Sabato, 14 dicembre 2019
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Robur, Natale amaro - di Tommaso Refini

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siena-napoli-cavani2L'ultima giornata di campionato del 2012 dribbla i Maya sull'out di destra, si accentra e mira al sette, conducendo in porto l'anno solare calcistico con un tiro mancino alla profezia.

La Robur brinda alle festività con l'amaro calice dell'ennesima sconfitta: è il quarto ko consecutivo, quello deciso da Maggio e Cavani nei minuti finali di Siena-Napoli. I primi tre con Serse Cosmi in panchina; l'ultimo con Giuseppe Iachini. Nella partita d'esordio al Franchi, il tecnico marchigiano accarezza a lungo la possibilità di un risultato positivo, grazie a una Robur discreta in fase di contenimento, ma soprattutto a un avversario in crisi d'identità; al novantesimo, però, stringe un pugno di mosche, facendo la conoscenza diretta dei principali limiti della squadra.

Il Siena e il gol viaggiano su due strade quasi parallele, destinate a incroci sporadici, chiaramente insufficienti per raggiungere la salvezza. La classifica, paradossalmente, e' l'ultimo dei pensieri: mancano ancora troppe giornate, infatti, per autorizzare eccessi di festeggiamento o disperazione. Il cuore del problema e' piuttosto la mancanza di gioco e di spessore dal centrocampo in avanti. Sedici reti all'attivo in diciotto partite sono un bottino magrissimo, prodotto interno lordo da paese del quarto mondo. Le tre vittorie di misura con Bologna, Genoa e Pescara incidono sul fatturato in maniera decisiva, permettono alla Robur di essere ancora viva, ma la dicono lunga sulla fisiologica difficoltà a sviluppare trame offensive e a centrare il bersaglio. Pur viaggiando la concorrenza a passo d'uomo, la penalizzazione e i tre punti a vittoria rendono tale lacuna simile a un cappio al collo.

siena-napoli-calaioCosmi e' stato esonerato perché serviva una scossa, si è detto. Può essere, a patto di non guardare solo a valle, domandandosi piuttosto quali errori - da parte dell'allenatore, ma anche della società e del gruppo - abbiano permesso che la situazione degenerasse. Perché un esonero segna la sconfitta di tutte le componenti e mai di una sola. Iachini, nell'immediato post Napoli, e' stato molto lucido nell'analizzare le debolezze della squadra, così come gli elementi incoraggianti, ma la sensazione e' che la rosa, così com'è, non consentirebbe voli pindarici nemmeno ai più famosi totem della panchina. Quella di Neto si è rivelata una scelta azzeccata; Valiani e Paci si sono dimostrati all'altezza. Ma troppe altre scommesse sono state perse: dalla seconda chance a D'Agostino e Mannini, che incidono sul campo in maniera inversamente proporzionale a quanto pesano sulle casse societarie, fino ai "fantasmi" sudamericani Martinez e Campos Toro; ciliegina sulla torta l'ingaggio di Ze' Eduardo, istrionico attaccante da spiaggia, inutile per caratteristiche tecniche e caratteriali alla causa di chi lotta per la salvezza con il coltello fra i denti. Il fallimento del mago, più degli altri, ha inciso pesantemente a livello tecnico e tattico, perché ha aperto una voragine in mediana dal punto di vista del talento e della visione di gioco, elementi necessari per sviluppare credibili trame pallonare.

Nulla e' ancora perduto, ma con undici punti alla sosta e un gennaio di ferro alle porte, la sessione invernale del mercato dovrà necessariamente fornire risposte concrete in termini di qualità e feeling con la rete avversaria. Forze nuove potranno essere frutto di investimento economico, di scambi o di buoni uffici: in ogni caso saranno indispensabili per provare a cullare il sogno salvezza.
 
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