Venerdì, 25 settembre 2020
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EVENTI E SPETTACOLI

''Aure'', al Teatro degli Arrischianti lo spettacolo diretto da Alessandro Serra

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Il 26 e 27 settembre alle 20.30 il terzo appuntamento di Le Vie del Teatro in Terra di Siena con Daria Menichetti, Francesco Pennacchia e Chiara Michelini

marcofiliberti650Dopo Il Crepuscolo di Arcadia, lo spettacolo ideato, scritto e diretto con grande successo da Marco Filiberti lo scorso luglio al Teatro degli Avvaloranti di Città della Pieve, il terzo e ultimo appuntamento della stagione 2015 di Le Vie del Teatro in Terra di Siena è Aure di Alessandro Serra. Tratto dalla celebre opera di Marcel Proust Alla ricerca del tempo perduto, lo spettacolo andrà in scena il 26 e il 27 settembre nel settecentesco Teatro degli Arrischianti di Sarteano.

Un’edizione tra teatro e cinema questa seconda stagione di Le Vie del Teatro in Terra di Siena, manifestazione dedicata alla scena contemporanea che anche quest’anno ha trasformato in un immenso cantiere culturale la Val d’Orcia e la Val di Chiana. Oltre agli spettacoli teatrali, il pubblico ha potuto assistere all’anteprima di Cain, il nuovo lungometraggio di Marco Filiberti che uscirà nelle sale italiane a novembre, e potrà partecipare al ciclo di proiezioni previste nei mesi di ottobre e novembre all’Abbazia di Spineto, dedicate al lavoro di uno dei migliori talenti della nuova regia lirica, David Mcvicar.

Aure chiude una trilogia del silenzio e della memoria. Lo spettacolo trae spunto dalla Recherche di Proust, un fiume placido e solenne di parole, ma soprattutto, un capolavoro pittorico, sinfonia perfetta di suoni e rumori. In Proust tutto trasfigura, si agita, fluttua, deambula con una qualità sonnambolica in un mondo che è quello reale, ma è spinto come da un afflato che appartiene all’altra sfera. Così come il sogno si compie in una dimensione che non è la realtà ma che dalla realtà trae nutrimento, rubandone le immagini. Nel suo quieto incedere la recherche si sfalda, il naturalismo si rompe, tutto evapora, rendendo indistinti oggetti e paesaggi. L’anima stessa è rivestita da un involucro corporeo.

Aure, indicibili aloni di vita che ammantano ogni cosa, dice Elemire Zolla. Non c’è storia né personaggi, solo figure e un luogo, la stanza della memoria, più volte descritta da Proust come una specie di secondo appartamento, quello del sonno. Come in un teatro di marionette “così riposante per chi ha preso in disgusto la lingua parlata. Terra quasi edenica dove il suono non è stato ancora creato”.
Autore dello spazio e delle figure Vilhelm Hammershøi, pittore danese del silenzio, capace di permeare la scena di tempo. Nei suoi interni, cui lo spettacolo si ispira, il tempo fluisce come fatto luminoso, tutto è al contempo immobile e vibrante: i tavoli e le sedie sembrano pronti a piroettare, gli oggetti a librarsi in volo, le numerose porte sempre sul punto di schiudersi, rivelando presenze taciute e stanze della memoria involontaria.
Nella camera oscura interiore si accende una speciale luce: il corpo dell’attore che, come la luce, non si vede, ma fa vedere. Ecco allora che un piccolo gesto si ripercuote in noi ed echeggia, risvegliando un fatto dimenticato, che ci sembrava misero e non degno di nota. La vita vivente di contro la vita vissuta. In modo tale che ciò che si vede incorniciato nell’arcoscenico non sia altro che un fondale dipinto, cioè la vita. E se questo fondale un giorno crollasse, “cadrà nell’universo magico, senza che la caduta delle sue pesanti pietre offuschi con la volgarità d’un solo rumore la castità del silenzio»”.

Le Vie del Teatro in Terra di Siena. L’associazione culturale è nata nel 2013 dalla volontà del regista e scrittore Marco Filiberti di creare una realtà artistica che si distinguesse nel panorama internazionale per identità, linguaggio e rapporto con il territorio. È un progetto fortemente topicizzato, mosso dalla volontà di decifrare i segnali di una civiltà che si sta esaurendo con uno sguardo focalizzato sul mutamento antropologico in atto.
Da un’approfondita riflessione sull’esautoramento del ruolo della cultura nella società contemporanea, sul fallimento del modello imposto dai modelli consumistici e sul rapporto drammaticamente alterato tra civiltà e natura, è scaturito un progetto di teatro contemporaneo che ha come obiettivo quello di indagare il ruolo dell’arte nel XXI secolo e la sua possibilità di incidere ancora sulle coscienze con l’onestà degli strumenti che gli sono propri e con un intenso rapporto dialettico con le proprie radici culturali.
I presupposti etici e drammaturgici che la identificano nascono dall’urgenza di ridare al teatro la sua dimensione artigianale e restituire alle Terre di Siena, riconosciuti come un modello insuperato di connubio tra natura e civiltà, la loro vocazione artistica. In questa proposta di drammaturgia connessa al territorio, Le Vie del Teatro si propone come il centro di una pratica teatrale rigorosa e di respiro internazionale e di un’offerta didattica di massima specializzazione. La sua attività si origina nei territori della Val d’Orcia, della Val di Chiana, della provincia di Siena fino ai territori umbri, territori di rara bellezza e integrità, alcuni dei quali riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Amnesty International riconosce nell’opera artistica di Marco Filiberti un linguaggio capace di veicolare alti contenuti etici e valori umanitari, sostenendo altresì i presupposti etici e drammaturgici che identificano Le Vie del Teatro in Terra di Siena.

Marco Filiberti. Nato a Milano, è un autore e regista cinematografico e teatrale che si è imposto sin dal suo esordio con un’impronta di forte personalità. Negli anni ’90 compie un intenso percorso formativo tra teatro e musica: debutta nel Don Giovanni di Mozart con la direzione di Claudio Desderi, mette in scena Tre Monologhi per Marisa Fabbri, incide dischi per Fonit Cetra, Warner e CNI, interpreta Shakespeare, Brecht e Bernstein e si segnala come interprete dei songs di George Gherswin. Nel 2001 l’esordio al cinema con il cortometraggio Vespero a Tivoli, vincitore del Festival del Cinema di Salerno e premiato al Los Angeles Film Festival.
I suoi film Poco più di un anno fa – diario di un pornodivo (2003) e Il Compleanno (2009), venduti in molti paesi (tra i quali Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Francia, Spagna, Germania) sono stati presentati in Festival internazionali quali Berlino e Venezia e hanno vinto, tra i molti premi, il Globo d’Oro Speciale dalla stampa estera, il Premio della critica all’Out Fest di Los Angeles, il Premio del pubblico al Festival del Cinema Indipendente di Foggia e al Terra di Siena Film Festival, il Miglior film al Festival del Cinema Italiano di Ajaccio, il Premio del pubblico alle Journées du Cinéma Italien a Nizza e il Prix de l’Université de Corse.
Nel 2012 ha presentato con grande successo l’accadimento teatrale Byron’s Ruins, prodotto dalla Fondazione Pergolesi-Spontini di Jesi e dai Teatri delle Marche e nel 2013 ha fondato in Val d’Orcia - dove vive dal 2012 - un cantiere di teatro contemporaneo connesso al territorio, Le Vie del Teatro in Terra di Siena, inaugurato con un’opera di straordinario impatto, Conversation Pieces.
Filiberti ha appena ultimato Cain, suo terzo lungometraggio in uscita nelle sale italiane in autunno. Queste ultime opere teatrali costituiscono una” trilogia apocalittica”, The plaint of the Muse.

Info AURE 26/27 Settembre h 20.30
TEATRO DEGLI ARRISCHIANTI - Piazza XXIV Giugno n. 3 – 53047 Sarteano (SI)
Prenotazioni Le Vie del Teatro: 0577 249823 - 346 6322511 – www.viedelteatro.it – segreteria@leviedelteatro.it
 
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