Venerdì, 3 aprile 2020
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SIENA

Ceccuzzi: ''Il Santa Maria messo in ginocchio da chi volle il commissariamento, oggi riparte per essere luogo di cultura, socialità e intrattenimento''

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francoceccuzzi25_450“Il rilancio del Santa Maria della Scala è stato ritardato da chi ha voluto il commissariamento del Comune con un danno evidente alla cultura ed all'economia cittadina, all'immagine di Siena ed ai lavoratori interessati. Bastava votare la manovra del giugno 2012, quando il sindaco si era già dimesso e la gara, che era già pronta, sarebbe stata pubblicata subito. Ma ora dobbiamo guardare avanti.

La nuova amministrazione comunale dovrà utilizzare al meglio la fase transitoria che arriva sino al prossimo 31 dicembre, per lanciare la nuova Fondazione di partecipazione in cui coinvolgere soggetti pubblici e privati, e con la quale preparare la nuova forma di gestione che dovrà avere un carattere più  duraturo ed alla quale sarà affidata la prospettiva del complesso museale.

Anche l'affidamento di questa fase, e che si va completando in questi giorni, è un passaggio importante sulla strada del rilancio, in un momento in cui la città ha bisogno di iniziative che attraggono presenze e riportano all'attenzione dell'opinione pubblica nazionale le eccellenze di cui è ricca Siena. Il mio auspicio è che, al più presto, si possa perfezionare l'assegnazione all'impresa che risulterà vincitrice della gara e si possa aprire il tavolo sindacale per dare seguito alla clausola sociale per salvaguardare i posti di lavoro. Con questo percorso, segnato dai sacrifici dei lavoratori e da una parziale fruizione del complesso, sarà possibile ripartire anche in funzione della sfida di Siena capitale europea della cultura 2019”. Con queste parole Franco Ceccuzzi, candidato a sindaco di Siena del centrosinistra, interviene in merito alla situazione del Santa Maria della Scala.

A fianco dei lavoratori delle cooperative. “In questi mesi – ha detto Ceccuzzi - abbiamo sempre seguito con grande attenzione la vicenda dei lavoratori e del ‘Santa Maria’, cuore pulsante della nostra città e che in futuro mi auguro davvero possa diventare, ancora di più,  luogo nevralgico della socialità e della cultura. Lo abbiamo fatto prima di tutto per i lavoratori delle cooperative impegnate nel complesso che avevano bisogno della nostra vicinanza e solidarietà e poi perché vogliamo che la crescita della città intorno alla cultura si sviluppi a partire da una rinnovata centralità dell’antico Spedale”.

Chi portò al Commissariamento del Comune, bloccò 800 mila euro di risorse per il Sms. “Nel mese di giugno, con la bocciatura della manovra di bilancio – afferma il candidato sindaco del centrosinistra - da parte degli otto consiglieri, del Pdl, di Sinistra per Siena e delle Liste civiche, di fatto vennero bloccate ottocentomila euro di risorse già disponibili per l’avvio di una gara sul Santa Maria della Scala. Più volte in quell’occasione facemmo un appello al senso di responsabilità dei consiglieri e delle politiche. Un appello che venne ignorato, fortunatamente a fronte di tante bugie ci sono i verbali del consiglio a parlare e presto saremo in grado di pubblicarli”.

La chiusura del Santa Maria è stata scongiurata dalla Regione Toscana. “Oggi, dopo i mesi difficili dell’estate nei quali si profilò la chiusura del Santa Maria, scongiurata solo dal contributo straordinario erogato della Regione Toscana, possiamo guardare al futuro con più fiducia. Il Santa Maria della Scala sarà luogo di cultura, socialità e intrattenimento. Ora – continua Ceccuzzi – è il momento di guardare avanti e di rimetterci in cammino. Credo che la strada della Fondazione scelta per il Santa Maria della Scala fosse quella giusta. Una strada che prevedeva uno strumento più adeguato alla complessità del Santa Maria e che potrebbe portare un afflusso di risorse esterne, oltre che di know how e professionalità nuove, indispensabili per la gestione del patrimonio culturale. Il nostro progetto  prevede di avere nel Comune un punto di riferimento e nel Santa Maria della Scala il cuore pulsante di un distretto culturale animato da grandi mostre, da progetti sull’arte contemporanea, attraverso una collezione permanente che recuperi le opere del Museo delle Papesse, fino alla didattica, all’intrattenimento alla produzione e al restauro. Il Comune dovrà lavorare per rilanciare l’antico Spedale, per far nascere al suo interno: il museo dell’arte figurativa senese con le opere della Pinacoteca, dei musei Civico e Diocesano; di un Centro d’arte contemporanea e spazi di socialità come un punto di ristoro, aperto anche dopo cena e uno spazio modulare, con una capienza variabile dai 150 ai 300 posti, per ospitare musica, spettacoli d’arte performativa e l’offerta cinematografica. Queste sono le nostre proposte concrete e condivise con la città, da parte di tutti gli altri solo inutili polemiche e silenzioso imbarazzo sul futuro”.
 
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