Mercoledì, 18 settembre 2019
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ECONOMIA E FINANZA

Venerdì l'inaugurazione del nuovo stabilimento Laika

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Rossi: ''La Toscana sa attrarre investimenti''
La Laika e il distretto del camper, la Germania e gli investimenti in Toscana

laika650Quaranta milioni di euro, tanto è costato il nuovo stabilimento della Laika che ha trovato casa a San Casciano in Val di Pesa e che sarà inaugurato domani: un sito moderno con 289 dipendenti, alcuni assunti dopo il trasloco, e quasi altrettanti lavoratori dell'indotto. La donne al lavoro sono quattro ogni dieci.

Tre milioni e quattrocentomila ce li ha messi la Regione e sono il contributo per lo sviluppo di nuove tecnologie incorporate nella nuova gamma di camper prodotta nel nuovo stabilimento. "Sono numeri che dimostrano come la Toscana piaccia e riesca ancora ad attrarre investimenti, con produzioni di qualità – sottolinea il presidente della Regione, Enrico Rossi -. Numeri che ci dicono che si può fare sviluppo in Italia e che ci sono aziende straniere disposte ad investire, soprattutto se le istituzioni sono in grado di garantire tempi e risposte certe. E' la sfida - aggiunge Rossi - che sei anni fa abbiamo lanciato creando in Regione un ufficio dedicato all'attrazione degli investimenti per dare risposte veloci e risolvere problemi".

La Toscana ha raccolto 2 miliardi di investimenti stranieri negli ultimi quattro anni, dal 2012, con una media di circa 400 milioni l'anno nell'ultima legislatura. Una crescita del 25 per cento rispetto ai primi anni Duemila e un primato, dice Rossi, che vede in Europa la Toscana seconda solo alla Danimarca con l'area di Copenaghen. Un primato per cui le sarà a breve consegnato un premio internazionale. Sul volume totale degli investimenti, la Germania pesa per il 15 per cento.

"Ma la Laika non è solo l'esempio di un investimento importante – aggiunge il presidente -. E' anche una buona pratica sul piano istituzionale, un esemplare sistema di relazioni tra istituzioni locali, organizzazioni sindacali, lavoratori e azienda con al centro la Regione. Grazie a questo sistema è stata superata la complessità della programmazione urbanistica iniziale e poi sono state trovate soluzioni equilibrate rispetto ai problemi emersi una volta avviato il cantiere, compreso il ritrovamento dei reperti archeologici".

Il presidente della Toscana parteciperà domani venerdì 26 febbraio, alle 10, all'inaugurazione del nuovo stabilimento di San Casciano, una fabbrica moderna da trentamila metri quadri, dove l'Hymer, la multinazionale che dal 2000 è proprietaria del marchio, annuncia di voler in futuro produrre anche modelli di altre aziende del gruppo. Finora la produzione era sparsa in otto capannoni, tutti separati tra loro, che sorgevano nella vicina frazione di Sambuca a Tavarnelle Val di Pesa, pochi chilometri più a valle verso Siena, dove la Laika nel 1964 è nata, fondata da un toscano, Giovanbattista Moscardini. Prima solo roulotte e caravan e poi camper. Quei laboratori sono stati dismessi e al loro posto è stato costruito un unico edificio, all'avanguardia e flessibile, che permetterà di riunire uffici e reparti. I lavori al nuovo stabilimento nel fondo valle di Ponterotto a San Casciano in Val di Pesa sono iniziati a metà 2014 e in poco più di un anno e mezzo sono stati completati.
 
Il marchio Laika è leader in Italia del settore del camper: un'eccellenza, tanto che l'80 per cento della produzione nazionale esce proprio dal distretto che si allunga tra le colline di Firenze e Siena.

Con la crisi non sono mancate difficoltà. Tra il 2008 e il 2009 il settore ha visto ridurre complessivamente i fatturati del 40 per cento e le immatricolazioni si sono dimezzate, ma il piano di investimenti è andato avanti. E' cresciuto il mercato estero (soprattutto nel nord Europa), gli ordini sono risaliti ed oggi la Laika, che vende la metà dei propri camper in Italia e il resto oltralpe, ha chiuso il 2015 con un fatturato da 72 milioni. Sono 1500 i veicoli che mediamente escono ogni anno dalla fabbrica del Chianti e potrebbero diventare duemila con il nuovo stabilimento di San Casciano.

La Toscana e la Germania
La Laika non è comunque la sola azienda tedesca, o straniera, che ha deciso di investire in Toscana e che in Toscana ha creato lavoro. Sono settantotto le multinazionali che contano una sede operativa nelle regione, aziende manifatturiere o catene commerciali, imprese di logistica e informatica. Cinquantaquattro hanno aziende con sede legale in Toscana: dalla Laika alla Continental Automotive, dalla Knauf alla Knorr-Bremse Rail.

Una regione che sa essere attrattiva
La Toscana piace, non solo ai turisti appunto, e attrae capitali dall'estero. Lo ha fatto in controtendenza rispetto al resto d'Italia, dove (fino a due anni fa) erano invece diminuiti, fino al settanta per cento in un anno.
La Toscana conta in tutto circa 500 multinazionali: 420 sono straniere. In cinque anni trentotto si sono espanse e hanno investito, fino al 2014, un miliardo e 700 milioni di euro, con 3.352 posti di lavoro tra vecchi e nuovi. Con il 2015 si è arrivati ad oltre due miliardi. Nel 2012 in Italia gli investimenti esteri avevano subito un tracollo: in Toscana dal 2010 al 2013 sono aumentati, fino a raggiungere una media di 400 milioni l'anno, e le multinazionali che hanno scelto la Toscana lo hanno fatto per tante ragioni diverse. Le ha convinte a volte la posizione e la logistica, il fatto ad esempio di essere baricentrica rispetto a tutto il Mediterraneo, o la bravura delle tante piccole e medie aziende. A volte è bastato scoprire le capacità delle sue università. Di certo anche la sburocratizzazione ha avuto il suo peso, con quel modello (ed ufficio dedicato) che la Regione ha messo in campo nel 2010.
"In fondo – commenta il presidente della Toscana Enrico Rossi – si è trattato di una ricetta semplice ma efficace. Abbiamo puntato a dare risposte veloci e risolvere problemi, proponendoci come soggetto attivo e con competenze credibili". Una strategia che ha messo a disposizione risorse per chi già in Toscana c'era e voleva crescere e per chi in Toscana voleva venire, che ha saputo tessere una rete di relazioni con istituzioni vicine e lontane per aiutare chi in Toscana voleva investire. Aiutando gli uni e gli altri a farsi strada nella ragnatela della burocrazia e accelerare i tempi.
 
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