Mercoledì, 1 aprile 2020
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TOSCANA

Regionali 2015, Francesco Giusti (LN) incontra i cacciatori

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francescogiusti2015_450v"Francesco Giusti, segretario della Lega Nord di Siena e candidato alle Elezioni regionali nella lista del movimento di Salvini, ha incontrato una rappresentanza di cacciatori della provincia di Siena. Giusti ha trovato con loro piena condivisione sulle problematiche esposte. Questi i temi emersi dal confronto:

CATTURE E RIPOPOLAMENTO; le aziende di ripopolamento e cattura, non sono più ben gestite, infatti, i numeri di animali catturati (lepri e fagiani) hanno avuto un incremento negativo negli ultimi ani e questo perché per gestire bene sia le riserve che la salvaguardia degli animali spostati sul territorio libero costa soldi, i quali, nonostante i 50€ annui\ATC spesi dai cacciatori, non si a bene che fine abbiano fatto (VEDI FALLIMENTI RECENTI DI ATC 17, 18, 19). Quest’anno infatti, le ATC 17 e 19 sono state annesse alla 18 mantenendo  comunque il loro territorio(a livello legale non so quanti sia fattibile, ma lo hanno fatto comunque).

GESTIONE SELVAGGINA SUL TERRITORIO LIBERO; la Provincia a suo tempo ha organizzato dei corsi sull’articolo 37, ovvero la possibilità di fare abbattimenti su animali nocivi quali cinghiali, volpi, piccioni, nutrie, ecc... Purtroppo questo decreto è stato sospeso e non è stato più possibile utilizzarlo per fare abbattimenti. Attualmente hanno ridato l’autorizzazione all’utilizzo di esso ma più che altro sui cinghiali\piccioni. E’ ormai un dato di fatto che gli animali più vulnerabili(fagiano\lepre) sono ormai sempre in numero inferiore rispetto a qualche anno fa, e questo non per colpa dei cacciatori, ma per la cattiva gestione da parte delle istituzioni. Infatti, durante il periodo degli accoppiamenti e successiva nidiata, sia per colpa dell’agricoltura selvaggia (distruzione dei nidi da parte degli agricoltori che arano i campi in periodi diversi rispetto a anni fa), che per causa di animali come corvi, ghiandaie, volpi, tassi, istrici, cinghiali che mangiano uova,  i pulcini, cuccioli, questi animali ormai si stanno “estinguendo”. Quindi, va riconsiderato completamente di ripensare la gestione dei nocivi in maniera diversa rispetto ad ora. Un esempio lampante sono gli storni, i quali sono onnivori (preferiscono bacche e germogli, ma terminati quelli si nutrono anche di insetti vermi ecc.) e distruggono l’HABITAT degli altri volatili che diminuiscono di numero. E’ evidente infatti un incremento degli storni che arrecano danno ai tetti, sporcano e infestano le città. Non è concepibile pensare che la caccia allo storno sia applicabile solo in deroga e con dei limiti assurdi. La caccia di contenimento è una necessità e ridurrebbe le spese sia della provincia, sia dei comuni che degli agricoltori, ma purtroppo questo non è il pensiero di chi gestisce l’aspetto venatorio in Italia.

Una ipotesi è quella di aprire la caccia a tutti gli animali cacciabili dal 1° di ottobre, in modo tale che i cinghialai vanno al cinghiale, i leprai alle lepri, i cacciatori con i cani da penna al fagiano, e questo permetterebbe la fine dello sviluppo di quei cuccioli\pulcini che alla 3° domenica di settembre(data di apertura della caccia) non sono ancora in grado di difendersi e distribuirebbe in maniera più omogenea i cacciatori sul territorio settorializzando le tipologie di caccia: attualmente la 3° domenica di settembre tutti i cacciatori vanno al fagiano\lepre, mentre se fosse aperta a tutti gli animali ci sarebbe una suddivisione di cacciatori per interesse\tipologia di caccia. Oltre a questo possiamo far slittare le prove dei cani dal 15 di agosto (data attuale) al 15 di settembre, perché anche quel mese in più permetterebbe a tanti cuccioli\pulcini di salvarsi, infatti spesso, purtroppo, questi rimangono preda di cani durante le prove.

ZONA SIC; Queste zone sono state imposte da un decreto europeo che l’ex sindaco di Sovicille non si fece sfuggire per non sappiamo per quale assurdo motivo… Il fatto è che questa ha notevolmente peggiorato la vita del comune cittadino e dei cacciatori, che si sono visti limitati l’accesso con mezzi a motore a strade di campo, bosco che hanno percorso da sempre. Esempio lampante quello del Dighino, la zona di bagno nella Merse da sempre frequentata da famiglie, amici, ragazzi e attualmente non raggiungibile se non a piedi e con tanta fantasia. Questo luogo bellissimo ormai è diventato inaccessibile perché la zona SIC vieta l’accesso alla strada per arrivare al fiume con mezzi a motore e questo ha fatto sì che quella strada, un tempo mantenuta anche dai cacciatori si sia trasformata in una macchia di rovi e sterpi.

MANTENIMENTO BOSCHI E FOSSI; i fossi, fiumi, boschi sono ormai allo sbando più totale, spesso ci troviamo a dover raccattare sporcizia lasciata da ogni genere di persona (incivile), nelle tagliate (ormai di grande moda nel nostro territorio) gli operatori che ci lavorano (spesso rumeni) lasciano il bosco in maniera assolutamente indecorosa. Non è più possibile raccattare un legno da terra o da un fosso perchè si rischia di essere denunciati, e nel frattempo se andiamo a cogliere un fungo senza il patentino lo stesso. Se uno esce di casa per andare in un bosco è praticamente obbligato a pagare tasse che non servono al mantenimento dello stesso, anzi, è sempre più tutto all’abbandono e gli unici che hanno a cuore questa situazione ormai allo sfascio sono i cacciatori che per lo meno cercano di tenerlo pulito (ovviamente non tutti, ci sono anche tanti cacciatori che, purtroppo, si comportano male).

CACCIA DI SELEZIONE CAPRIOLI E CINGHIALI; i selecontrollori, che effettuano un servizio allo Stato, non sono più in grado di gestire lo sviluppo demografico di cervidi e bovidi. Questo grazie a delle leggi assurde che solo in Italia esistono. Si fanno fare dei censimenti a giro per il bosco nel periodo dell’amore degli animali arrecando loro in immenso disturbo (immaginatevi 50/60 persone a rastrello a gridare in un bosco); censimenti assolutamente inutili perché che si comunica in provincia di aver visto 100 animali o 10 animali, il numero di abbattimenti non cambia mai o per lo meno non è proporzionale con gli avvistamenti effettivi. A prescindere dal numero di animali da abbattere, il risultato è sempre basso, infatti non è mai stato raggiunto il 100% del totale e nemmeno i vari distretti ci si sono avvicinati. Se un animale è nocivo o comunque arreca danno o si sta espandendo a macchia d’olio sul territorio (si pensi ai caprioli o ai cinghiali), la caccia di selezione deve essere aperta tutto l’anno e non solo in certi periodi. Pensiamo ai proprietari di aziende agricole: né gli ATC né la provincia si possono accollare le spese dei danni alle aziende. A Firenze la caccia di selezione al cinghiale ha aperto il 15 APRILE, da noi ancora è tutto chiuso. Questa è una cosa ASSURDA.

Altra cosa assurda è la consegna delle teste: il selecontrollore deve togliere la testa al capo abbattuto, staccare la mandibola e pulirla bene, riempire un documento e mettere il tutto dentro 3 sacchetti separati; questi andranno all’interno di un unico sacchetto che deve essere congelato per poi essere consegnato in provincia in 2 date precise nell’anno. Non ha più alcun senso. Quando è stato riempito il libretto venatorio del selecontrollore, ISPRA o chi verifica i dati, basta che controlli quelli, non ha più senso continuare a fare una tiritela del genere dopo anni di studi".
 
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