Sabato, 7 dicembre 2019
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SIENA

Nepi (Pd): ''Parlare di Siena con toni costruttivi e con più umiltà''

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Maria Elena Nepi, membro dell’esecutivo del Pd di Siena scrive una lettera aperta a Bruno Valentini
MariaElenaNepi450“Premetto che sono stata tra coloro che convintamente hanno spinto perché ti venisse data un’opportunità per raggiungere i requisiti per la candidatura alle primarie, spostando i termini della scadenza delle candidature. Questo perché, per come ti ho conosciuto, ti ho sempre stimato come amministratore. Tuttavia leggendo ed ascoltando le tua parole di questi giorni, mi fai venire dei dubbi e colgo quest’occasione per interloquire con te e porti qualche domanda in modo esplicito e concreto”. Comincia così la lettera scritta da Maria Elena Nepi, membro dell’esecutivo dell’Unione Comunale del Pd di Siena, a Bruno Valentini.

“Ogni giorno che passa – continua la lettera - alzi sempre più i toni di una polemica rancorosa e poco costruttiva, rivolgendoti con parole pesanti ad una classe politica, di cui sembra che tu non faccia parte. Scusa la sincerità, ma la mia domanda è: ma tu dove eri fino ad ora? Non fai parte della classe politica? Fai il sindaco da diversi anni, hai fatto il sindacalista per altrettanti, perché solo da pochi mesi alzi il tono in questo modo, attribuendo le responsabilità solo a qualcuno? Viene spontaneo pensare che ci sia un po’ di strumentalizzazione per aumentare la tua visibilità. E’ giusto discutere sul futuro di questa città, a partire anche dal ruolo della Banca Mps, ma con toni più costruttivi e con un po’ più di umiltà. Tra un modo di fare politica come ti ho descritto sopra e quello di chi, come Franco Ceccuzzi, dopo essersi assunto delle responsabilità politiche, con umiltà ha avuto il coraggio di fare autocritica (unico fino ad oggi), ed ora ci mette la faccia con la volontà di ridisegnare il futuro di questa città, preferisco il secondo”.

“L’altra questione che ti vorrei porre – prosegue Nepi - è quella delle regole e delle firme. Ti è stata data una opportunità che non era scontata. Non sarà quella che auspicavi, ma è comunque un segnale importante di apertura. Come membro dell’assemblea ho ricevuto il tuo messaggio. Posso capire che era difficile trovare 46 firme se non volevi far dipendere la tua candidatura ‘da coloro che vengono additati come traditori’, però come mai quando hai giudicato i fatti hai messo sullo stesso piano chi ha fatto cadere il Comune con chi, come il sindaco, è stato costretto alle dimissioni dalla mancanza di una maggioranza? Oltre alle firme dell’assemblea, inoltre, c’era un’altra opportunità che era quella di raggiungere oltre 400 iscritti, con procedure molto più flessibili e leggere rispetto alle 1500 esterne. Non abbiamo ricevuto nessun invito a cercare per te le firme degli iscritti nel nostro circolo, dove sono sicura che ti sarebbero stati dati gli strumenti per cercarle, come penso in gran parte degli altri. Bastava avere una o due persone per circolo che raccoglievano, di media, 25 firme. Cosa pensi che abbiano fatto coloro che hanno raccolto le firme per Ceccuzzi? Hanno telefonato, cercato, parlato, guardando negli occhi le persone, non solo attraverso facebook ed sms, ma col contatto ‘vivo’. Perché non hai perseguito questa strada? Dici di conoscere bene la base del partito, ma mi è sembrato che tu sia più alla ricerca della polemica, piuttosto che della risoluzione del problema. Mi auguro, per la stima che ho avuto e che vorrei continuare ad avere nei tuoi confronti, che non ci siano altri intenti e mi piacerebbe sentirtelo dire chiaramente. Infine una riflessione rivolta non solo a te, ma anche ad altri amministratori. Io credo che chi prende un impegno con gli elettori per ricoprire una carica elettiva, debba ricoprirla fino in fondo per coerenza e rispetto verso chi gli ha dato fiducia. Non terminare un mandato dà l’impressione di aver ‘utilizzato’ quell’incarico come trampolino di lancio per andare a fare altro. Bene ha fatto il regolamento per le primarie nazionali per la scelta dei parlamentari a limitare questo fenomeno. Scusa la mia franchezza, ma credo ad un modo di fare politica schietto e sincero, e quando ci si parla senza secondi fini si cresce tutti imparando anche ad ascoltarci”.
 
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