Giovedì, 27 febbraio 2020
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PROVINCIA

Festival della Viandanza, la II edizione a Monteriggioni

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Dopo il successo della prima edizione torna a Monteriggioni, nel cuore della Via Francigena, il festival dedicato a chi vuole prendere la vita con lentezza
Tanti eventi gratuiti all’aria aperta, con grandi ospiti come Moni Ovadia e i Têtes de Bois e Sergio Staino, lezioni di viaggio lento all’ombra degli ulivi, viandanze in natura, tante novità e un filo rosso tematico: “piccoli e grandi viaggiatori”

festivalviandanza450«I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma quello che noi siamo», scrive il grande poeta portoghese Fernando Pessoa. Proprio a partire da questa riflessione si snoderà la seconda edizione del Festival della Viandanza, dopo essersi concentrato, nella prima, sul senso dell’accoglienza, supportato dalla presenza di ospiti del calibro di Paolo Rumiz e Erri De Luca.

Tutta l’attenzione sarà data ai viaggiatori, dai più “piccoli” – i bambini, i diversamente abili, chi non ha mai trovato il coraggio di partire – ai grandi esperti, che hanno solcato in lungo e in largo i sentieri e le strade del mondo. Sarà dunque un festival inclusivo e non esclusivo, con lezioni di viaggio lento aperte a tutti, all’ombra degli ulivi, nel Giardino dei Lenti Viaggiatori, a cui si affiancheranno racconti e fiabe per bambini e famiglie in compagnia degli asinelli di Massimo Montanari, nel Giardino dei Somarelli, e poi incontri all’aria aperta, distesi sull’erba o in marcia, in cui si affronterà il punto di vista del viaggiatore a piedi, in bicicletta, in canoa, con l’asino, o della viaggiatrice che parte da sola.

Sarà un festival civile, che celebrerà degnamente la Festa della Repubblica. Inizierà con una camminata collettiva da Colle Val d’Elsa a Monteriggioni, intitolata la Francigena che vorremmo, in cui i viandanti stimoleranno gli amministratori che si occupano della Via Francigena. Ci saranno quindi incontri dedicati alle viandanze a piedi e in bicicletta realizzate in contesti urbani, nelle periferie, in natura, in Italia e all’estero, con autori come Wu Ming 2, Gianni Biondillo, Davide Sapienza e molti altri. Il festival si chiuderà con il lancio del Manifesto della Lentezza, una piattaforma di idee e proposte concrete finalizzata all’affermazione dei diritti di chi viaggia con mezzi a basso impatto, perennemente in lotta, ad esempio, con il traffico a motore, il problema del passaggio nelle proprietà private, la difficoltà ad incontrare una rete di accoglienza low cost.

Sarà un festival spettacolare: la serata del 31 maggio vedrà sul palco i Têtes de Bois che, accompagnati dai disegni live di Sergio Staino, daranno vita ad un concerto pensato appositamente per il Festival della Viandanza. Ai Têtes de Bois, appassionati cultori del viaggio in bicicletta, farà da contraltare, la sera del 1 giugno, lo spettacolo Senza confini. Ebrei e zingari, di Moni Ovadia, che porterà sulla scena le parole e i suoni di popoli costretti per secoli ad essere nomadi, popoli in tutto e per tutto ma senza burocrazie, senza eserciti, sospesi tra cielo e terra, a cavallo dei confini.

Sarà un festival all’insegna della sobrietà, della sostenibilità, della condivisione, di nuovi modelli e stili di vita. Ad Altopascio, nell’anteprima del 26 maggio, Elena Guerrini ha portato in piazza i suoi Orti insorti, uno spettacolo di teatro a baratto, al quale per partecipare il pubblico ha dovuto “pagare” portando in dono dei generi alimentari. E un vero e proprio Albero del baratto, all’ombra del quale scambiare materiali e oggetti da viandanti, sarà al centro del Giardino dei Lenti Viaggiatori. Durante il festival sarà inoltre possibile consumare pasti frugali a km zero, spostarsi da un luogo all’altro con mezzi pubblici o con il car pooling, trovare il proprio compagno di viandanza ideale attraverso un gioco, lo Slow Date, che rimanda alle parole di Robert Louis Stevenson: «il massimo che possiamo aspettarci dal nostro viaggio è di trovare un amico sincero».

Sarà un festival itinerante: camminate di giorno e di notte, accompagnate da riflessioni, letture di versi, musiche, e poi un’altra novità: i viaggi di avvicinamento. Se l’anno scorso è stato lanciato il Pedibus, che in 3 settimane ha raggiunto Monteriggioni permettendo a chiunque di “salire a bordo” e macinare centinaia di km di sentieri, quest’anno i viaggi si moltiplicano, tutti lungo la Via Francigena: in bicicletta dal Passo Cisa, confine naturale tra Emilia Romagna e Toscana, mentre a piedi partiranno due gruppi, uno da Altopascio, al termine di una giornata di anteprima dedicata all’accoglienza e ai nuovi itinerari di viandanza, e l’altro da Radicofani, l’ultima tappa francigena toscana prima dell’entrata nel Lazio.

Il Festival della Viandanza è realizzato da itinerAria con il supporto della Regione Toscana, di Toscana Promozione, del Comune di Monteriggioni, del Comune di Altopascio (per l’anteprima), della Provincia di Siena (per la realizzazione dei cammini di avvicinamento), con la collaborazione del Movimento Lento e di molte altre associazioni e realtà operanti nel mondo del viaggio lento. Unire, mai dividere: un motto imprescindibile per una rassegna unica nel suo genere.
 
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