Lunedì, 21 ottobre 2019
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PROVINCIA

Il Consiglio Comunale di Chianciano Terme dice NO alla violenza contro le donne

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Il consigliere comunale Renata Masci ha presentato una mozione, votata all’unanimità, per contrastare il fenomeno del femminicio ed aderire alla “Campagna 365 giorno NO”

chiancianoterme-stemma300Il Consiglio Comunale di Chianciano Terme, nell’ultima seduta che si è tenuta il 10 ottobre, ha approvato la mozione “Misure di contrasto al ‘femminicidio’ e Adesione alla “Campagna 365 giorni NO” presentata dal consigliere comunale delegata alle Pari Opportunità Renata Masci.

Con il testo della mozione approvato all’unanimità il Consiglio Comunale di Chianciano Terme, oltre ad esprime la vicinanza alle famiglie delle vittime e delle donne oltraggiate, condanna fermamente i comportamenti espressi e manifestati in qualsiasi forma che esprimono e attuano qualsiasi forma di violenza, la matrice che li ha prodotti e qualsiasi forma di violenza sulle donne. Contestualmente il Consiglio Comunale di Chianciano Terme, approvando la mozione, ha aderito alla “Campagna 365 giorni NO alla violenza contro le donne”, promossa dalla Città di Torino e condivisa dall’ANCI  (Associazione Nazionale Comuni Italiani).

La “Campagna 365 giorni NO” a, rivolta in modo particolare agli uomini, intende, partendo dalle istituzioni, coinvolgere in prima persona Sindaci e Sindache invitandoli/e a diventare testimonial e a chiedere ai concittadini/e di divenire a loro volta testimonial, con una presa di posizione chiara e forte contro ogni forma di violenza contro le donne, ogni giorno dell’anno. La Campagna è stata lanciata il 25 novembre 2012 in concomitanza con la Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne (istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999).

Con l’approvazione della mozione il Consiglio Comunale di Chianciano Terme invita l’Amministrazione comunale, le istituzioni culturali e sociali di Chianciano Terme, le associazioni tutte: a riflettere e a far riflettere su questa emergenza sociale; a promuovere iniziative di sensibilizzazione nei confronti di  questo fenomeno; a valutare tutte le iniziative necessarie affinché, per quanto riguarda l’educazione delle nuove generazioni, venga agevolata la creazione di spazi di approfondimento periodici affinché si affrontino temi come l’uguaglianza e la violenza di genere, per avviare un radicale cambiamento culturale nella nostra società e per estirpare i pregiudizi fondati sulla cosiddetta inferiorità delle donne o sui ruoli stereotipati attribuiti a donne e uomini; invita, inoltre, a promuovere l’inserimento nei programmi scolastici dell’educazione alla relazione, al fine di sensibilizzare, informare, formare gli studenti e prevenire la violenza nei confronti delle donne, la discriminazione di genere e il femminicidio e promuovere la soggettività femminile.
 
Questi alcuni passaggi della mozione
La violenza sulle donne è la forma di violenza più diffusa, senza confini di ambiente, religione, cultura e nazionalità. Lo dimostra la statistica e lo conferma la cronaca. Sono centinaia le donne che ogni anno vengono uccise ed una donna su tre subisce violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita. Il 25 novembre di ogni anno è “La giornata mondiale contro la violenza sulle donne”, e in questa giornata sono molte le associazioni di decine di città italiane che si danno appuntamento in strada, organizzando manifestazioni ed eventi, cortei e discussioni per sensibilizzate tutti su questo fenomeno. Suscita la generale indignazione collettiva l’incremento delle donne uccise nel nostro Paese, basti pensare che solo in Italia, nei primi mesi del 2013 sono state uccise 81 donne, di cui il 75% nel contesto familiare o affettivo. Ogni giorno viene colpita da atti di violenza di genere (fisica, vebale e psicologica) una donna ogni 12 secondi. Ogni giorno 95 donne denunciano di aver subito minacce e 87 di aver subito ingiurie; 64 donne al giorno sono vittime di lesioni dolose, 19 di percosse, 14 di stalking, 10 di violenze sessuali. I dati emergono dal rapporto Eures-Ansa sull’omicidio volontario in Italia. Tra il 2000 ed il 2012 si contano complessivamente 2.200 vittime di omicidio, pari ad una media di 171 all’anno, una ogni due giorni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità identifica la violenza come principale causa di decessi o invalidità del genere femminile compreso tra i 16 e i 44 anni. Il fenomeno sta diventando ormai un’emergenza sociale da monitorare e risolvere, possibilmente tramite politiche sociali e tutele normativo-istituzionali adeguate.

Qualche dato storico sul percorso difficile dell’emancipazione della donna
Uno sguardo storico cronologico mostra come le donne nel loro percorso di emancipazione abbiano dovuto lottare per strappare diritti: l’abolizione del delitto d’onore è avvenuta solo 1981; il fenomeno della violenza di genere è all’attenzione del Parlamento europeo, come testimoniano i numerosi documenti prodotti, tra i quali la risoluzione del Parlamento europeo sulla violenza contro le donne e il “Programma Daphne” nel 1999; il programma d’azione comunitaria sulle misure preventive inteso a combattere la violenza contro i bambini, i giovani, le donne è stato emanato dal Parlamento europeo e dal Consiglio d’Europa dal 2000 al 2003; la raccomandazione del Comitato dei Ministri degli Stati membri sulla salvaguardia delle donne dalla violenza è del 2002; la risoluzione del Parlamento UE in materia di lotta alla violenza contro le donne è del 5/4/2011;  la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica è dell’11/5/2011.
 
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