sotto il terreno del capannone in cui allevo le mie pecore. Di certo c’è solo che non posso continuare a lavorare così. In questo periodo le pecore sono anche in gestazione e la struttura che le contiene si muove sotto le loro zampe ogni giorno di più. Ho già avvertito la Comunità Montana dell’Amiata, la Provincia di Siena e l’ente della Val di Paglia, ma qui non si è visto nessuno”.

L'agricoltura sta pagando un prezzo altissimo dettato soprattutto dalla mancanza di una politica territoriale capace di tutelare e mettere in sicurezza i territori. “È importante rilanciare – conclude Fausto Ligas, presidente Coldiretti Siena - i consorzi di difesa come strumenti di coordinamento tra le aziende e la pubblica amministrazione e favorire gli strumenti di copertura assicurativa. Gli enti pubblici devono essere efficienti e vicini ai cittadini e agli agricoltori”.
 
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