Mercoledì, 8 aprile 2020
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SIENA

Siena, il Consiglio comunale del 29 settembre 2015

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I lavori di martedì 29 settembre a Palazzo Pubblico in continuo aggiornamento
8) INTERROGAZIONE DI EUGENIO NERI SUL FUTURO DELLE SCOTTE

palazzocomunale450free Il Consiglio comunale di Siena si è riunito in seduta ordinaria dalle ore 14 di oggi, martedì 29 settembre, nella Sala del Capitano del Popolo di Palazzo Civico.

Questo l'elenco dei lavori dalla sala consiliare in continuo aggiornamento:

8) INTERROGAZIONE DI EUGENIO NERI SUL FUTURO DELLE SCOTTE
Il sindaco Valentini: "Ogni proposta progettuale sarà debitamente valutata dagli uffici e dagli organi istituzionali competenti"

Le dichiarazioni del direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese (AOUS), Pierluigi Tosi, riportate nel quotidiano QN-La Nazione di domenica scorsa, 27 settembre, hanno costituito il tema dell’interrogazione orale urgente illustrata, nella seduta consiliare, da Eugenio Neri (Siena Rinasce) e sottoscritta anche dal collega di gruppo Giuseppe Giordano, da Massimo Bianchini (Nero su Bianco), Andrea Corsi e Pietro Staderini (Moderati di Centrodestra), Laura Sabatini e Alessandro Trapassi (Siena Cambia).

"Tosi afferma la necessità di demolire l’ospedale delle Scotte – ha detto Neri – per non perdere il primato senese nel contesto sanitario regionale, e di ricostruire una nuova struttura nella medesima sede, con modello orizzontale, acquisendo terreni adiacenti. Dichiarazioni che rischiano di creare un allarme sociale, soprattutto quando si riferisce alla mancata idoneità della struttura attuale rispetto agli standard regionali".

Neri ha quindi chiesto al sindaco "se condivide quanto affermato da Tosi, il quale richiama alcune sue dichiarazioni, sullo stesso tema, che fanno pensare a un intervento concordato". "Inoltre – ha aggiunto il consigliere – dichiarare dove e con quali modalità dovrà nascere un eventuale nuovo ospedale appare un’ingerenza sull’autonomia degli organi istituzionali, in primis il Consiglio comunale a cui spettano, per competenza, le scelte in materia urbanistica di pianificazione e destinazione d’uso del territorio". Per questo Neri ha chiesto al sindaco che "intende segnalare con fermezza, al Direttore Generale, questa ingerenza, che speriamo involontaria".

Il sindaco Bruno Valentini ha risposto di non avere "alcuna difficoltà ad affermare che l’intervista non era né preventivata, né concordata: questa è l’opinione del direttore Tosi, che richiama quanto affermai un anno e mezzo fa sulla vetustà dell’attuale ospedale che, credo, non sia una sorpresa per nessuno. Le Scotte è stato concepito e realizzato molti anni fa e, oggi, ha un indice di dispersione interna di carattere logistico e un’obsolescenza strutturale che, comunque, non ha impedito di fornire servizi di alto livello per i pazienti senesi e non solo. Il nostro ospedale può vantare, infatti, un indice di attrazione di utenti da fuori regione che è il più alto in Toscana, dopo il Meyer di Firenze".

Valentini ha sottolineato "la preoccupazione che i costi di funzionamento possano incidere così tanto da limitare la capacità economica di investimento. Perché se le risorse si spendono per logistica interna o per costi di energia, è evidente che ci sono meno soldi a disposizione per migliorare attrezzature e servizi. Non dobbiamo mai commettere l’errore di dare priorità alle spese sulle strutture rispetto alla qualità, alla professionalità e all’aggiornamento professionale di chi ci lavora all’interno".

Quanto all’accusa di ingerenza, mossa nell’interrogazione al direttore dell’AOUS, di avere invaso il campo di prerogativa degli organi amministrativi competenti, Valentini ha sostenuto "di essere tranquillo, perché c’è un accordo che con Regione, Azienda ospedaliera e Università sui modi e gli obiettivi di investimento, per circa 100 milioni di euro, che comportava una piccola incongruenza urbanistica con l’attuale struttura". "Questo investimento – ha aggiunto il sindaco – può essere realizzato interamente dentro il perimetro di proprietà della Regione Toscana, quindi senza intaccare i terreni di altri, e la distonia riguarda in particolare il blocco operatorio. Ci siamo quindi confrontati con l’AOUS e abbiamo definito insieme un percorso per aggiornare le norme urbanistiche che regolano la costruzione dei nuovi spazi, senza interrompere il funzionamento delle sale operatorie da ristrutturare e da sostituire. Quando ci saranno proposte progettuali, le valuteremo in termini di piccola variante urbanistica e gli uffici istruiranno il procedimento, dopodiché passeranno al vaglio dell’organismo competente, il Consiglio comunale".

Sull’edificazione di un nuovo ospedale, "operazione che – come ha sostenuto il sindaco – comporta un investimento di centinaia di milioni di euro, avremo tempo e modo di discutere. Starà a noi ragionare dentro il prossimo regolamento urbanistico, che scade nella prossima primavera, se confermare la previsione dell’attuale ospedale. Nell’attuale concezione delle strutture sanitarie, infatti, non servono più otto piani, ma ne bastano tre o quattro, oltre alla disponibilità di servizi tecnici e di base, unità intermedie e specialistiche. L’attuale struttura, per conformazione fisica, non è più coerente con l’organizzazione del presidio sanitario moderno". "Tosi ha quindi fatto bene – ha concluso Valentini – a porre un tema che avevamo già posto: non basta avere a disposizione eccellenze mediche e infermieristiche, ma occorre che questi lavorino e operino dentro una struttura che sia all’altezza anche in termini di servizi e attrezzature interne, oltre che per servizi esterni come la disponibilità di parcheggi. Problemi che, però, potrebbero essere risolti con ‘ampliamento degli orari degli ambulatori, oggi concentrati nella sola mattina".

Nella sua replica Eugenio Neri ha evidenziato che "il punto fondamentale riguarda il primato della sanità senese". "Si tratta di far funzionare bene le strutture attualmente a disposizione, evitando, per mancanza di personale o per la destinazione degli infermieri a mansioni non assistenziali, le chiusure di quei reparti e di quei centri di alta specializzazione, come la Recovey Room, appena restaurata e con tutte le attrezzature e un intero blocco di 4 letti di terapia intensiva postoperatoria della cardiochirurgia. Ma anche l'ex ortopedia, una corsia perfetta e nuovissima, un reparto di degenza modello, diventato adesso in parte ambulatorio e in parte spogliatoio. Prima di pensare di costruire qualcosa di nuovo è il caso di far funzionare quello che c'è: i problemi dell' ospedale sono problemi aperti e molto “smart”, perché se c' è un luogo di “smart” a Siena è proprio l'ospedale, dove si fa cura avanzata, ricerca e scienza. Questo è molto più importante dei mattoni". Infine "quali iniziative intende prendere il DG per aumentare il numero degli infermieri, attualmente carente, specialmente in area critica".



7) IN CONSIGLIO IL RAPPORTO SULLA GESTIONE DEGLI ENTI PARTECIPATI

Deliberata, dopo un lungo dibattito, la presa d’atto del rapporto sui risultati globali della gestione 2014 di enti e organismi costituiti per l’esercizio di funzioni e servizi comunali. Come in passato, il rapporto esamina, inoltre, le risultanze di altri organismi in cui il Comune detiene partecipazioni o poteri di nomina.

Il documento risulta strutturato in quattro parti: nella prima parte si prendono in considerazione le società di capitali (Acquedotto del Fiora, Aeroporto di Siena e Etruria Innovazione – entrambe in liquidazione -, APEA, Fises, Intesa, Microcredito di solidarietà, Siena Ambiente, Siena Casa, Siena Parcheggi, Società consortile Energia Toscana, Tra.in); nella seconda si trattano i consorzi di comuni di cui fa parte l’Amministrazione Comunale (Terrecablate, Società della Salute senese), nella terza vengono analizzate le fondazioni (Accademia Musicale Chigiana, Derek Rocco Barnabei, ForTeS, Futura per dopo di noi onlus, Monastero onlus, MPS, Musei Senesi, Siena Jazz, Toscana Life Sciences) e nella quarta altri enti come l’ASP, l’Enoteca Italiana, l’Istituto superiore di studi musicali “Rinaldo Franci”, la Biblioteca Comunale degli Intronati, ATO Toscana sud, Autorità idrica toscana.

Il rapporto, che fornisce indicazioni e informazioni delle varie società partecipate, dati riepilogativi e comparativi, sottolineando i valori più significativi, con l’ausilio di tabelle e grafici, mette in evidenza il raggiungimento di un risultato di bilancio positivo in otto società operative su dieci e, complessivamente, nei 2/3 degli organismi partecipati.



6) DAL GRUPPO “SIENA RINASCE” UN’INTERROGAZIONE SULL’AVVIO
PER LA VARIANTE AL REGOLAMENTO URBANISTICO
L’assessore Maggi: "Il documento sottoposto a Giunta e Consiglio non contiene più alcuna ipotesi di installazione di nuovi manufatti sotto il loggiato dell’Opera del Duomo"

Facendo riferimento al documento preliminare di variante al Regolamento Urbanistico, avviata con delibera di Giunta lo scorso 20 maggio, Eugenio Neri e Giuseppe Giordano (Siena Rinasce), con un’interrogazione, hanno focalizzato l’attenzione sulla previsione, in esso contenuta, "di eseguire, sotto il loggiato della navata destra dell’Opera del Duomo, in prossimità dell’accesso al Museo dell’Opera Metropolitana, un manufatto da realizzarsi con materiali leggeri, non infisso al suolo e non collegato alle opere murarie storiche, delle dimensioni massime di 16 mq di superficie utile lorda e altezza non superiore a 3,30 metri".

Richiamando "l’opportunità che, per tale nuovo volume, sia comunque indicata una destinazione d’uso", Giordano ha sottolineato come "esista già una struttura sotto il loggiato della navata destra del “Duomo nuovo” che potrebbe essere utilizzata per i fini cui sarà destinato detto manufatto, ma che dovrebbe essere rimossa in quanto la zona è sottoposta a vincolo storico e paesaggistico".

Il consigliere ha quindi chiesto di chiarire "da chi sia stata presa l’iniziativa di chiedere la sanatoria di detto volume ai progettisti dell’ultima variante" e di "conoscere le posizioni e le iniziative in atto della Soprintendenza locale relative al manufatto, indicando con quali atti ne sia stata autorizzata la costruzione".

L’assessore all’urbanistica Stefano Maggi dopo aver specificato che "la struttura posta in prossimità dell’ingresso del museo dell’OPA, utilizzata come biglietteria, è stata installata nel 2010 per la mostra “Da Jacopo della Quercia a Donatello – Le arti a Siena nel primo Rinascimento”", ha informato come, ai sensi della legge regionale n°65/2014, "sia possibile installare manufatti da utilizzare come abitazioni, ambienti di lavoro, depositi, magazzini e simili, che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee, purché con ancoraggi al suolo non permanenti".

"Durante la formazione degli atti di avvio del procedimento della “Variante al servizio della città” – ha aggiunto il sindaco – era stata presa in considerazione la possibilità di installare una struttura riconducibile alla normativa regionale, ma nel corso della definizione degli elaborati e nelle fasi di confronto con gli organi competenti in materia ambientale e a seguito del contributo della Soprintendenza, tale ipotesi è stata riconsiderata, togliendo la previsione. Il documento di variante al Regolamento Urbanistico sottoposto alla Giunta e al Consiglio per l’approvazione non contiene più, infatti, alcuna ipotesi di installazione di nuovi manufatti".

Giordano ha dichiarato di prendere atto della risposta "con soddisfazione, facendo notare che le preoccupazioni contenute nell’interrogazione sono state fatte proprie dall’amministrazione, che ha rivisto la posizione precedente evitando, con l’istallazione del manufatto, disturbo alla vivibilità e all’identità della zona".



5) APPROVATE LE MODIFICHE STATUTARIE DELLA FISES

Approvate dal Consiglio Comunale alcune modifiche statutarie della Fises (Finanziaria Senese di sviluppo), di cui l'amministrazione è socio al 12,97%.

Le modifiche, da sottoporre all'approvazione dei soci in sede di assemblea straordinaria entro il prossimo 9 ottobre, riguardano adeguamenti necessari alla nuova disciplina di vigilanza della Banca d'Italia: l'assunzione di partecipazioni soltanto come attività connesse e strumentali (articolo 5), il riferimento al Testo unico bancario (art. 22) e l'eliminazione della previsione statutaria del Comitato esecutivo e dell'Amministratore delegato.



4) IL PROGRAMMA “MEET YOUNG CITIES” NEL DIBATTITO CONSILIARE
Il sindaco Bruno Valentini ha risposto a un’interrogazione del gruppo “Siena Rinasce”

Con un’interrogazione presentata nella seduta consiliare, Giuseppe Giordano ed Eugenio Neri (Siena Rinasce) hanno chiesto informazioni sul programma “Meet Young Cities”, promosso da ANCI e dall’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale (IFEL) con l’obiettivo di destinare risorse ai Comuni per attività rivolte ai giovani.

"Il progetto – ha sottolineato Giordano durante l’illustrazione – ha ottenuto uno stanziamento di un milione di euro ed è finalizzato a facilitare i meccanismi di inclusione e partecipazione dei giovani per l’identificazione e la programmazione di spazi, servizi e interventi in ambito locale. Intende, inoltre, analizzare i progetti di innovazione sociale e le pratiche di partecipazione che coinvolgono le associazioni giovanili nel co-design dei servizi cittadini".

Dopo aver elencato i 10 enti locali che sono risultati vincitori della selezione per l’accesso ai finanziamenti, Giordano ha chiesto al sindaco "se il Comune di Siena ha partecipato al bando ed eventualmente con quali progetti".

Come ha specificato il sindaco Bruno Valentini, "per poter accedere a tali contributi è necessario che il Comune risulti iscritto all'Osservatorio nazionale delle Smart City, il forum degli enti locali per la produzione e la condivisione di conoscenza sui temi dell’innovazione e della sostenibilità urbana, al quale abbiamo aderito dallo scorso 14 gennaio. L’ambito riconoscimento è pervenuto a seguito dell’iter di adesione su cui ci siamo impegnati nel corso del 2014, grazie anche alle azioni promosse in ambito di mobilità elettrica e ciclo-pedonale, amministrazione elettronica, open data e, più in generale, di politiche per la sostenibilità e l’innovazione sociale e tecnologica".

"L’Osservatorio nazionale Smart Cities – ha proseguito il sindaco – è nato nell’aprile 2012 sulla base di una convinzione dell’ANCI: la cornice di sviluppo delle smart cities definita a livello europeo deve essere un modello di riferimento da replicare e adattare alla realtà italiana. L’obiettivo è quello di elaborare analisi, ricerche e modelli da mettere a disposizione dei Comuni italiani per la produzione e la condivisione di conoscenza sui temi dell’innovazione e della sostenibilità urbana, aperto ai contributi del mondo istituzionale e della ricerca, dell’impresa e della società civile. L’Osservatorio si presenta, quindi, come uno strumento per individuare e mettere in rete le migliori pratiche ed esperienze, le soluzioni tecnologiche e gli strumenti di programmazione e, inoltre, come guida per indirizzare le amministrazioni verso le scelte più adatte alla loro specifica realtà territoriale".

"Abbiamo ottenuto un importante riconoscimento per il lavoro fatto – ha concluso Valentini – che consentirà a Siena di diventare sempre più dinamica e aperta nel segno dell’innovazione, della partecipazione e della semplificazione, nonché di accedere alle tipologie di finanziamento richiamate dall’interrogazione".

Giordano ha replicato sostenendo di "non aver ricevuto una risposta circostanziata su quanto richiesto, ma solo una magnificazione del riconoscimento da parte dell’Osservatorio nazionale delle Smart Cities" e ha invitato l’amministrazione a considerare i progetti rivolti alle fasce giovanili da parte dei Comuni di Milano, Trento e Vercelli, "visto che – ha concluso il consigliere – non ne ha presentati di propri".



3) PRESSIONE FISCALE: IL SINDACO VALENTINI RISPONDE ALL’INTERROGAZIONE DI PIETRO STADERINI

La situazione economica del Comune ha costituito il tema sul quale Pietro Staderini (Moderati di Centrodestra) ha incentrato l’interrogazione presentata nella seduta consiliare odierna. Il consigliere ha, infatti, chiesto di conoscere "dall’inizio del mandato, in termini assoluti e di indici annuali, la pressione fiscale a carico delle famiglie e delle imprese; a quanto ammontino, a oggi, la spesa pubblica dell’ente e il rapporto con il 2013 e il 2014 e l’indebitamento in relazione alle entrate generali e a quelle tributarie". Inoltre, "quali sono e a quanto ammontano le addizionali comunali sulle accise in essere e quali iniziative metterà in atto l’amministrazione per abbattere la pressione fiscale e la spesa pubblica".

Il sindaco Bruno Valentini, dopo aver sottolineato che "i quesiti posti dall’interrogazione trovano risposta, quasi integralmente, nei documenti di bilancio approvati dal Consiglio comunale", è ricorso al rendiconto finanziario 2012/14 per fornire i dati delle entrate tributarie accertate: 49.522.126 euro nel 2012, 59.203.415 nel 2013 e 66.893.840 nel 2014. La previsione per il 2015 è stimata in 69.270.000 euro. "Quanto al prelievo tributario pro-capite – ha detto il sindaco – si passa dai circa 908 euro del 2012 ai 1.093 euro del 2013 e ai 1.240 del 2014; per quest’anno la previsione è di 1.284 euro. Tale comparazione è alterata dai mutamenti della normativa in materia di tasse sui rifiuti, di IMU (l’introduzione ad esempio dell’IMU agricola) e di recupero dell’evasione (i crediti dubbi sono compresi nella somma complessiva, a differenza del passato)".

Passando all’ammontare della spesa sostenuta dall’ente nel triennio 2012/14, il dato passa progressivamente da 100.008.185 a 108.636.248 a 115.222.554 euro; "per il 2015 – ha illustrato Valentini – sono previste spese correnti per oltre 89 milioni di euro e spese in conto capitale per oltre 13 milioni di euro, mentre circa 25 milioni saranno destinati al rimborso di prestiti e quasi 25 milioni di euro per servizi per conto di terzi: il totale nel bilancio di previsione è quindi di circa 153 milioni di euro, ma tale incremento, seppur influenzato dalla prevista ripresa degli investimenti, è in gran parte da attribuire ai nuovi principi contabili che hanno ampliato la presenza di partite finanziarie meramente compensative".

Quanto all’ammontare del debito "il dato evolutivo scende dai circa 104 milioni del gennaio 2013 ai 97 del 2014 e ai circa 85 del 2015, per giungere agli 81 milioni nel luglio scorso. Le percentuali del debito rispetto alle entrate correnti, scendono dal 98% all’87% nel 2014 e alla stima del 77% per quest’anno".

Dopo aver ricordato che a seguito della soppressione dell’addizionale comunale sull’energia elettrica, nel 2011, non è più in vigore alcuna addizionale sulle accise, il sindaco ha richiamato alcuni spunti contenuti nella recente manovra di bilancio 2015 per abbattere la pressione fiscale e la spesa pubblica: "La spesa per il personale prosegue nella sua contrazione e scende da 25 a 24,4 milioni, mentre quella per interessi passivi da 4 a 3,5 milioni grazie all’effetto combinato dell’abbattimento del debito già realizzato e della riduzione dei tassi variabili. Anche i fitti passivi registrano un abbattimento del 20%. La spesa per servizi, acquisto beni e oneri straordinari si riduce da 48 a 45,4 milioni di euro, anche grazie a un generale efficientamento della macchina comunale".

Valentini ha citato anche l’abbattimento dei costi di gestione generale, la cessazione del mantenimento degli uffici giudiziari a carico del Comune, la riduzione del 5% del trasferimento all’istituto Rinaldo Franci, in virtù della conferma degli interventi regionali, le modalità di gestione delle strutture sociali ridefinite nel 2014.



2) LE FORME E LE OPPORTUNITÀ DEL BARATTO AMMINISTRATIVO NEL DIBATTITO CONSILIARE
Il vicesindaco Mancuso ha risposto a un’interrogazione illustrata da Luciano Cortonesi

Pagare i debiti che un cittadino può avere, nei confronti del Comune di residenza, con lavori socialmente utili. Si chiama baratto amministrativo e, su questo tema, si è incentrata l’interrogazione presentata oggi da Luciano Cortonesi (Nero su Bianco) e sottoscritta dal collega di gruppo Massimo Bianchini, da Pietro Staderini e Andrea Corsi (Moderati di Centrodestra), Marco Falorni (Impegno per Siena), Giuseppe Giordano ed Eugenio Neri (Siena Rinasce).

Come ha illustrato Cortonesi "le difficoltà economiche che hanno colpito il Paese, la pressione fiscale in continua crescita e la riduzione dell’occupazione, con la conseguente diminuzione del potere di acquisto, hanno portato molte famiglie a non rispettare gli impegni tributari: da qui, la necessità di un rapporto tra pubbliche amministrazioni e cittadinanza basato sul reciproco rispetto e la fattiva collaborazione".

"Vi è una possibilità – ha proseguito Cortonesi – prevista dal decreto-legge 133/2014, definito “Sblocca Italia”, con il baratto amministrativo che consentirebbe di alleggerire il bilancio di molti nuclei familiari e, al contempo, permetterebbe all’ente di rispondere all’esigenza di effettuare piccole, ma fondamentali opere a beneficio della collettività, che oggi sono difficilmente eseguibili per motivi di bilancio".

Il consigliere ha quindi chiesto se il Comune "ha attivato, o ne abbia comunque intenzione, quanto previsto dalla normativa".

Il vicesindaco con delega alla Smart City, Fulvio Mancuso, ha ringraziato per l’interrogazione "che permette di richiamare le forme di collaborazione previste nel Regolamento per la gestione dei beni comuni e che fanno di Siena una realtà d’avanguardia a livello nazionale". "A seguito dell’approvazione consiliare e della conseguente pubblicazione del bando – ha proseguito il vicesindaco – abbiamo stipulato, e stiamo stipulando, numerosi patti di collaborazione, con soggetti di varia natura, che permetteranno a Comune e società civile di mettere insieme energie e risorse per riqualificare gli elementi del patrimonio pubblico e collettivo, quali aree verdi, mura, impianti sportivi e opere dal valore storico e artistico, con il coinvolgimento della Soprintendenza. Con questo approccio, i cittadini non saranno più soltanto meri fruitori dei beni comuni, ma protagonisti artefici della loro manutenzione e tutela".

"Il più volte citato Regolamento comunale – ha continuato Mancuso – già prevede, all’articolo 19, forme di esenzione e di agevolazione in materia di canoni e tributi locali e la normativa nazionale, con il cosiddetto decreto “Sblocca Italia”, ne recepisce lo spirito. Proprio in queste settimane, i nostri uffici competenti hanno avviato un’analisi circa le possibilità di offrire riduzioni di determinate voci tributarie locali, per esempio in ambito di TARI o COSAP, per i soggetti titolari dei patti di collaborazione, in misure comunque sostenibili per i necessari equilibri di bilancio".

"Alcuni Comuni – ha aggiunto il vicesindaco – si sono concentrati sulle misure di scambio o baratto tra prestazioni di manodopera e riduzioni fiscali, in particolare, per i casi specifici di estinzione di debiti già scaduti: come se fosse uno strumento sostitutivo dell’esborso monetario per i soggetti non abbienti o in grave difficoltà economica temporanea. Si tratta di un aspetto da sviluppare, ma comunque nel quadro ideale e normativo, che esalti la partecipazione e il protagonismo dei cittadini nella cura e nella gestione dei beni comuni".

Mancuso ha concluso con la prospettiva "di offrire al Consiglio, entro poche settimane, una compiuta valutazione sul tema e una proposta integrativa al vigente Regolamento sui beni comuni sul punto specifico contemplato dall’interrogazione".

Cortonesi si è dichiarato "parzialmente soddisfatto, purché si colgano tutte le opportunità previste dal dispositivo del decreto “Sblocca Italia”". "Invito pertanto l’amministrazione – ha concluso il consigliere – a presentare a questa stessa assise una proposta di modifica regolamentare in cui si consideri la possibilità di prevedere sconti su contenziosi conclamati, senza che questo diventi un modo per aggirare il pagamento delle tasse locali".



1) QUALI ALTERNATIVE ALLA PISTA DI MOCIANO PER L’ADDESTRAMENTO DEI CAVALLI DA PALIO?
La risposta del Sindaco Valentini all’interrogazione di Staderini

"Quali sono le motivazioni che hanno indotto l’amministrazione a disdire il contratto di affitto della pista di Mociano?". Pietro Staderini (Moderati di Centrodestra), con questa interrogazione, presentata durante l’odierna seduta consiliare, ha puntato l’attenzione sulle conseguenze di questa recessione per l’addestramento dei cavalli da Palio, vista la particolarità della pista che riproduce fedelmente la conformazione di Piazza del Campo. Proprio relativamente a questo accorgimento di tutela verso i cavalli, che ha "migliorato positivamente la statistica degli incidenti in Piazza e a fronte delle numerose e immotivate proteste di maltrattamento create ad arte in prossimità di ogni Carriera", il consigliere ha chiesto informazioni sull’utilizzo futuro della pista; i costi di affitto e di gestione e le eventuali alternative previste".

"Le motivazioni della disdetta, che per contratto doveva essere fatta un anno prima – ha risposto il sindaco Bruno Valentini – sono essenzialmente di carattere economico. Siamo giunti a questa decisione, dopo essersi confrontati con le dirigenze delle Contrade, nella consapevolezza di poter contare anche sulla pista di Monticiano per sviluppare un adeguato addestramento dei cavalli". "L’amministrazione - ha proseguito il sindaco – ha a cuore il Palio ma, contemporaneamente, deve tutelare il bilancio comunale valutando ogni spesa. Il contratto di affitto di Mociano vale 25.500 euro annui e il costo della manutenzione è di 19mila euro, sempre annuale".

Proseguendo nelle risposte il primo cittadino ha informato che "la pista, nei periodi pre-palio, è stata utilizzata per l’addestramento dei cavalli e che l’amministrazione è disponibile a rinegoziare il contratto per un accordo economico soddisfacente, affinché gli allenamenti possano continuare sia a Mociano sia a Monticiano".

"Se questo non fosse possibile i cavalli potranno essere testati esclusivamente a Monticiano, pista considerata idonea per un buon addestramento e per una esaustiva disamina della capacità di adattamento dei cavalli ad un percorso particolare come quello dell’anello di tufo di Piazza del Campo".

Il consigliere Staderini, nel considerare soddisfacente la risposta ottenuta dal primo cittadino, ha invitato l’Amministrazione a "non rinunciare alla pista di Mociano e a fare qualsiasi sforzo per una soluzione contrattuale in grado di portare beneficio ad ambedue le parti, perché quella di Monticiano, per location e struttura non è adeguata come l’altra per i lavori di addestramento". Ha "auspicato un utilizzo temporale più ampio, magari con appuntamenti che, sempre legati al mondo equino, possano dare valore e rendita, considerato l’impegno economico sostenuto dal Comune".
 
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