Mercoledì, 12 agosto 2020
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ECONOMIA E FINANZA

Commissione inchiesta su Mps: la Lega Nord chiede la presidenza

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On. Fava: “Occorre fare piena luce sull’accaduto. La presidenza di questa commissione non può che essere data alla Lega Nord, in quanto siamo stati primi a denunciare questi fatti e a volere estrema chiarezza delle responsabilità politiche di quanto accaduto.”

GianniFava-lega450vIn occasione dell’assemblea degli azionisti del Monte dei Paschi, è emersa la volontà da parte del M5S di istituire una commissione d’inchiesta parlamentare per fare luce sulle vicende del MPS dal 1995 ad oggi. Anche la Lega Nord ritiene questa commissione un necessario passaggio istituzionale per fare completa luce sui fatti che hanno travolto la banca e sulle responsabilità politiche che li hanno generati, come sostiene l’On. Gianni Fava, parlamentare della Lega Nord: «Sono anni ormai che la Lega Nord è in prima fila, sia a Siena che in Parlamento, per denunciare un sistema di potere che a Siena si è mangiato tutto. Siamo del tutto favorevoli all’istituzione di una commissione d’ inchiesta parlamentare su MPS, come richiesto dal M5S. La presidenza, però, non può che essere data alla Lega Nord per il proprio impegno sia in sede istituzionale, che sul territorio, oltre che a possedere l’esperienza necessaria per guidare strumenti istituzionali di questo tipo e alla conclamata estraneità a qualsiasi spartizione del famoso “groviglio armonioso” di Siena.»

Ad essere favorevoli alla commissione anche la segreteria provinciale e cittadina del Carroccio, che fanno notare come siano stati i primi a denunciare pubblicamente quello che ritenevano l’anticamera della distruzione della banca e del tessuto economico dell’intera provincia. Francesco Giusti, segretario comunale della Lega, commenta: «Siamo felici che anche il M5S si sia accorto, anche se in ritardo, della bontà delle posizioni che a Siena la Lega tiene da anni, come la necessità di intraprendere l’azione di responsabilità contro i vertici della banca e le immediate dimissioni dei vertici della Fondazione. C’è solo da chiedersi dove erano i grillini quando noi andavamo in piazza per raccogliere le firme e per informare la cittadinanza di quanto sarebbe accaduto di li a poco con l’acquisizione di Banca 121 e di Antonveneta e venivamo tacciati di essere dei pazzi visionari contrari allo sviluppo della città e delle sue eccellenze. Come si dice: “Il tempo è galantuomo!”»
 
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