Mercoledì, 19 giugno 2019
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SIENA

Il futuro di Enoteca Italiana passa da Firenze e Roma arrivando fino alla Cina

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Oggi il vicesindaco Mancuso è al Ministero per le Politiche agricole per chiedere che l’ente venga riconosciuto di interesse pubblico nazionale, presto sarà operativo il Commissario straordinario, dirigente regionale

enoteca1_450Sulle voci di preoccupazione per il futuro dell’Enoteca Italiana di Siena, il consigliere Marco Falorni, del gruppo Impegno per Siena, ha chiesto all’Amministrazione Comunale una rassicurazione per i dipendenti che vi lavorano, e la città tutta, sul mantenimento e il rilancio dell’istituzione preposta alla valorizzazione dei vini locali e nazionali.
Falorni si è quindi dichiarato parzialmente soddisfatto della risposta fornita dal sindaco, Bruno Valentini, che ha innanzitutto analizzato la situazione finanziaria dell’ente e prospettato gli scenari futuri: "Purtroppo, l’attività del 2012 è stata condizionata da fattori negativi come l’aumento dell’indebitamento, i ritardi nelle riscossioni e la riduzione dei contributi dei soci. Anche i contributi sui progetti, erogati dal Ministero delle Politiche agricole, sono passati da circa 1 milione a poco più di 50.000 euro".

Oltre alle criticità economiche, il sindaco ha ricordato che lo scorso 23 settembre, contestualmente alla nomina di un nuovo collegio sindacale, l’assemblea dei soci ha attivato la procedura di commissariamento per una durata di sei mesi, finalizzata al riequilibrio finanziario e alla riforma dello statuto.

"La Regione Toscana – ha continuato Valentini – si sta rivelando un partner strategico e necessario per Siena, anche su questo fronte: i 24 soci dell’Enoteca hanno individuato il Commissario straordinario in Stefano Romagnoli, dirigente regionale e già di Toscana Promozione, che si renderà operativo al più presto, probabilmente già dalla prossima settimana, appena saranno sbloccati alcuni elementi di natura burocratica".

Il Comune monitorerà comunque la situazione dell’ente sia dal punto di vista occupazionale dei 16 dipendenti, sia per la ridefinizione della sua natura giuridica e della missione istituzionale: "E’ indubbio – ha continuato il sindaco – che il futuro di Enoteca dipenderà dal rilancio delle attività di promozione in Italia e all’estero e da un incremento di attività commerciali che potrebbero consigliare l’individuazione di una sede diversa rispetto a quella attuale, purché sempre nella nostra città. Proprio oggi il vicesindaco, Fulvio Mancuso, è al Ministero delle Politiche agricole, a Roma, per la presentazione del bellissimo volume “Atlante dei territori del vino italiano” preparato dall’Enoteca, e chiedere che questa venga riconosciuta come ente pubblico nazionale. Ci sono, inoltre, delle interessanti prospettive di lavoro con la Cina, dove c’è già una presenza con una società, controllata dall’Enoteca, con sei dipendenti e un fatturato di quasi un milione di euro che potrebbe rilanciare ulteriormente la missione e le attività della nostra pregiata istituzione in una grande nazione".
 
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