Mercoledì, 26 giugno 2019
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SIENA

Siena, il Consiglio comunale del 28 febbraio 2017

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I lavori di venerdì 28 febbraio a Palazzo Pubblico in continuo aggiornamento
9) DELIBERATO DAL CONSIGLIO L'ATTO DI INDIRIZZO POLITICO-AMMINISTRATIVO SULLA FONDAZIONE MPS

palazzocomunale450freeIl Consiglio comunale di Siena si è riunito in seduta pubblica martedì 28 febbraio, nella Sala del Capitano del Popolo di Palazzo Civico.

Questo l'elenco dei lavori dalla sala consiliare in continuo aggiornamento:

9) DELIBERATO DAL CONSIGLIO L'ATTO DI INDIRIZZO POLITICO-AMMINISTRATIVO SULLA FONDAZIONE MPS
Il sindaco Valentini: "i designati dal Comune dovranno confrontarsi con il Consiglio comunale per un dialogo costruttivo con la realtà senese"

Il consiglio comunale, nella seduta odierna, ha deliberato, dopo un lungo dibattito, l'atto di indirizzo politico amministrativo sulla Fondazione MPS.

Il sindaco, Bruno Valentini, dopo aver fatto un excursus storico sulle Fondazioni, in generale, e in particolare su quella MPS, ha focalizzato l'attenzione sulla composizione della Deputazione Generale e sul loro ruolo: "la DG è composta da 14 membri, dei quali 4 designati dal Comune di Siena ai quali proponiamo indirizzi programmatici di sviluppo economico, culturale e sociale della città. Per questi motivi, proprio il rafforzamento di un dialogo costruttivo tra Fondazione e comunità senese richiede la massima attenzione nella selezione dei deputati designati, perché se è vero che, a norma di legge, i componenti dell'organo di indirizzo non rappresentano i soggetti esterni che li hanno nominati né rispondono ad essi, è altrettanto vero che personalità sensibili verso i bisogni e le tradizioni della città certamente avrebbero un'influenza positiva sulle ricadute su Siena dell'attività della Fondazione".

Nel Documento di Programmazione strategica pluriennale 2017/2019 la Fondazione ribadisce la propria mission, la rinnovata operatività e il suo ruolo più incisivo sul territorio, confermando, come settori rilevanti per l'attività, 4 macro aree: lo sviluppo locale, arte e cultura, ricerca, welfare. All’interno di queste macro-aree, il documento identifica quattro programmi di intervento: cultura e identità, società inclusiva, sistema agroalimentare e territorio, scienze della vita. Banca MPS, Fi.Se.S e Microcredito di Solidarietà, Toscana Life Science e Biofund, insieme ad Accademia Musicale Chigiana rappresentano, per la città e il territorio, fulcri strategici e per ogni specifico ambito di competenza devono essere potenziati in una prospettiva di medio-lungo periodo per esercitare pienamente la mission della Fondazione MPS.

"La designazione – prosegue Valentini - rimane un passaggio fondamentale per individuare competenze e sensibilità capaci di riconoscere la Fondazione come patrimonio storico collettivo del territorio e della comunità, e il Comune come un interlocutore naturale. I designati dall'Amministrazione dovranno preventivamente impegnarsi a mantenere aperto il confronto con gli organi comunali competenti, e avranno il compito di valutare e determinare le azioni necessarie a rappresentare le esigenze nella Fondazione. Il Comune, da parte sua, si impegna a farsi promotore affinché la Fondazione stessa non si concentri esclusivamente sulle erogazioni in denaro ma anche in azioni intangibili, rappresentate da tutte quelle azioni finalizzate ad attrarre e comporre reti e relazioni per l'innovazione nei settori di servizio del territorio. Confermato l'impegno a vigilare affinché le erogazioni vengano destinate, nel rispetto delle norme, a progetti di riconosciuto interesse pubblico e collettivo con una propria sostenibilità economica in tempi certi. Rinnovato l'invito ai componenti delle deputazioni, generale e amministratrice, a continuare nel ridimensionamento dei compensi  già avvenuto dal 1° gennaio con un taglio del 25%, e nell'opera di ristrutturazione, allineando le spese di funzionamento alle esigenze effettive coerenti con l'attuale consistenza patrimoniale, continuare l'azione di promozione, verso il governo nazionale e la regione Toscana, sull'importanza strategica della banca MPS per garantire i lavoratori, il territorio e il mantenimento della direzione generale a  Siena".

Il primo cittadino ha inoltre evidenziato il ruolo del Comune "per attivare tutte le procedure necessarie a confermare il ruolo strategico della Fondazione per la comunità; recuperare e rafforzarne il dialogo costruttivo con la realtà senese; proseguire l'azione intrapresa di efficientamento economico e di conservazione del patrimonio; promuovere sinergie nel ricercare opportunità di investimenti, anche attraverso i cosiddetti finanziamenti collettivi (crowdfunding). Infine ribadire la ferma volontà di perseguire ogni contenzioso legale, allo scopo di recuperare almeno parte del patrimonio della Fondazione attraverso i potenziali risarcimenti conseguibili nelle sedi opportune".

"Approvato l’atto di indirizzo – ha concluso Valentini – il Comune emanerà un bando per raccogliere le domande di disponibilità tra le quali scegliere le persone da designare da parte dell’Ente, le quali, a differenza di quanto è avvenuto ultimamente, dovranno impegnarsi a confrontarsi con il consesso comunale. Un’interazione, questa, da non intendersi come un esercizio di controllo, bensì di dialogo costante; i designati non possono essere autoreferenziali perché sarebbe un ulteriore cortocircuito con la città. Una situazione  che Siena non può accettare".

Il documento è stato arricchito da un ordine del giorno presentato da Alessandro Piccini e Maria Isabella Becchi (Nero su Bianco) con il quale si è rimarcata la “necessità di individuare una nuova dimensione e ruolo alla Fondazione MPS, stante l’evidente ridimensionamento subito, ma riconoscendole ancora potenzialità a favore del territorio senese purché si presti attenzione alla valorizzazione del patrimonio rimasto sfruttando al meglio le competenze interne che la stessa ancora possiede”. Lo stesso ordine del giorno è stato emendato dai consiglieri Carolina Persi (Pd), Lorenzo Di Renzone (Siena cambia) e Simone Lorenzetti (Riformisti), con il quale i firmatari hanno posto “l’invito a procedere verso un’ulteriore revisione dello Statuto FMPS affinché si riduca significativamente, da subito, il numero dei componenti della Deputazione Generale, e, in coerenza, verificare un eventuale ridimensionamento della Deputazione Amministratrice; infine allineare i compensi degli amministratori a livelli più consoni  all’attuale dimensione della Fondazione”. Approvato anche l’emendamento di Maria Isabella Becchi (Nero su Bianco) che con la modifica di un paragrafo ha rafforzato “l’impegno di condivisione, rispetto al passato, dell’azione di promozione da parte del Comune nei confronti del Governo e la Regione Toscana per garantire prima di tutto i lavoratori, il territorio e il mantenimento della Direzione Generale a Siena”.

Respinto, invece, l’ordine del giorno a firma di Giuseppe Giordano (Movimento civico Senese), Andrea Corsi e Masimo Bianchini (L’Alternativa), Ernesto Campanini (Siena per Siena, RC, SsM), il gruppo Laura Sabatini e Alessandro Trapassi, Enzo De Risi (Cittadini di Siena), Marco Falorni (Impegno per Siena), Michele Pinassi e Mauro Aurigi (Siena 5 Stelle), con il quale veniva richiesta “l’indizione urgente di un referendum consultivo per pronunciarsi sulla revisione dello Statuto della FMPS finalizzata alla salvaguardia del suo patrimonio e al rafforzamento dei legami con il territorio; al superamento della gestione duale; sulla promozione di iniziative finalizzate  alla consultazione preventiva della cittadinanza per l’individuazione di futuri progetti orientati alla conservazione e allo sviluppo del territorio”. Dai banchi della maggioranza, infatti, il non accoglimento è stato motivato dal fatto che "il documento dell’opposizione risulta privo di contenuto politico e prospettive". "Non si capisce – hanno evidenziato – su cosa i cittadini sarebbero chiamati a votare vista la generalità dei quesiti posti. Inoltre l’effettuazione di un referendum sarebbe, comunque, successiva alla data del rinnovo della Deputazione Generale, perdendo così l’occasione di applicare quanto stabilito dall’atto di indirizzo".

Respinto, inoltre, l’emendamento presentato da Massimo Bianchini (L’Alternativa), con il quale veniva richiesto al Sindaco di “procedere con proprio provvedimento alla revoca delle designazioni qualora il designato metta in atto comportamenti in palese contrasto con gli indirizzi programmatici del Consiglio, per inosservanza degli obblighi assunti, nonché per motivate ragioni relative al comportamenti contraddittori od omissivi, per irregolarità o inefficienza o pregiudizio degli interessi del Comune o dell’Ente, o comunque quando venga meno il rapporto fiduciario tra designato o designante”. La maggioranza ha motivato il respingimento “perché nello Statuto della Fondazione non è previsto il vincolo di mandato ed è quindi impossibile procedere alla revoca”.



8) L’ASSESSORE FERRETTI RISPONDE A UN’INTERROGAZIONE DI GIUSEPPE GIORDANO SULLE RECENTI MODIFICHE DEL SERVIZIO 118

Il processo di riorganizzazione del servizio di emergenza territoriale 118 è stato ulteriormente discusso in Consiglio, nella seduta odierna, con l’interrogazione di Giuseppe Giordano (Movimento Civico Senese) sottoscritta anche da Pietro Staderini (Sena Civitas). Il consigliere, sottolinenando "la definizione di 118 o sistema di emergenza sanitaria come un insieme organizzato e coordinato, di persone e strutture, che interagiscono a diversi livelli con competenze specifiche in tutte quelle situazioni di rischio per la vita o l’incolumità di qualcuno", ha fatto riferimento ai "riflessi negativi che le recenti modifiche al sistema potrebbero determinare in quelle situazioni in cui potrebbero essere a rischio la vita e l’incolumità dei cittadini".

Giordano ha chiesto "di riferire sui processi in atto e sulle ragioni per le quali la Regione Toscana ha deciso di lasciare indipendente la sede 118 di Arezzo, pur essendo la provincia più piccola delle tre che compongono l’azienda USL Toscana sud-est".

L’assessore alla Sanità, Anna Ferretti, ha riportato i contenuti di una nota del direttore generale dell’azienda USL, Enrico Desideri: "Le principali finalità del processo di riorganizzazione in atto sono quelle di assicurare uno standard assistenziale uguale per tutti i cittadini dell’Area Vasta sud-est, stabilizzare il personale medico precario e dare piena attuazione alla normativa vigente per il settore". Per quanto riguarda le iniziative poste in essere dall’Amministrazione comunale, Ferretti ha ricostruito i vari passaggi di confronto con i vertici dell’azienda: "In un incontro del 17 novembre abbiamo chiesto di essere informati preventivamente su ogni variazione del servizio del 118. Il 4 dicembre, il referente della centrale del 118, facendoci vedere l'organizzazione delle postazioni, ha illustrato le modalità di organizzazione del raccordo con tutti i pronto soccorso del territorio di Siena e Grosseto, comprese le Scotte, e il raccordo con l’elisoccorso. Il 15 dicembre, come Società della Salute senese, siamo stati informati che le postazioni dei Punti di Emergenza Territoriale (PET, ndr) al momento rimanevano invariate; che il 20 dicembre sarebbero state accorpate le centrali di Siena e di Grosseto e che il percorso del 118 si sarebbe diviso da quello della guardia medica".

"Alle nostre perplessità su questi cambiamenti importanti quanto repentini – ha proseguito – ci è stato risposto che tutti i tavoli di confronto erano stati avviati. Abbiamo comunque sollecitato, anche nei giorni seguenti, un’adeguata campagna informativa: c’è stato assicurato che chiunque avesse composto il numero 118 avrebbe ricevuto risposta e sarebbe stato indirizzato al nuovo numero attivo".

L’assessore ha ulteriormente richiamato gli accordi tra Stato e Regioni "che indicano la necessità di arrivare a due numeri: il 112 per l'emergenza (compresi Vigili del Fuoco e Protezione Civile) e il 116117 per la continuità assistenziale", e il processo di accorpamento delle centrali del 118 "di cui si parla dal 2012: riconoscendo la complessità dell'operazione si è deciso di passare a 6 centrali operative, nell’ulteriore prospettiva che diventino 3. Nella nostra area fu riconosciuta, dalla regione Toscana, l'opportunità di accorpare Siena e Grosseto con sede a Siena. Con il sindaco abbiamo seguito con attenzione l'evoluzione di questo percorso poiché era evidente che l'accorpamento ci avrebbe toccato e per noi era fondamentale che la centrale rimanesse su Siena, per la relazione forte con il DEA e l'alta professionalità del nostro personale". "Gli stessi dirigenti – ha continuato – hanno riconosciuto alcune carenze di comunicazione, di protocolli non sufficientemente condivisi e conosciuti da tutti gli attori di questo servizio: operatori, infermieri, medici dell'urgenza, della continuità assistenziale e di famiglia, reparti ospedalieri e mondo del volontariato. Abbiamo espresso le nostre preoccupazioni anche alla Conferenza aziendale dei sindaci che si è svolta lo scorso 25 gennaio e all'assessoreto regionale alla Sanità".

Ferretti ha affermato che "sul futuro dei PET c'è un tavolo aperto in Regione con le associazioni di volontariato per definire quelli con BLSD, quelli con infermiere, con infermiere e medico, ed elisoccorso perché la risposta sanitaria sia rispondente ovunque. A dicembre è uscita una delibera regionale sulle reti cliniche tempo dipendenti (cardiologia, traumatizzati, ictus) e qualunque riorganizzazione non può prescindere dalle indicazioni regionali". Ha concluso informando che "all'inaugurazione della centrale 118, il 16 febbraio scorso, il presidente della Conferenza aziendale dei Sindaci, Giacomo Termine, (della provincia di Grosseto) ha chiesto ufficialmente alla USL e alla Regione, alla presenza dell'assessore Saccardi, di concludere su Siena l'unificazione delle centrali del 118, prevedendo anche l'adeguamento del personale a livello numerico e le necessarie attrezzature per svolgere in modo adeguato il servizio. Il consigliere Scaramelli, presidente della terza Commissione, ha ribadito la necessità di dedicare un'attenzione particolare alla riorganizzazione dei PET, chiedendo un'attenta valutazione di un territorio come il nostro con collegamenti viari difficili e problematici. L'assessore Saccardi, nel suo intervento, ha dichiarato di aver recepito le richieste fatte. Come Amministrazione comunale continueremo a seguire questo percorso".

Giuseppe Giordano si è dichiarato "insoddisfatto, perché dalle considerazioni emergono pecche a carico della riorganizzazione del servizio. Infatti, da quando il nuovo riassetto è stato portato a conoscenza degli operatori e dei cittadini, la cosa ha creato non poche perplessità, trovando quasi tutti contrari. La preoccupazione principale riguarda lo scorporo della centrale 118 dal servizio di guardia medica e dal conseguente auto-triage (auto diagnosi) che viene richiesto al paziente. Da ciò deriva la possibilità di ritardi nei soccorsi nel caso di patologie tempo dipendenti come l’ictus e l’infarto. L’accorpamento del numero della guardia medica con il 118 ha generato un regresso peggiorativo di un servizio che funzionava egregiamente. Invito quindi a tenere, in merito, massima attenzione".



7) IL PROCESSO DI INFORMATIZZAZIONE DELLE SCOTTE: L’ASSESSORE FERRETTI RISPONDE ALL’INTERROGAZIONE DI FABIO ZACCHEI

L’implementazione di una rete informatica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese (AOUS) per la conservazione e lo scambio di dati tra i reparti ha costituito il tema dell’interrogazione presentata, nella seduta consiliare odierna, da Fabio Zacchei (Siena Cambia) e sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Lorenzo Di Renzone e Pasqualino Cappelli e da Letizia Maestrini e Pasquale D’Onofrio (Gruppo misto).

"Le carenze dell’AOUS sono palesi – ha affermato Zacchei – e non è accettabile che, nel 2017, i reparti non siano in grado di archiviare le cartelle cliniche in formato elettronico, tranne che in Rianimazione, o di scambiarsi informazioni sul paziente in tempo reale, a parte i dati radiologici". "Oltre alle criticità di colloquio tra i reparti – ha aggiunto – non risultano immaginabili i collegamenti digitali con gli operatori delle attività sanitarie di base, come i medici di medicina generale e dell’emergenza, i pediatri di libera scelta e gli addetti alla continuità assistenziale, nonostante le raccomandazioni delle direttive regionali e del Ministero della Salute, il quale ha dettato le specifiche tecniche dei software e ribadito la necessità della massima sincronizzazione tra programmi, nel rispetto dei dati personali". Dopo aver sostenuto che "lo stesso meccanismo con cui medici e pediatri si sono dotati di sistemi di archiviazione e valutazione statistica della propria attività, per lo scambio di informazioni, potrebbe valere anche per i servizi di emergenza urgenza e di continuità assistenziale, auspicando il coinvolgimento dell’azienda territoriale", Zacchei ha chiesto di conoscere "gli ostacoli che si frappongono al percorso di informatizzazione delle Scotte e i provvedimenti che, invece, l’Amministrazione intende adottare per agevolare tale processo".

L’assessore alla Sanità, Anna Ferretti, ha risposto con una nota della Direzione Sanitaria dell’AOUS, precisando che "l'attuale Direzione Aziendale ha sostenuto e consolidato numerosi percorsi di informatizzazione settoriali e collaterali ma indispensabili per l'implementazione successiva della cartella. Parallelamente, in stretto rapporto con le allora aziende territoriali e oggi con l’azienda USL Toscana sud-est, l'AOUS ha sviluppato le attività di teleconsulto diagnostico e clinico in settori strategici quali la Neurochirurgia, la Neuroradiologia e la Chirurgia del Grossi Vasi". Ferretti ha informato che, alla fine del 2015, l'AOUS ha avviato il progetto per l'introduzione della cartella clinica informatizzata all'interno delle varie strutture del policlinico, pianificandone una progressiva implementazione nel biennio 2016/2017. "La valutazione del software ottimale, la necessità di integrare le informazioni da tutti i verticali presenti e l'esigenza evolutiva di sviluppare le modalità organizzative più ergonomiche ha portato alla scelta dell'applicativo Pleiade già in utilizzo a Pisa e le cui peculiarità si sposano molto bene con le specificità organizzative dell’AOUS".

L’assessore ha quindi descritto le caratteristiche del software che consente di comporre la cartella clinica del paziente per accessi sia in regime di ricovero e day hospital sia di tipo ambulatoriale; inoltre, offre supporto per la gestione delle informazioni relative al percorso clinico-assistenziale-riabilitativo, tramite l'editing di informazione e la raccolta di dati e referti da software gestionali aziendali. Pleiade è anche dotata di moduli per la gestione di informazioni di tipo organizzativo-amministrativo quali la gestione letti, il visual hospital, la gestione del piano per ogni paziente e i percorsi di dimissione difficile. Inoltre, consentirà alle strutture territoriali di lavorare in continuità con la cartella del paziente, in modo da offrire una partecipazione multidisciplinare completa sul percorso di cura complessivo. Il software ha la potenzialità di gestire anche il percorso delle dimissioni. Il sistema è fruibile da qualsiasi postazione aziendale fissa o mobile e i dati sono centralizzati, quindi aggiornati e sempre condivisibili tra tutti gli utilizzatori: medici, specializzandi, infermieri, operatori socio-sanitari, anestesisti, amministrativi e figure del centro direzionale.

Ferretti ha informato che "sono già attivi i blocchi di Chirurgia programmata C e Chirurgia d'urgenza D, i quali comprendono molte specialistiche, e che dalla data di avvio del sistema sono state generate 223 cartelle cliniche informatizzate. Inoltre, dallo scorso mese di settembre sono in svolgimento corsi di formazione per i circa 200 operatori addetti; dal mese di dicembre sono stati inseriti i neurochirurgi nel progetto di formazione e utilizzo della cartella clinica informatizzata e, contestualmente, è cominciato l’utilizzo della cartella clinica Pleiade senza duplicazione della carta. Dal mese corrente, è partita la predisposizione dei reparti chirurgici posti al 2° e 5° piano e, a breve, sarà attivata la MiniPleaide su tutto l'ospedale con la copertura totale delle consulenze informatizzate e l'identificazione del paziente tramite bracciale di riconoscimento. In prospettiva del prossimo mese di giugno, la formazione sull'utilizzo di Pleiade sarà dedicata ai reparti di Medicina con conseguente attivazione della cartella informatizzata su tutti i reparti dell'area medica che si concluderà a fine 2017".

"L'utilizzo di Pleiade nei vari reparti – ha sottolineato – è stato avviato per fasi programmate, in quanto l'innovazione che comporta per operatori e pazienti deve essere proporzionata ai limiti organizzativi, normativi e strutturali dell’AOUS. In particolare, l'opportunità di inserire dati sanitari al letto del paziente, attraverso dispositivi mobili, ha comportato la verifica e la ristrutturazione di tutta l'infrastruttura di rete, volta a supportare una rete Wifi aziendale, oggi presente solo in due lotti, che verrà estesa a tutto il policlinico per un totale di 350 punti di accesso. In merito allo scambio di informazioni con altre strutture, la progettazione triennale coordinata con ESTAR e Regione Toscana definirà le migliori soluzioni, modalità e tempistiche". Ferretti ha concluso ricordando come "il tema dell’informatizzazione delle strutture sanitarie sia già all’attenzione dell’assessore regionale al Diritto alla Salute, Stefania Saccardi, che lo ha inserito tra i punti prioritari nella giornata dedicata alle prospettive della sanità toscana, svoltasi nello scorso mese di gennaio".

Zacchei ha espresso il proprio favore "all’interessamento regionale sui processi di informatizzazione delle strutture sanitarie, anche se per ora non c’è riscontro sull’efficacia di questi interventi". "Credo che se ne gioveranno anche i medici delle Scotte – ha concluso – perché talvolta è difficoltoso anche fare una semplice ricetta, visti i sempre più numerosi adempimenti burocratici ai quali vengono sottoposti".



6) IL SINDACO BRUNO VALENTINI RISPONDE A MASSIMILIANO BRUTTINI SULLO STATO DI AVANZAMENTO DEI LAVORI LUNGO IL RACCORDO SIENA-FIRENZE
"Interventi che consentiranno una profonda riqualificazione di un’arteria strategica, rispetto alla quale respingiamo al mittente qualsiasi ipotesi di istituzione del pedaggio"

Lo stato di avanzamento dei lavori sul raccordo autostradale Siena-Firenze: questo l’argomento trattato nella seduta consiliare odierna con l’interrogazione presentata da Massimiliano Bruttini (PD) e sottoscritta anche da Carolina Persi.

Bruttini ha richiamato "i vari cantieri aperti lungo il raccordo, talvolta non opportunamente indicati con cartelli e altri elementi informativi" e il quadro delle risorse disponibili: "Il cantiere avviato nel settembre 2015 ha richiesto 5 milioni di euro; uno dei due cantieri partiti a settembre 2016 comporta una spesa di 3 milioni di euro e Anas afferma di poterlo concludere nel prossimo mese di marzo, mentre sull’altro, finanziato con 4 milioni di euro, non si hanno date certe per la sua conclusione". Il consigliere, dopo aver sottolineato i disagi per chi percorre quotidianamente questa strada di viabilità primaria, ha ricordato come "l’Amministrazione comunale si sia fortemente impegnata per ottenere questi finanziamenti". Sollecitando il termine dei lavori, Bruttini ha chiesto "se sono stati attivati contatti con Anas per monitorare eventuali interruzioni che risultino ingiustificate" e di avere nel dettaglio il cronoprogramma degli interventi previsti.

Il sindaco Valentini ha affermato di condividere lo spirito dell’interrogazione "perché, anche da utente, ho vissuto i disagi evocati nell’interrogazione. Più in generale, ritengo che, da parte di Anas, non sia stato effettuato un intervento in maniera continua e convincente come il raccordo avrebbe meritato, vista la sua importanza strategica per una vasta parte della Toscana e per l’altissima frequenza del traffico circolante". "Spesso – ha puntualizzato – i cantieri erano fermi e si vedevano pochi operai a lavoro. A fronte delle mie osservazioni alla direzione regionale di Anas, mi è stato riferito che la ditta esecutrice aveva alcuni problemi ma che non sarebbe stato opportuno far saltare l’affidamento delle opere, visto l’inevitabile riflesso negativo che ciò avrebbe comportato sulla tempistica di esecuzione dei lavori".

Successivamente, il primo cittadino ha contestualizzato l’intervento in corso sulla Siena-Firenze nel quadro del progetto di manutenzione straordinaria della rete stradale di competenza di Anas nella provincia di Siena, che interessa anche la Siena-Bettolle e il tratto viario della Tangenziale della città. "Sulla Siena-Firenze – ha specificato – Anas sta operando in tre direzioni: l’allargamento della piattaforma stradale per la realizzazione di banchine pavimentate con funzioni di corsie di emergenza; la sostituzione dei guard-rail e, infine, la riqualificazione della pavimentazione stradale con stesa di tappeto drenante, in aggiunta agli interventi già in corso di esecuzione per il risanamento delle opere d’arte, come i viadotti".

Valentini ha fornito un quadro di dettaglio sullo stato di avanzamento dei lavori di riqualificazione della pavimentazione, informando che, dallo scorso mese di ottobre, nella carreggiata in direzione Siena, sono stati completati i tratti compresi tra Poggibonsi nord e Poggibonsi sud; tra Monteriggioni e Badesse; tra l’uscita e la galleria di San Casciano Val di Pesa. In direzione Firenze, invece, tra Siena nord e Badesse, tra Badesse e Monteriggioni, tra Poggibonsi sud e Poggibonsi nord, tra Monteriggioni e Colle di Val d’Elsa sud, tra San Casciano e il viadotto Falciani. In direzione Siena, sono tuttora in corso i lavori tra Monteriggioni e Badesse e, in direzione Firenze, tra le due uscite di Colle di Val d’Elsa. Saranno avviati, progressivamente al completamento di quelli in corso, ulteriori interventi tra Colle di Val d’Elsa nord e sud e tra quest’ultima e Monteriggioni. Inoltre, sono in fase di gara ulteriori interventi di pavimentazione, per i restanti tratti maggiormente ammalorati, con previsione di avvio delle lavorazioni prima dell’estate.

"Tutto ciò – ha puntualizzato Valentini – in aggiunta ai due appalti di manutenzione straordinaria, attualmente in corso, che consentiranno di riqualificare diverse opere d’arte, quali i viadotti Bandini, Terme, Otto Archi, Staggia. In particolare, tra Siena nord e Badesse, sono stati eseguiti interventi di risanamento del viadotto Otto Archi, di allargamento della piattaforma bitumata e di realizzazione di alcune opere di sostegno. Inoltre, sono state riqualificate le barriere laterali lungo la tratta, è stata ripristinata la funzionalità delle opere di regimentazione idraulica e, infine, rifatta la pavimentazione con risanamenti profondi nei tratti maggiormente ammalorati e stesa di tappeto drenante". Il sindaco ha ricordato come, dal 23 dicembre scorso, sia stato riaperto lo svincolo di Badesse a seguito degli interventi che hanno riqualificato la carreggiata per 6 km, "pur persistendo parziali limitazioni necessarie al completamento di alcune opere di protezione e prodromiche all’avvio delle lavorazioni previste nella carreggiata opposta in direzione Siena. Si prevede il completamento dei lavori entro il primo semestre del corrente anno".

Su altri tratti del raccordo sono stati completati diversi interventi di allargamento della piattaforma stradale e di riqualificazione delle opere di protezione; sono tuttora in corso lavori di risanamento dei viadotti Bandini e Terme, il completamento dei quali è previsto entro il mese di marzo, per il primo, ed entro giugno, per il secondo. "Si tratta di interventi – ha concluso Valentini – che, inevitabilmente, determinano interferenze con la circolazione, ma che consentiranno una profonda riqualificazione di un’arteria strategica per le province di Siena e Firenze, ma anche di Grosseto, e rispetto alla quale respingiamo al mittente qualsiasi ipotesi ricattatoria di istituzione del pedaggio. Più in generale, incalzeremo Anas affinché si possa progressivamente ridurre il gap viario-infrastrutturale di tutto il nostro territorio".

Bruttini ha ringraziato il sindaco "per la risposta esaustiva" e ha condiviso il suo giudizio "circa la scarsa attenzione di Anas nell’effettuazione dei lavori". "L’auspicio – ha detto – è che i cronoprogrammi vengano rispettati e, in questo senso, invitiamo l’Amministrazione a monitorare i tempi e le modalità degli interventi".



5) LA NOMINA DI MARCO MAIRAGHI AD AMMINISTRATORE DELEGATO DI SEI TOSCANA: IL SINDACO BRUNO VALENTINI RISPONDE ALL’INTERROGAZIONE DI MICHELE PINASSI

La nomina di Marco Mairaghi al ruolo di amministratore delegato di SEI Toscana, a seguito delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto la società affidataria del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti nella Toscana meridionale e in alcuni Comuni della provincia di Livorno, ha costituito il tema dell’interrogazione urgente presentata dal gruppo consiliare “Siena 5 Stelle”.

"Giova ricordare – ha affermato Michele Pinassi durante l’illustrazione del documento – le passate vicende giudiziarie dello stesso Mairaghi in qualità di sindaco di Pontassieve, condannato, insieme a parte della sua Giunta, a risarcire per un totale di 251mila euro il proprio Comune per aver assunto un direttore generale, dal 2009 al 2011, in forma illegittima". Il consigliere, ricordando come l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) abbia chiesto il commissariamento di SEI Toscana a seguito dell’inchiesta della Procura di Firenze per turbativa d’asta e corruzione "che vede indagate figure di vertice e altri soggetti collegati, per i quali sono stati disposti arresti domiciliari o misure interdittive", ha sostenuto che "in tale contesto la nomina di Mairaghi appare decisamente una forzatura".

Alla sua richiesta "di conoscere la posizione dell’Amministrazione in merito alla nomina di Mairaghi e di come si intenda dar seguito alla richiesta di commissariamento di SEI Toscana avanzata da ANAC e sostenuta anche dal nuovo prefetto di Siena, Armando Gradone" ha risposto il sindaco Bruno Valentini, il quale ha illustrato la composizione e il funzionamento dei tre Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) che, come un consorzio di Comuni, operano nel territorio regionale dando indirizzi sulle politiche di programmazione e delle tariffe.

Valentini ha ripercorso anche l’affidamento della gara bandita dall’ATO e vinta da SEI Toscana, un raggruppamento di sei imprese, di cui era capofila Sienambiente, confluite in una società unica. "La partecipazione del Comune di Siena in SEI Toscana – ha sottolineato il sindaco – non è diretta ma indiretta, attraverso Sienambiente. La nomina dell'amministratore delegato di SEI spetta al consiglio di amministrazione della stessa società, in cui è presente come socio Sienambiente. I patti parasociali e gli statuti della società attribuiscono precise e distinte prerogative ai soci pubblici e a quelli privati: in Sienambiente i soci pubblici sono la maggioranza, in SEI sono invece sono la minoranza. Le nomine dell'amministratore delegato e del direttore generale, in entrambe le società, spettano al socio privato e quindi la scelta di Marco Mairaghi è una nomina di parte privata, senza che sia stata coinvolta la componente pubblica".

Il sindaco ha espresso la propria criticità rispetto alla nomina di Mairaghi al ruolo di amministratore delegato SEI Toscana in quanto già amministratore delegato di Sienambiente. "Non voglio entrare nel merito dell’opportunità della scelta. Confermo, però, che non mi pare corretta la sovrapposizione fra le due società che sono state entrambe oggetto d’indagine da parte della Procura di Firenze. Ci sono, infatti, dei dubbi su come abbia operato il direttore generale dell’ATO, Andrea Corti". "Il nuovo prefetto di Siena – ha aggiunto – sta valutando l’ipotesi di commissariamento di SEI Toscana: a questo punto, tale provvedimento straordinario va messo in atto prima possibile, per fare chiarezza e tornare alla normalità nel più breve tempo".

Valentini ha quindi sostenuto la necessità che, a fini di trasparenza e legalità, i commissari portino a fondo il loro lavoro più efficacemente e più velocemente possibile, "riuscendo a dare risposta a tutto ciò che è venuto fuori con l’indagine: in particolare, sul rischio che ci siano state delle procedure irregolari e che siano stati computati dei costi impropri sulle tariffe degli utenti-contribuenti". "Come ho già affermato ieri, durante l’assemblea di Sienambiente – ha concluso il primo cittadino – sono disposto a mettere in discussione il rapporto storico tra la parte pubblica e quella privata della società se questo non si fonda sulla fiducia reciproca e sulla condivisione di progetti e procedure. Noi siamo intenzionati ad avere un servizio all’altezza del sistema che abbiamo costruito negli anni, garantendo l’autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti prodotti. In una fase delicata come questa, ogni operazione va valutata attentamente perché, inevitabilmente, passa dal giudizio della Procura di Firenze, dell’ANAC, dei commissari e dei cittadini che rappresentiamo".

Pinassi ha affermato di non aver richiesto "posizioni di natura tecnica ma politica sull’opportunità della nomina di Mairaghi e sull’ipotesi del commissariamento di SEI Toscana: il sindaco lo ha fatto parzialmente solo nella parte finale della sua risposta e i fatti ci diranno se le sue intenzioni sono credibili".



4) RIORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO 118 E DELL’AZIENDA USL TOSCANA SUD-EST: L’ASSESSORE FERRETTI RISPONDE ALL’INTERROGAZIONE DI PERICCIOLI

La riorganizzazione dei servizi di emergenza territoriale 118 all’interno dell’azienda USL Toscana sud-est ha costituito il tema dell’interrogazione presentata, nella seduta consiliare odierna, da Giulia Periccioli (PD) e sottoscritta dai colleghi di gruppo Simone Vigni e Massimiliano Bruttini.

Dopo aver richiamato l’accorpamento delle sedi del 118 di Siena e Grosseto, confluite dallo scorso mese di gennaio nella centrale operativa al Ruffolo, Periccioli ha focalizzato l’attenzione sulle notizie secondo le quali "sarebbero state spostate importanti apparecchiature dalla struttura senese a quella di Arezzo, così come si ipotizza una progressiva centralizzazione di alcuni percorsi diagnostici, clinici e terapeutici dai presidi ospedalieri della provincia di Siena verso l’ospedale aretino". "Vi è il timore – ha specificato – di uno spostamento del baricentro dell’area vasta Toscana sud-est rispetto a quello che dovrebbe essere il suo naturale punto di riferimento, ovvero l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese (AOUS, ndr)".

La consigliera ha sottolineato anche la criticità della "diminuzione del servizio delle ambulanze con medico a bordo, che da due sono passate a una, con un sostanziale aggravio di presenze di pazienti in attesa al pronto soccorso".

Alla richiesta di Periccioli di conoscere "quali azioni intenda intraprendere l’Amministrazione a tutela del territorio e della salute dei cittadini senesi, considerata l’importanza del 118 e in relazione al ruolo dell’Azienda ospedaliera universitaria senese nell’ambito dell’Area vasta sud est della Toscana" ha risposto l’assessore alla Sanità, Anna Ferretti, la quale ha letto alcuni passaggi di una nota del direttore generale dell’azienda USL Toscana sud-est, Enrico Desideri: "Le principali finalità del processo di riorganizzazione del sistema di emergenza territoriale che fa capo alla centrale operativa 118 in atto sono quelle di assicurare uno standard assistenziale uguale per tutti i cittadini dell’area vasta sud-est, stabilizzare il personale medico precario e dare piena attuazione alla normativa vigente per il settore". "Le evidenze raccolte – ha proseguito – attraverso le esperienze a livello nazionale ed europeo dimostrano che le risorse, per essere utilizzate in modo efficace, vanno indirizzate verso il setting più appropriato alla situazione, che potrà essere un’ambulanza equipaggiata per il BLSD, quella infermierizzata, o la risorsa con medico e infermiere da riservare alle situazioni in cui l’intervento del medico può fare la differenza per il paziente". "Non è superfluo ricordare – ha aggiunto – che la graduazione della risposta in relazione alla gravità del caso rappresenta l’approccio più rispettoso della professione medica e infermieristica. Infine, occorre ricordare che, sulla base della normativa vigente, il responsabile della centrale operativa definisce il tipo e il numero dei mezzi di soccorso necessari per l’organizzazione del sistema".

Riguardo al ruolo dell'ospedale Santa Maria alle Scotte nell'Area Vasta e rispetto al suo bacino di utenza l’assessore ha fatto presente "che l'accordo firmato di recente tra l'azienda USL Toscana sud-est, l'AOUS e l'Università degli Studi, è stato fortemente richiesto e auspicato da questa Amministrazione, in cui si riconosce il livello di servizio di base delle Scotte per la zona senese e che Nottola e Campostaggia hanno come riferimento di primo livello la stessa AOUS".

Ferretti ha specificato che i livelli di intervento dei presidi ospedalieri si articolano in livello base, primo livello, secondo livello: "La rete ospedaliera della azienda USL Toscana sud-est si svolge in continuità sui nodi dei 13 presidi e stabilimenti ospedalieri presenti nel territorio dell'Area Vasta, quale risultato dell'apertura delle tre maglie ospedaliere che le precedenti aziende sanitarie avevano disegnato intorno all'ospedale sede di DEA di primo livello: ospedale San Donato per la l’ASL aretina, ospedale della Misericordia per l’ASL grossetana, Azienda ospedaliera-universitaria per l’ASL senese. L'AOUS è anche sede di DEA di secondo livello per l'intera area vasta". Inoltre, "le specialità ospedaliere regionali, di esclusiva competenza ospedaliero-universitaria senese, peraltro sede delle scuole di specializzazione, sono complementari e di riferimento alle competenze specialistiche cliniche aziendali presenti negli stabilimenti ospedalieri di Area Vasta".

Nell'accordo è affermato come "per gli ospedali di Campostaggia e Nottola si dovrà operare in stretta collaborazione con le professionalità dell'AOUS per definire corretti percorsi diagnostico-terapeutici con l'azienda USL Toscana sud-est, inserendo tutto questo nelle programmazioni aziendali, nel Piano attuativo locale e nel Piano attuativo ospedaliero, favorendo prima di tutto le interazioni tra professionisti nell'interesse primario dei cittadini".

Continua il documento "che, per ciascuna disciplina o specialità clinica di area medica di primo livello, si definiscono le modalità di relazione tra i vari presidi con l'azienda. Altrettanto è previsto per l'area chirurgica, dove si definiscono le modalità di relazione e le presenze specialistiche necessarie nei bacini di utenza individuati per assicurare volumi definiti delle attività specialistiche chirurgiche di primo livello, anche in ragione dei flussi di mobilità storicamente registrati. Questo perché dobbiamo essere coscienti che volumi di attività bassi comportano un rischio per la salute del paziente, bene individuale da tutelare. L’accordo va tradotto in protocolli operativi ma riteniamo che sia un documento importante per salvaguardare la salute dei cittadini e la funzionalità dell'ospedale delle Scotte e ne seguiremo gli sviluppi".

Giulia Periccioli si è dichiarata soddisfatta: "dalla risposta dell’assessore si capisce bene il lavoro svolto dall’amministrazione, anche facendosi promotrice di questo importante Protocollo. Mi limito a invitare il Comune a continuare a mantenere viva l’attenzione e l’Azienda ospedaliera a rivendicare il proprio ruolo di capofila per la gestione delle problematiche che si possono presentare nella nostra Provincia e il mantenimento della qualità dei servizi offerti ai cittadini senesi".



3) MODALITÀ DI CALCOLO DELL’ISEE: L’ASSESSORE FERRETTI RISPONDE ALL’INTERROGAZIONE DI GIUSEPPE GIORDANO

Il modello ISEE (indicatore della situazione economica equivalente) introdotto dal 2013 e la sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato le argomentazioni del TAR del Lazio, che nel febbraio 2015 lo aveva annullato in alcune sue parti, sono stati oggetto dell’interrogazione presentata da Giuseppe Giordano (Movimento Civico Senese) e sottoscritta da Pietro Staderini (Sena Civitas) e dal gruppo consiliare Laura Sabatini e Alessandro Trapassi.

Il consigliere ha ricordato come l’ISEE, dal 1998, sia "uno strumento utile a definire la situazione economica di un cittadino e del suo nucleo familiare, in particolare delle fasce più deboli, allo scopo di ottenere prestazioni sociali e assistenziali agevolate o di accedere a contributi, bonus o tariffe agevolate". "Ma il DPCM n° 159/2013 include e considera reddito qualsiasi supporto erogato dallo Stato – ha proseguito – compresi i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari come le indennità di accompagnamento e le pensioni sociali e di invalidità che vengono corrisposte per far fronte a situazioni di disabilità e non autosufficienza". Per questo, Giordano ha richiamato anche il testo aggiornato del decreto legge n°42/2016 in materia di sistema scolastico e della ricerca che, al punto in cui tratta i nuclei familiari con disabilità "esclude dal computo dei loro redditi, ai fini del calcolo del valore ISEE, ogni tipologia di trattamento ottenuto per la condizione di disabilità; inoltre, applica una maggiorazione di 0,5 punti al parametro della scala di equivalenza per ogni componente familiare con disabilità o non autosufficienza".

Alla richiesta del consigliere di sapere se il regolamento comunale in materia, approvato dal Consiglio nella seduta del 27 ottobre 2015, abbia totalmente recepito la normativa in essere ha risposto l’assessore al Sociale, Anna Ferretti: "Come disposto all’articolo 2 del regolamento stesso, il valore ISEE viene acquisito dall’Amministrazione attraverso l’autocertificazione del richiedente e poi verificato sul sito dell’INPS, in qualità di ente delegato all’effettiva determinazione dell’indicatore".

"Pertanto – ha proseguito – si ritiene che le integrazioni richiamate nell’interrogazione non riguardino gli aspetti declinati dal regolamento comunale, ma che siano strettamente connesse con le modalità di calcolo dell’indicatore".

L’assessore ha aggiunto che, "le variazioni dovute a una diversa valutazione dell’ISEE si hanno nei regolamenti applicativi, come ad esempio le disposizioni attuative per i servizi sociali, dove l’Amministrazione può variare le fasce sulle quali intervenire, allo scopo di non creare squilibri né agli utenti né al bilancio comunale".

Il consigliere Giuseppe Giordano si è dichiarato soddisfatto per la risposta ricevuta dall’assessore.



2) RICHIESTE INFORMAZIONI SULLA CLASSIFICA DELLA QUALITA' DELLA VITA
Il sindaco valentini: "i dati dimostrano che abbiamo agito bene mantenendo alti i livelli della qualità della vita"

La recente classifica della qualità della vita delle città italiana è stata oggetto, nella seduta consiliare odierna, di un'interrogazione di Michele Pinassi (Siena 5 Stelle).

Il consigliere ha chiesto di conoscere "quali sono i parametri presi in esame dal rapporto e dalla relativa ricerca, realizzata da Italia Oggi e dall'Università la Sapienza di Roma, che ha incoronato Siena come il miglior capoluogo in Toscana per “qualità della vita”, al quinto posto nella classifica assoluta con Mantova in testa".

Nella sua risposta il sindaco Bruno Valentini ha, in prima battuto, illustrato il lavoro di analisi svolto dal giornale economico e pubblicato il 28 novembre 2016. Due gli obiettivi: stimolare il dibattito sui percorsi da intraprendere per incrementare il benessere (non solo economico) delle comunità locali; misurare e rendere di dominio pubblico il gap dell’azione politica e amministrativa. Fornendo quindi spunti e indicazioni per l’attività del policy maker e degli amministratori. La speranza è che queste indagini stimolino il dibattito guidando il processo verso una maggiore coesione socio-economica aiutando ad individuare politiche più efficaci e coerenti. Un processo necessario in quanto oggi, più che mai, l’Italia è un Paese che viaggia a due, forse tre velocità. L’indagine, giunta alla 18ª edizione, rappresenta il più completo studio statistico sulla qualità della vita e consente di coglierne i numerosi aspetti "facendo emergere – come ha detto il sindaco – come la provincia di Siena sia tra le migliori e questo, a livello nazionale, non era cosa scontata, soprattutto dopo la crisi del sistema MPS".

Una metodologia profondamente rinnovata nel 2010, con un’architettura caratterizzata da nove dimensioni d’analisi (affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita), a loro volta articolate in 21 sottodimensioni e un elevato numero di indicatori di base (84, oltre il doppio di quelli considerati in altre ricerche) consentono, secondo gli autori, di investigare in maniera approfondita i molteplici aspetti in cui la qualità della vita si articola nelle province italiane.

Dai dati generali del 2016 sono 56 su 110 le province nelle quali la qualità della vita è risultata buona o accettabile, contro le 53 della passata edizione, e Siena risulta 5^.

Entrando nel dettaglio degli ambiti presi in considerazione ha evidenziato come "per il settore

“Affari e lavoro” il Comune si è piazzato al dodicesimo posto (nel 2015 era al 19° posto). I parametri esaminati sono stati: il tasso di occupazione e disoccupazione, l'importo medio dei protesti per abitante, il numero di clienti corporate banking per 100 imprese registrate, il numero di imprese registrate per 100 mila abitanti, le imprese cessate per ogni 100 attive.

Per l”Ambiente” al sedicesimo posto. Esaminati la concentrazione del biossido di azoto, numero dei giorni di superamento delle soglie del PM10, dispersioni della rete idrica, consumi idrici pro capite sull'erogato, produzione di rifiuti urbani, autovetture circolanti per 100 abitanti, motocicli circolanti per 10 abitanti, consumo annuo pro capite di energia elettrica, potenza pannelli solari fotovoltaici installati sugli edifici comunali, piste ciclabili, zone a traffico limitato,

verde pubblico, frazione di territorio destinato ad aree verdi nel comune capoluogo, capacità di depurazione delle acque reflue, uso del trasporto pubblico, dove Siena è al primo posto, raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani.

In merito alla “criminalità” la città è al trentesimo posto. Ad essere analizzati sono stati i reati contro la persona, reati contro il patrimonio, omicidi volontari per 100 mila abitanti, omicidi colposi e preterintenzionali per 100 mila abitanti, tentati omicidi per 100 mila abitanti, lesioni dolose e percosse per 100 mila abitanti, violenze sessuali per 100 mila abitanti, sequestri di persona per 100 mila abitanti, reati connessi al traffico di stupefacenti per 100 mila abitanti, reati connessi allo sfruttamento della prostituzione per 100 mila abitanti, scippi e borseggi per 100 mila abitanti, furti d'auto per 100 mila abitanti, furti in appartamento per 100 mila abitanti (sono diminuiti rispetto allo scorso anno), altri furti per 100 mila abitanti, estorsioni per 100 mila abitanti, rapine in banche e uffici postali per 100 mila abitanti, altre rapine per 100 mila abitanti, truffe e frodi informatiche per 100 mila abitanti.

Per il “disagio sociale” al settantasettesimo posto. Esaminati gli infortuni sul lavoro per 1000 occupati, morti per tumore ogni 100 morti, morti e feriti per 100 incidenti stradali, suicidi per 100 mila abitanti, tasso di disoccupazione giovanile 15-24 anni, reati a sfondo sessuale contro minori per 100 mila abitanti, ospedalizzazione per disturbi psichici ogni 1000 abitanti, disabili per 1000 residenti.

Alla voce “popolazione” è all'ottantaseiesimo posto. Sono stati esaminati densità demografica, emigrati ogni 1000 residenti, morti ogni 1000 residenti, immigrati ogni 1000 residenti, nati vivi ogni mille residenti, numero componenti la famiglia.

Per i “servizi finanziari” si è piazzata al secondo posto. Ad essere presi in considerazione il numero ATM per 100 mila abitanti, numero clienti di phone banking per 100 mila abitanti, numero sportelli bancari per 100 mila abitanti, numero medio di classi per 100 studenti nella scuola media superiore, numero scuole superiori per 100 mila abitanti, numero studenti scuola media superiore ogni mille abitanti.

Per il “sistema salute” è al terzo posto, per detta valutazione sono stati esaminati medici ospedalieri per 100 posti letto, personale tecnico-sanitario per 100 posti letto, altro personale per 100 posti letto, posti letto in ostetricia e ginecologia per 1000 abitanti, posti letto in cardiologia, cardiochirurgia e unità coronariche per 1000 abitanti, posti letto in rianimazione e terapie intensiva per 1000 abitanti, posti letto in reparti di oncologia per 1000 abitanti, numero TAC e RMN per 1000 abitanti, numero apparecchiature emodialisi per 1000 abitanti, numero gruppi radiologici per 1000 abitanti, numero ventilatori polmonari per 1000 abitanti.

Alla voce “tempo libero” Siena è al primo posto, per detta valutazione sono stati esaminati agriturismo per 100 mila abitanti, alberghi per 100 mila abitanti, ristoranti per 100 mila abitanti, bar e caffetterie per 100 mila abitanti, sale cinematografiche per 100 mila abitanti, palestre per 100 mila abitanti, associazioni ricreative, artistiche, culturali per 100 mila abitanti, librerie per 100 mila abitanti. Mentre per il “tenore di vita” all'ottantasettesimo posto. Gli indicatori sono stati la spesa media mensile per consumi, l'importo medio mensile della pensione, i depositi bancari pro capite (sono aumentati rispetto allo scorso anno), prezzo al mq per gli appartamenti nuovi in zona semicentrale (dove Siena è al 103° posto su 110 ed il prezzo risulta essere di € 2.509,63 al mq), variazione dei prezzi al consumo".

Come ha evidenziato il primo cittadino "i dati dimostrano che abbiamo agito bene mantenendo alti i livelli della qualità della vita".

Il consigliere Michele Pinassi, ringraziando per l’esaustiva risposta ha sottolineato come, "nonostante il positivo risultato ottenuto dalla città, sia necessario riflettere su alcuni dati come quello relativo al progressivo invecchiamento della popolazione, sul quale l’amministrazione dovrebbe porre attenzione perché la provincia senese rischia, fra 10/20 anni, di trovarsi senza forza lavoro. Una situazione che potrebbe essere evitata se il Comune incentivasse le famiglie a stabilirsi a Siena e favorisse l’occupazione dei giovani".



1) L’ASSESSORE MAZZINI INTERVIENE SULLE CRITICITÀ ALLA COLONNA SAN MARCO

Il nodo viario alla “colonna San Marco” è stato oggetto, nella seduta consiliare odierna, di un’interrogazione di Michele Pinassi (Siena 5 Stelle).

Il consigliere, evidenziando il carico di traffico nell’area, soprattutto durante gli orari di apertura e chiusura degli uffici, ha ricordato la richiesta "già avanzata nel 2014 insieme a altre forze politiche, per recuperare le due aree dove, fino a qualche anno fa, erano ubicati due distributori di benzina, così da poter offrire alle attività commerciali presenti parcheggi temporanei per i clienti, in modo da non intralciare il traffico già congestionato".

Pinassi ha chiesto di conoscere "le intenzioni dell’Amministrazione in merito alle due aree dove si trovavano i distributori; se sono state acquistate e, in caso contrario, i motivi ostativi"; infine "i motivi per i quali il parcheggio scambiatore di via Frajese è ancora inutilizzato e le tempistiche per la sua riapertura".

"A seguito dalla dismissione dell’impianto Erg – ha risposto l’assessore ai Lavori pubblici, Paolo Mazzini – è stato avviato un procedimento ambientale che ha determinato un progetto operativo di bonifica del terreno, approvato nel 2015, che doveva concludersi il 20 ottobre dello scorso anno. Vista la mancata chiusura dei lavori, abbiamo sollecitato la società e la ditta Arcadis, che gestisce la bonifica per conto di Erg, ha comunicato che, per chiudere il procedimento, deve attendere i risultati delle analisi dell’ultimo campionamento delle acque di falda".

"Quando la bonifica sarà completata – ha aggiunto – potrà essere rivalutata la nuova sistemazione viaria e quella della sosta, attraverso un progetto unitario di opera pubblica e secondo uno studio di fattibilità già approntato, considerando anche la proprietà privata delle due superfici degli ex distributori di carburante".

Per quanto concerne l’area dell’ex impianto Agip, Mazzini ha affermato che "i valori degli inquinanti sono risultati entro i limiti, come confermato dalle verifiche dell’Arpat: quindi l’area risulta nuovamente utilizzabile. Nei prossimi mesi, quindi, ambedue gli spazzi potrebbero essere utilizzati".

Infine, in merito del parcheggio in struttura in via Paolo Frajese, l’assessore ha informato che la capienza effettiva è stata ridefinita in 87 stalli di sosta, secondo quando disposto dal Codice della strada. "A più riprese, il luogo è stato oggetto di interventi di sistemazione e di atti vandalici e la stima dei danni per poter ripristinare le condizioni minime indispensabili per un affidamento della gestione è di circa 300 mila euro. Nessun soggetto risulta interessato alla sua gestione in funzione dei costi vivi annui e di un'eventuale integrazione tariffaria con le linee del trasporto pubblico locale nelle direttici Piazza Indipendenza e Piazza Postierla".

Il consigliere Pinasssi rifiutandosi di fare considerazioni sulle due aree dove si trovavano i distributori perché "pur comprendendo le necessità della bonifica della zona è pur vero che la destinazione ipotizzata non era un parco per bambini, bensì finalizzata alla sosta delle auto. Mentre per quanto riguarda il parcheggio in via Frajese non riesco a capire l’alta entità del danno a carico dell’impianto elettrico, perché 200mila euro sono veramente troppi. Vedere questo spazio parcheggio scambiatore, così importante per la città, in stato di abbandono dimostra l’incapacità dell’Amministrazione. Nel dichiararmi insoddisfatto chiedo provvedimenti rapidi e immediati per risolvere le criticità presenti alla Colonna di S. Marco".
 
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