Martedì, 20 aprile 2021
Banner
Banner


ARTE, SCIENZA E CULTURA

All'attenzione della Commissione cultura il percorso storico del Santa Maria della Scala

Bookmark and Share
All'attenzione della Commissione cultura il percorso storico del Santa Maria della Scala
E' necessario che il progetto sia contestualizzato in rapporto con la Piazza intesa come luogo unitario

santamariadellascala-fienile450Ieri, giovedì 27 febbraio, si è tenuta un’ulteriore seduta della Commissione Cultura e Scuola nel contesto del percorso partecipativo, aperto anche alla cittadinanza, per la definizione di un atto di indirizzo sul Santa Maria della Scala, così come definito lo scorso 11 febbraio in Consiglio Comunale.

La seduta è stata dedicata all’approfondimento del percorso storico del complesso museale. Un excursus progettuale sostanziato dagli interventi degli invitati: il prof. Roberto Barzanti, sindaco di Siena dal 1969 al 1974 e assessore all’Urbanistica alla metà degli anni Ottanta, protagonista della scelta della trasformazione dello Spedale e promotore dell’idea di un bando internazionale per il progetto; la prof.ssa Gabriella Piccinni, consulente storico del progetto Canali, risultato vincitore del concorso nel 1993, componente il Comitato scientifico del Santa Maria della Scala negli anni dell’Istituzione e curatrice del percorso museale sulla storia della città, che sarà inaugurato all’interno del Complesso il 25 marzo prossimo; la dott.ssa Anna Carli, nel comitato promotore che negli anni Ottanta ha avviato la trasformazione, rettore dell’Istituzione Complesso museale Santa Maria della Scala dal 1997 sino al 2007, quando è stata deliberata la gestione diretta da parte dell’Amministrazione comunale.

Il punto di avvio della grande idea di Cesare Brandi, storico e critico d’arte, per la realizzazione di una “cittadella della cultura” è la felice visione di Fabio Bargagli Petrucci che, già nel 1905, l’aveva reso realistica agganciandola a tre punti chiave della città: il trasferimento della Pinacoteca, la Scuola d’Arte (oggi tradurremmo con laboratori creativi, factory), il disegno urbanistico della città. Il Santa Maria della Scala pensato, già più di cento anni fa, come “luogo” e non solo un museo, un insieme in cui dovevano essere il patrimonio e l’operatività, la sperimentazione, la formazione. Nel 1968 Brandi ne rilancia nel tempo l’idea, pensando a una formula scientifica per la Pinacoteca come nucleo saliente con la piena consapevolezza di dover mettere in cantiere competenze e professioni utili. Nel 1978 viene nominato dalla Usl un Comitato scientifico, la cui relazione viene recepita come atto d’indirizzo dall’Amministrazione comunale nel 1982. Si sottolineava l’importanza del progetto e l’indispensabile collaborazione stretta tra enti; l’importanza, nel trasferimento della Pinacoteca, di ridisegnare un percorso non limitandolo a una pura esposizione, una riclassificazione, salvaguardando le proprietà con innesti espliciti dentro un percorso coerente. Il Convegno internazionale del 1986, la nascita del Comitato permanente del 1987 promotore del concorso per il progetto del complesso museale, vinto nel 1993 dallo Studio Canali, hanno portato nel 1996 alla cessione alla disponibilità del Comune di Siena dell’immobile regionale; nel 2000 al protocollo d’intesa interistituzionale per il trasferimento della Pinacoteca e alla gestione autonoma con l’Istituzione nel 1997. Nel 2007 il Complesso museale torna alla gestione diretta del Comune di Siena, una scelta che, con il progressivo ridursi dell’entità dei finanziamenti, ha fermato l’attività manutentiva, attestando la perdita dell’autorevolezza scientifica già verificatasi con il desautoramento progressivo del Comitato scientifico. Oggi il complesso museale necessita di soggettività, autorità amministrativa, autorevolezza scientifica. Occorre un piano transitorio che consolidi l’esistente e un consapevole e attento aggiornamento del progetto Canali, mantenendo saldi i filoni fissati da tempo: museo di sé e della città; nuova pinacoteca; mostre temporanee, laboratori creativi, formazione, ricerca e produzione culturale. Il progetto, inoltre, non deve chiudersi in se stesso, oltre a prevedere orari e attività, anche transitorie, di vitalizzazione del complesso, e quindi servizi, esercizi commerciali, artigianali: è oggi necessario contestualizzarlo urbanisticamente in rapporto con la Piazza come luogo unitario.

I lavori della Commissione cultura proseguiranno il 4 e il 5 marzo prossimi. Martedì 4, alle ore 9, in Sala Maccherini (Palazzo Berlinghieri), dopo un sintetico compendio delle vicende cronologiche sul complesso museale del Santa Maria della Scala, partendo dalla fase di trasformazione da ospedale a luogo culturale, la Commissione prenderà in esame il progetto Canali, vincitore del concorso nel 1993, per una visione propedeutica a un approfondimento programmato da calendarizzare con lo stesso Studio Canali. Mercoledì 5 marzo i lavori della commissione, solo per motivi pratici, essendo la seduta itinerante per una ricognizione dei servizi culturali del Comune di Siena, coinvolgeranno i componenti.
 
sienafreewhatsapp650x80


GUARDA ANCHE

SOCIAL e MESSENGER

Facebook_Round Twitter round Instagram_round_social_media_icon_free Telegram round Whatsapp_free_social_media_icon_round

ESTRA NOTIZIE

COVID - MISURE IN VIGORE IN PROVINCIA DI SIENA

covid anci zonaarancione19aprile2021 300
fotostudio siena

archivio