Sabato, 8 agosto 2020
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Tares, Guicciardini e Bettollini (Pd): ''I Sindaci subiscono una fiscalità iniqua e controproducente''

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tares450“I cittadini e le aziende stanno provvedendo al pagamento della Tares 2013, ricevendo gli avvisi di pagamento. Tale imposta viene applicata secondo norme di legge nazionali che consideriamo inique e che rischiano di avere ricadute pesanti sulla spirale recessiva in cui é il nostro Paese. Vogliamo ribadire, per evitare facili strumentalizzazioni, che l'inquadramento della Tares non dipende in alcun modo dalla volontà dei Sindaci e dei Comuni. Questi ultimi, al contrario, si trovano ancora una volta ad essere vittime di una fiscalità che in Italia andrebbe rivista con una riforma organica e profonda che abbia al primo posto il principio di equità, di trasparenza  e di progressività. Siamo certi che il Pd a livello nazionale saprà mettere in campo una proposta di riforma fiscale che dia risposte certe ai nostri principi, che riteniamo assolutamente imprescindibili. In questa fase, siamo vicini a tutti coloro si trovano a dover pagare una fiscalità spesso sproporzionata rispetto al passato e ai Sindaci che si vedono attaccati per una tassa sulla quale hanno pochissimi strumenti per poter intervenire". Con queste parole Niccolò Guicciardini, segretario provinciale del Pd senese e Juri Bettollini, neo responsabile degli enti locali dell’esecutivo dei democratici senesi, intervengono in merito al pagamento della Tares.
 
Un duro sacrificio per imprese e famiglie “Ai cittadini e alle aziende – sottolineano Guicciardini e Bettollini - viene richiesto un ulteriore sacrificio. I Comuni devono applicare l'imposta, che coprirà tutto il costo di raccolta, smaltimento e riscossione del servizio. Il margine di manovra è limitatissimo, e, di fatto, le amministrazioni non possono sgravare i cittadini e le imprese dal peso dell’imposta attingendo ad altre risorse. Riteniamo, poi, che il nuovo meccanismo di ripartizione del costo, anch'esso imposto per legge, rischi di produrre sperequazioni non accettabili. A tutto ciò, si aggiunge un balzello di 0,30 € al metro quadro che va direttamente allo stato. Per le famiglie, invece, il costo viene rimodulato, oltre che sui metri quadri, anche sui componenti del nucleo familiare, per le imprese il Ministero ha fatto dei calcoli seguendo il principio che chi più inquina più deve pagare. Tale principio si é tradotto in calcoli che a volte stanno avendo conseguenze molto pesanti, in particolare per gli esercizi pubblici e per quel commercio che sta attraversando un momento difficilissimo. In un momento così difficile, andare a colpire le possibilità  di spesa delle famiglie ed il sistema fiscale del tessuto produttivo, già di per se in precario equilibrio, crediamo che sia stato un grave errore. Cambiare verso significa anche non commettere mai più tali errori”.
 
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