Sabato, 28 marzo 2020
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SIENA

Siena, dalla sensibilità dei ragazzi la speranza di fermare le violenze alle donne

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Il convegno della Provincia ha visto protagonisti gli studenti dell’Istituto d’Arte e del Marconi

donne-violenza400La violenza alle donne può essere fermata solo con una rivoluzione culturale che veda anche i maschi protagonisti. Sarà un passaggio storico e necessario. E tra i più giovani sembra fare breccia un nuovo tipo di sensibilità. Lunedì 25 novembre l’assessorato al welfare dell’Amministrazione Provinciale di Siena ha celebrato la Giornata internazionale contro la violenza alle donne con un affollato incontro, presso la facoltà di Giurisprudenza, dal titolo “Trasformare il maschile: donne e uomini contro la violenza di genere”, che ha visto  studentesse e studenti protagonisti: l’evento infatti è stato costruito partendo dagli elaborati degli studenti del Liceo Artistico Istituto d’Arte Duccio di Buoninsegna e dell’IPSIA Marconi di Siena che hanno lavorato, insieme ai loro insegnanti, sul punto vista maschile nei confronti della violenza di genere.

“Nella nostra provincia – afferma Simonetta Pellegrini assessore provinciale alle pari opportunità - il numero delle donne che si rivolgono ai centri antiviolenza è rimasto pressoché costante negli anni, circa un centinaio l’anno. La maggior parte sono italiane, ma in proporzione alla popolazione è crescente il numero delle donne straniere; sono donne non giovanissime, tra i 40 e i 50 anni, con un buon livello d’istruzione, che subiscono violenze fisiche e psicologiche, soprattutto per mano del partner o dell’ex partner. Dunque, occorre agire per prevenire, aiutare, contrastare questo gravissimo fenomeno della violenza sulle donne. La strada percorsa in questi anni dalla Provincia di Siena è stata quella della costruzione delle reti (tra istituzioni,  forze dell’ordine, aziende sanitarie, centri antiviolenza), di sostegno alle donne vittime di violenza, di formazione culturale, in particolare dei ragazzi e delle ragazze. E proprio dagli studenti e dalle studentesse dell’istituto Marconi e del liceo artistico di Siena  in questo 25 novembre 2013 sono venute le riflessioni più attente, più profonde, anche commoventi: sotto la guida dei loro insegnanti hanno prodotto video, immagini, letture per dire NO alla violenza sulle donne. Spero che questo messaggio parli con voce forte e chiara ai tanti soggetti che devono raccoglierlo e mi auguro che tutti quanti insieme, donne e uomini, saremo in grado di impegnarci per costruire una società rispettosa della dignità e della libertà della donna”.

In effetti, anche se hanno partecipato all’iniziativa le istituzioni e la società civile (il Comune di Siena, l’Università degli Studi, gli ordini degli avvocati e degli assistenti sociali, la Questura, l’’Azienda Ospedaliera senese, l’USL7 di Siena, i centri antiviolenza componenti il tavolo provinciale antiviolenza) sono stati proprio i più giovani, coordinati dai professori Pala, Carniani, Leoncini, Paghi e Fagioli e dai consulenti Ruggerini e Casanova a dare a questa giornata il senso della speranza in un cambiamento. I ragazzi dell’Istituto d’Arte hanno presentato una scultura, un video e tre elaborati che potranno diventare i manifesti per la campagna di sensibilizzazione del tavolo Interistituzionale contro la violenza alle donne. Gli studenti del Marconi hanno realizzato tre video con i quali hanno analizzato immagini di film che rappresentano momenti di violenza psicologica e fisica, e si sono serviti della musica, dal tango alla pop music fino ai ritmi etnici del sax di un ragazzo del Benin, per rappresentare quel meccanismo della sopraffazione che deve essere fermato. Alcuni studenti del liceo scientifico Galilei hanno letto dei brani letterari sul tema. Ha affermato la professoressa Luciana Leoncini del Marconi: “Mi piace ricordare una frase di Gandhi: ‘Ho imparato la lezione della nonviolenza da mia moglie quando ho cercato di piegarla alla mia volontà’. Per dire che tutta questa violenza può esser contrastata e annullata attraverso forme di sensibilizzazione e di presa di coscienza sia da parte maschile che da parte femminile, perché certi atti vanno sempre denunciati, e ci aspettiamo un aiuto concreto dalle istituzioni”.
 
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