Mercoledì, 2 dicembre 2020
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SIENA

Approvato dal Consiglio provinciale il Piano Faunistico Venatorio 2012-2015

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Nella seduta consiliare di lunedì 29 luglio il via libera al Piano della Provincia con immediata eseguibilità

palazzodelgoverno-salaconsiglioBN-provinciaNella seduta di lunedì 29 luglio il Consiglio provinciale di Siena ha dato il via libera al Piano Faunistico Venatorio 2012 – 2015. Il documento con immediata eseguibilità, presentato dall’assessore all’agricoltura e caccia Anna Maria Betti, è stato votato dalla maggioranza (14 voti favorevoli) e ha visto il voto contrario di Donatella Santinelli e Marco Andreassi (Pdl); Giovanni Di Stasio (Toscana Federata) e dei consiglieri Massimo Mori e Francesco Michelotti (Fratelli d’Italia). Nei prossimi giorni, il Piano sarà inviato alla Giunta Regionale, per la verifica della coerenza con il Piano agricolo forestale della Regione Toscana (Praf).

“Il Piano faunistico – ha detto l'assessore Anna Maria Betti presentando il documento – ci ha impegnato per un anno e mezzo di lavoro intenso e partecipato che ha visto collaborare con la Provincia gli ATC, il mondo agricolo, ambientalista e venatorio, attraverso il Tavolo sulla caccia, e i soggetti istituzionali, dai Comuni fino alla Commissione e al Consiglio Provinciale. Ringrazio tutti per il contributo prezioso giunto anche da altri con osservazioni, note, riflessioni anche informali. Abbiamo fatto nostri gli obiettivi e gli indirizzi contenuti nel Praf e li abbiamo riposizionati tenendo conto non solo delle caratteristiche territoriali, ma anche dei profondi cambiamenti intervenuti negli anni; penso alle dinamiche sociali ed economiche, oltre a quelle più strettamente faunistico-venatorie. La scelta di fondo è una gestione faunistica improntata alla sostenibilità e alla biodiversità, attraverso una caccia sociale e partecipata e una maggiore integrazione fra le componenti fondamentali di questo territorio: agricoltura, caccia, ambiente”.

“Obiettivo ambizioso – ha detto Betti - soprattutto in una fase di riduzione di risorse pubbliche e di volontariato e in presenza di un impianto normativo complesso, frammentato e, come denunciamo da tempo, oramai assolutamente inadeguato a dare risposte efficaci e rapide ai bisogni dei territori. Questo richiederà maggiore aderenza che in passato agli obiettivi dati, attraverso una maggiore collaborazione fra i tanti soggetti coinvolti, a partire dagli ATC, e un di più di integrazione fra le aree, le funzioni e gli istituti, pubblici o privati che siano. Il Piano dà indirizzi precisi in questo senso, chiamando le componenti agricole, ambientali e venatorie a fare squadra insieme alle istituzioni per una gestione più equilibrata, in grado di rappresentare un’opportunità vera non solo per agricoltori, ambientalisti e cacciatori, ma per l’intero territorio, ai vertici in Italia per biodiversità e noto nel mondo per la qualità dell’ambiente e del paesaggio che sa esprimere. La Provincia intende quindi proseguire con il metodo della concertazione confermando il ruolo centrale del Tavolo in materia di gestione faunistica venatoria e prevedendo anche strumenti di coinvolgimento delle diverse componenti locali per un confronto continuo sulle ricadute sociali delle scelte, ma anche sulle proposte e i progetti che, sono certa, i territori sapranno esprimere”.

L’Odg incidentale presentato della maggioranza. A integrazione del Piano Faunistico venatorio è stato presentato un Ordine del giorno incidentale a firma di Marco Nasorri (Pd), Alberto Taccioli (Pd), Niccolò Guicciardini (Pd), Roberto Renai (Sel) e Antonio Giudilli (Idv) per chiedere al presidente e alla giunta di attivare un Tavolo ascolto e confronto per stabilire i criteri di istituzione, modifica e gestione delle zone di Protezione della fauna. L’Odg è stato approvato con i voti contrari dei consiglieri Donatella Santinelli e Marco Andreassi (Pdl); Giovanni Di Stasio (Toscana Federata) e Massimo Mori e Francesco Michelotti (Fratelli d’Italia).

I tre emendamenti al Piano. Nel corso della seduta il presidente della Commissione agricoltura, Mauro Bianchi (Pd) ha presentato tre emendamenti al Piano. Il primo, sulle dimensioni delle AAV, è stato approvato; il secondo emendamento, sempre in materia di Aziende Venatorie, è stato respinto, mentre il terzo emendamento, sulla gestione del cinghiale nell’area vocata, è stato approvato all’unanimità.

La discussione in consiglio sul Piano Faunistico Venatorio 2012 – 2015. Nel corso del dibattito Massimo Mori e Lorenzo Rosso (Fratelli d’Italia - Centrodestra nazionale) hanno espresso la loro forte contrarietà al Piano Faunistico venatorio. “Se non si trova una sintesi – ha detto Mori - tra le posizioni di mondo venatorio, agricolo e ambientale non se ne esce. Questo piano scontenta tutti: cacciatori e agricoltori. E’ stato costruito sulla letteratura e non su un vero rapporto con i soggetti del territorio”. Dello stesso avviso è stato Lorenzo Rosso, che ha sottolineato quanto sia stata fallimentare la politica della Provincia di Siena sulla gestione faunistica venatoria. Giovanni Di Stasio (Toscana Federata) è intervenuto per motivare il voto contrario. “Questo piano – ha detto Di Stasio - andrebbe ritirato e riportato in Commissione per provare a emendarlo velocemente e farne un testo più serio e condiviso”. La seduta è continuata con l’intervento di Donatella Santinelli (Pdl) che ha sottolineato la difficoltà di mettere tutti i soggetti d’accordo, ma al tempo stesso ha evidenziato quanto il Piano manchi di coraggio. “Il Piano – ha detto Santinelli - è arrivato in Commissione già elaborato. Comprendiamo il contesto di incertezza e il quadro normativo non soddisfacente, ma è un Piano che resta di grande fragilità e la presentazione dell’Ordine del giorno lo dimostra. Trovare una sintesi funzionale alla risoluzione dei problemi su questo tema è importantissimo, mi rammarica che non ci si sia riusciti. Le soluzioni non ci sono e me ne dispiaccio molto. Sono posti i problemi, ma non le soluzioni e per questo voteremo contro”.

A sostegno del Piano Faunistico venatorio sono intervenuti Niccolò Guicciardini (Pd), Roberto Renai (Sel) e Simone Bezzini (Pd). “Il Piano - ha detto Bezzini - rappresenta la migliore sintesi dentro i paletti dati, in un contesto di incertezza normativa e particolarmente complesso e articolato su tanti livelli e soggetti. Il quadro normativo è ormai logorato, arretrato, paralizzante. Noi questo lo abbiamo denunciato un anno fa alla Regione e al Governo, ma niente si è mosso. C’è bisogno di una semplificazione”.

Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. Il consiglio provinciale ha approvato la variante al Ptcp per l'individuazione delle Zone di Protezione Ambientale della risorsa idrica minerale, di sorgente e termale con 14 voti favorevoli e 5 voti contrari dei consiglieri del Pdl Donatella Santinelli e Marco Andreassi; del consigliere di Toscana Federata, Giovanni Di Stasio e dei consiglieri di Fratelli d’Italia Massimo Mori e Francesco Michelotti.

I punti rimandati alla prossima seduta del consiglio provinciale. Il consiglio provinciale ha poi deciso di rinviare alla prossima assise: l’interrogazione di Giovanni Di Stasio (Toscana Federata) sulle Terme di Petriolo; la mozione dei consiglieri Marco Nasorri, Niccolò Guicciardini e Laura Mannucci (Pd), Antonio Giudilli (Di Pietro-Idv), Roberto Renai (Sel) sulla riduzione del gettone di presenza dei consiglieri provinciali; la mozione dei consiglieri Giovanni Di Stasio (Toscana Federata) e Donatella Santinelli (Pdl) per l’ottimizzazione dei costi e il recupero dei costi inutili e onerosi della Provincia e l’ordine del giorno della Commissione ambiente della Provincia di Siena per la modifica della L.R. 22 maggio 1999 n. 16 “Raccolta e commercio dei funghi epigei spontanei”.
 
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