Giovedì, 6 agosto 2020
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ARTE, SCIENZA E CULTURA

Bryan Wilson e Dana Sherwood si raccontano a Siena per ''Above/Below Ground''

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Lunedì 2 dicembre e mercoledì 4 dicembre (via Tommaso Pendola 37, ore 20.15, ingresso libero) Wilson e Sherwood, ospiti del Siena Art Institute in qualità di guest artist in occasione del progetto di Mark Dion e Amy Yoes, presenteranno il loro lavoro alla città e agli studenti
La settimana proseguirà con un'apertura speciale della mostra “Above/Below Ground” al Museo dell'Accademia dei Fisiocritici: un'opportunità per scoprire i nuovi lavori che hanno arricchito e modificato l'aspetto dell'allestimento confrontandosi con i protagonisti, Dion, Yoes e gli studenti del Siena Art Institute

Bryan_Wilson_The_Atomic_Priesthood_2013Due artisti internazionali, Bryan Wilson e Dana Sherwood, si raccontano al Siena Art Institute per “Above/Below Ground”, il progetto culturale, promosso in partnership con Fondazione Musei Senesi e Castello di Ama, che da settembre vede gli artisti Mark Dion e Amy Yoes impegnati in un percorso di ricerca estetica sul patrimonio scientifico dei musei senesi insieme a 12 studenti d'arte, allievi del semestre autunnale di formazione del Siena Art Institute.

Wilson e Sherwood, ospiti del Siena Art Institute in qualità di guest artist, saranno protagonisti di due chiacchierate che fanno parte del calendario di eventi organizzati in occasione delle ultime due settimane di lavoro di Dion e Yoes sul territorio senese. Un'opportunità, per la città e per gli studenti del Siena Art Institute, di conoscere due degli artisti tra i più interessanti sulla scena contemporanea internazionale.

Lunedì 2 dicembre alle 20.15, nella presentazione dal titolo “Material Matters: The Land and The Hand", l'artista newyorkese Bryan Wilson illustrerà l'evoluzione del suo linguaggio, che affronta i temi dello spazio, del corpo, della terra e le loro relazioni reciproche, con un'attenzione particolare per l'Antropocene, l'era geologica attuale, considerata dal punto di vista dell'impatto dell'uomo sul pianeta e del suo ruolo nei cambiamenti territoriali, strutturali e climatici che stanno interessando l'ecosistema. Una ricerca che si concentra sul ruolo dell'arte come atto trasformativo attraverso scultura, disegni e performance.

Mercoledì 4 dicembre alle 20.15 sarà invece la volta di Dana Sherwood, artista basata a New York, che nell'incontro dal titolo “Culinary Habitats” ripercorrerà le tappe principali della sua ricerca artistica: una ricerca che indaga la dialettica tra naturale e artificiale e che, facendo ricorso a materiali non tradizionali e a metodologie non convenzionali, sottolinea l'indefinitezza dei confini tra uomo, animale e gli spazi che insieme abitiamo.

Entrambe le presentazioni si terranno in inglese nelle aule del Siena Art Institute, in via Tommaso Pendola, 37, a ingresso libero.

Dana_Sherwood_The_Game_Table_2013_La settimana proseguirà, venerdì 6 dicembre dalle 16 alle 18, con un'apertura speciale della mostra “Above/Below Ground”, allestita al Museo dell' Accademia dei Fisiocritici: un evento che rappresenta non solo la documentazione ma anche il suggestivo working space del percorso di ricerca di Mark Dion, Amy Yoes e degli studenti del Siena Art Institute sul patrimonio scientifico dei musei senesi. La giornata del 6 dicembre sarà l'occasione per scoprire i nuovi lavori e gli interventi che hanno arricchito e modificato l'aspetto dell'allestimento dal giorno dell'inaugurazione, il 10 novembre, ad oggi, confrontandosi con i protagonisti del progetto, che accoglieranno il pubblico per rispondere a domande e soddisfare curiosità.

Ultimo appuntamento aperto al pubblico della settimana, sabato 7 dicembre dalle 16.30 alle 19.30 nelle aule del Siena Art Institute, la mostra dei lavori finali che i 12 giovani artisti provenienti da accademie internazionali d'arte italiane, inglesi e statunitensi hanno svolto durante il semestre autunnale di formazione accademica sotto la guida di Mark Dion, Amy Yoes e dei docenti del Siena Art Institute. La mostra resterà aperta fino a giovedì 12 dicembre, dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18.

“Above/Below Ground” è un progetto del Siena Art Institute, realizzato in partnership con Fondazione Musei Senesi e Castello di Ama, con il sostegno di Regione Toscana nell’ambito del progetto Toscana Incontemporanea, il patrocinio di Provincia di Siena e della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Siena e con il contributo di Faliero Sarti, Biscottificio Antonio Mattei e Cooplat, che hanno scelto di sostenere i giovani talenti finanziando borse di studio per gli studenti.

BRYAN WILSON

Bryan Wilson è un artista multidisciplinare il cui lavoro affronta i temi del corpo, dello spazio e della terra. La ricerca di Wilson si caratterizza per un'attenzione particolare per l'Antropocene, l'era geologica attuale, considerata dal punto di vista dell'impatto dell'uomo sul pianeta e del suo ruolo nei cambiamenti territoriali, strutturali e climatici che stanno interessando l'ecosistema. Il suo lavoro prende in esame, attaverso scultura, performance e disegni, la cultura materiale, sia reale che immaginata, che scaturisce da questa fase unica della storia dell'uomo e del pianeta.

Un tema ricorrente nella ricerca di Wilson è il corpo, inteso nei suoi elementi di somiglianza con la terra, come spazio di intervento artistico e dal punto di vista di ciò che ne resta dopo la morte.

Il progetto più recente e ancora in corso di Wilson, The Atomic Priesthood, illustra le sfide legate alla gestione di lungo periodo delle scorie nucleari.

Laureato al Rhode Island School of Design Glass Department, Bryan Wilson ha esposto i suoi lavori a livello nazionale e internazionale ed è stato artista in residenza al Creative Glass Center of America, alla Cumbria University e all'Everglades National Park. Wilson vive e lavora a New York City.

DANA SHERWOOD

Dana Sherwood è un'artista, basata a New York, il cui lavoro si fonda sullo scontro tra naturale e artificiale e sugli elementi di innata curiosità che ne derivano.

La sua ricerca artistica tenta di individuare un equilibrio fra forme umane e non umane per interrogarsi sulla semiotica del desiderio e della malinconia presenti nell'intersezione tra mondo naturale e mondo materiale.

Le opere di Sherwood affrontano il tema dell'abbondanza attraverso la rappresentazione visiva dell'eccesso e della decadenza e rispecchiano un'opulenta società in declino.

Nel rappresentare una natura spesso manipolata e prendendo le mosse dal genere pittorico delle “Vanitas”, il suo lavoro è, in fondo, un “Memento mori”.

Nei lavori di Sherwood, la complessità della rappresentazione deriva dall'uso di materiali non tradizionali e metodologie non convenzionali, come l'uso di materiali organici, di dolci dalla preparazione complessa e di azioni artistiche con animali.

Mettendo l'accento sull'interazione tra specie diverse e dando forma a nuovi percorsi di comunicazione, il suo lavoro sottolinea l'indefinitezza dei confini tra uomo, animale e gli spazi che insieme abitiamo.

Dopo aver conseguito il BFA (Bachelor of Fine Arts) all'Università del Maine nel 2004, Sherwood ha esposto i suoi lavori a New York, alla Marianne Boesky Gallery (2012), alla Mixed Greens Gallery (2012), al Socrates Sculpture Park (2009), al Flux Factory (2010) e alla Biennial of Western NY (2010).

Di recente ha realizzato un nuovo lavoro per Prospect 2 New Orleans (2011) e ha esposto in numerosi spazi in Europa.

Nel 2011, Sherwood ha frequentato l'Art Omi’s summer artist residency program e ricevuto una residency fellowship al LMCC Swing Space. Nel 2012 è stata l'artista in residenza all'AIRIE (Artists in Residence in the Everglades). Attualmente vive a Washington Heights con il marito e frequente collaboratore Mark Dion.
 
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