Venerdì, 3 aprile 2020
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ECONOMIA E FINANZA

Siena, consiglio comunale alla ricerca di una sintesi equilibrata tra Banca e Fondazione Mps

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Il sindaco Valentini: "L’aumento di capitale nasce dai problemi dell’Italia e di chi l’ha amministrata, senza le dovute garanzie di tutela per gli istituti di credito nazionali"

palazzocomunale450freeLa situazione attuale della Fondazione MPS è stata ampiamente trattata durante il Consiglio Comunale di ieri, giovedì 19 dicembre, attraverso la discussione di tre distinte mozioni, sulle quali i gruppi consiliari non hanno, però, trovato alcuna convergenza.

L’unico documento approvato è stato, alla fine, quello presentato da Carolina Persi (PD), che, nel corso della discussione, ha recepito quattro emendamenti dei gruppi di maggioranza PD, Sel, Siena Cambia e Riformisti: 20 i voti favorevoli e 11 i contrari.

Ribadendo la validità degli indirizzi già espressi dal Consiglio nelle sedute dell’11 luglio, del 26 settembre e del 29 ottobre scorsi, oltre ad occuparsi dei rapporti fra banca e Fondazione, la mozione chiede anche “un fattivo impegno di tutte le istituzioni locali affinché si possa costruire insieme alla Banca MPS un progetto che faccia crescere l’attuale indotto e lo trasformi in un polo stabile dei servizi legati alla monetica e alle lavorazioni bancarie”. Al sindaco si chiede: “che operi perché la Fondazione MPS continui a svolgere un ruolo di rappresentanza degli interessi del territorio attraverso la tutela del proprio patrimonio, in equilibrio con il processo di ricapitalizzazione della Banca, della quale dovrà rimanere ancora azionista”.

"Il nostro ruolo ci impone la ricerca di un equilibrio – è intervenuto il sindaco Bruno Valentini – tra i due enti, perché questo dibattito non deve apparire come una guerra di posizionamento politico, della quale la prima vittima sarebbe la collettività senese. Riguardo all’aumento di capitale di Banca MPS, siamo fortemente preoccupati per la svalutazione del titolo azionario conseguente alla speculazione di borsa che nessuno sta impedendo e dobbiamo lavorare affinché l’azione possa recuperare al più presto il suo reale valore. Invito i cittadini senesi a cogliere questa opportunità: acquistiamo tutti azioni MPS".

Fra gli emendamenti approvati, c’è quello che“dà mandato al sindaco di richiedere la massima attenzione del Governo, nell’ottica di agevolare qualsiasi soluzione che contempli la tutela del patrimonio della Fondazione, e consenta alla Banca di procedere nel percorso di risanamento”.

"Ritengo che l’abolizione del tetto del 4% – ha proseguito Valentini – sia stata assunta in un momento di difficoltà dovuto alla valutazione europea in corso di un’eventuale infrazione per aiuti di Stato, ma senza quella operazione i 3 miliardi di aumento di capitale forse non ci sarebbero stati perché non si investe se non si conta. Oggi alla Banca conviene sostituire il debito oneroso verso lo Stato con capitale di rischio, ma la decisione dell’aumento di capitale nasce dalla crisi dell’economia italiana e dal peggioramento dei crediti erogati dalle banche e dall’incapacità di introdurre le dovute garanzie di tutela per gli istituti di credito che hanno investito in Titoli di Stato, prima merce pregiata e poi quasi carta straccia secondo parametri europei particolarmente severi verso l’Italia. Se le banche nazionali non sono protette, il rischio reale è il crollo di tutto il sistema, soprattutto in un’economia come quella italiana, dipendente dal credito bancario,  dove non si può rischiare di far acquistare a prezzi di saldo dalla finanza internazionale il terzo istituto di credito. Il rischio di nazionalizzazione di MPS non è all’orizzonte  perché lo Stato italiano non può permetterselo e forse nemmeno potrebbe farlo ai sensi delle recenti decisioni europee sul salvataggio delle banche".

I documenti dei gruppi di minoranza, invece, non sono stati approvati. La mozione presentata da Luciano Cortonesi, Massimo Bianchini (Nero su Bianco), Pietro Staderini, Andrea Corsi (Moderati di Centrodestra), Enrico Tucci (Cittadini di Siena), Marco Falorni (Impegno per Siena), Eugenio Neri e Giuseppe Giordano (Siena Rinasce) ha riscontrato 10 voti favorevoli e 17 contrari, con una astensione. Quella presentata, invece, da Michele Pinassi (Siena 5 Stelle) è stata respinta con 22 voti contrari, 2 astensioni e un solo voto a favore.
 
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