Sabato, 8 agosto 2020
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PROVINCIA

Regolamento Urbanistico e Piano Strutturale, adottate le varianti generali a Monteriggioni

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Il consiglio comunale di Monteriggioni ha votato le nuove varianti ai documenti urbanistici. Dalla prossima settimana saranno on-line in attesa di osservazioni per poi essere approvate definitivamente
Chiantini: “Il nostro slogan è ridotto consumo di suolo. Già ora come metri cubi abbiamo un saldo positivo: sono più i metri cubi demoliti rispetto a quelli costruiti e continuiamo in questa direzione”

giuntacomunale-consiliocomunale-ottobre2013_650Adottate mercoledì 30 ottobre, le varianti generali al Regolamento Urbanistico ed al Piano Strutturale del comune di Monteriggioni che dalla prossima settimana saranno disponibili sul sito internet del Comune e poi pubblicate nel Bollettino Ufficiale della Regione Toscana in attesa delle osservazioni di cittadini e portatori d'interesse prima della definitiva approvazione.

“Si tratta della terza volta che questa amministrazione approva il piano strutturale ed il regolamento urbanistico – spiega il sindaco Angelo Fantucci - o come prima approvazione o come variante generale di assestamento, per adeguare gli strumenti alle nuove normative, regionali, nazionali o provinciali. Questo rappresenta in modo netto la capacità che abbiamo di adeguarci alle normative ed essere sempre più vicini alle esigenze dei cittadini, dei costruttori ma soprattutto del nostro territorio che con le nostre norme riusciamo a tutelare in modo concreto”.

Le varianti generali (approvate con il sì del gruppo Centrosinistra per Monteriggioni, il no di Pdl e Rifondazione comunista e l'astensione dell'Udc) si innestano in un momento in cui la crisi non ha diminuito l'attività edilizia del territorio di Monteriggioni mantenendo costanti il numero di pratiche edilizie e degli oneri di urbanizzazione incassati dal Comune. Tra i punti più importanti il mantenimento quasi totale dei confini delle Utoe (i centri urbani), rivisti soltanto in due realtà per interessi della collettività come Quercegrossa e Montecelso.

“Il motivo della variante – ha spiegato l'assessore all'Ubranistica Adriano Chiantini - poi viene dalla revisione del territorio aperto come richiesto dalla Regione Toscana, noi già avevamo delle norme importanti approvate nel 2004 riguardo questo aspetto ma in questi anni parte delle norme potevano sembrare superate ed abbiamo voluto adeguarci al Ptc e al Pit (piani di coordinamento della provincia e della regione). Non voglio dire quello che sembra uno slogan vuoto e cioè: consumo di territorio zero. Una cosa bellissima ma di difficile realizzazione perché spesso significa soltanto spostare funzioni da un territorio all'altro. Noi diciamo ridotto consumo di suolo. Già ora come metri cubi abbiamo un saldo positivo: sono più i metri cubi demoliti rispetto a quelli costruiti e continuiamo in questa direzione”.

Le varianti agiscono poi sulle classi di intervento e sulla classificazione architettonica del patrimonio edilizio esistente. Sono rimasti ad alto valore architettonico quelli specialistici o “generatori di unità di paesaggio”, vale a dire le emergenze architettoniche da preservare. Questo consentirà a molti cittadini di poter intervenire sui propri edifici con la finalità di poterli ristrutturare pur nella tutela del bene. Anche questa è semplificazione.

Sono state introdotte nuove norme anche per l'attività agricola e zootecnica di livello amatoriale, per aiutare quei cittadini che fanno un'attività personale che tutela il territorio coltivando appezzamenti importanti e che senza di loro sarebbero in breve tempo degradati.

“Poi – continua Chiantini - abbiamo introdotto e sviluppato la valorizzazione delle proprietà comunali, rendendo edificabili spazi di proprietà comunale per alienarli ad un prezzo migliore superando il problema del patto di stabilità. Individuiamo quindi dei terreni da rendere edificabili ed alienare se necessario”.

“Corre poi l'obbligo di fare dei ringraziamenti – ha concluso Chiantini - allo staff di progettazione e tutti i dipendenti comunali, ma anche i due sindaci, Valentini che ha avviato il procedimento impostando le linee di questa variante fin dal suo insediamento, linee che sono state rispettate nel documento sottoposto al voto, e Fantucci che in queste settimane è riuscito a dare consigli precisi e puntuali controllando e supportando questo percorso in maniera costante e positiva. Un grosso ringraziamento al segretario comunale che ha sistemizzato tutto il lavoro e poi grazie all'avvocato Leonardo Piochi che ha riverificato l’intero strumento alla luce delle norme legislative urbanistiche.

Durante la discussione che è seguita si sono espressi i gruppi consiliari. Il capogruppo Pdl Casaletti ha espresso dubbi sulla mancata partecipazione alle fasi di stesura del Piano, inoltre per il suo gruppo il nuovo documento conserva intatte le problematiche del vecchio strumento urbanistico. La capogruppo del Centrosinistra Paola Buti ha invece rivendicato l'impegno del suo partito che con una mozione presentata mesi fa ha indicato alcune importanti linee guida che sono state poi inserite nelle due varianti, soprattutto per quel che riguarda il recupero delle volumetrie e la valorizzazione delle colture amatoriali che svolgono un ruolo fondamentale nella tutela del territorio.
 
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