Domenica, 26 maggio 2019
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SIENA

Siena, il Consiglio comunale del 28 marzo 2017

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I lavori di martedì 28 marzo a Palazzo Pubblico in continuo aggiornamento
13) LE DESIGNAZIONI DEL SINDACO VALENTINI PER LA DEPUTAZIONE GENERALE DI FONDAZIONE MPS NEL DIBATTITO CONSILIARE DI MARTEDÌ 28

palazzocomunale450freeIl Consiglio comunale di Siena si è riunito in doppia seduta pubblica martedì 28 marzo, nella Sala del Capitano del Popolo di Palazzo Civico.

Questo l'elenco dei lavori dalla sala consiliare in continuo aggiornamento:

13) LE DESIGNAZIONI DEL SINDACO VALENTINI PER LA DEPUTAZIONE GENERALE DI FONDAZIONE MPS NEL DIBATTITO CONSILIARE DI MARTEDÌ 28
Il primo cittadino ha risposto all’interrogazione presentata da Andrea Corsi

A pochi giorni dalle designazioni del sindaco per la Deputazione Generale di Fondazione MPS, nella seduta consiliare di martedì scorso, 28 marzo, Andrea Corsi (L’Alternativa) ha presentato un’interrogazione per conoscere "se sia stata accertata l’eventuale presenza di profili di incompatibilità o di conflitti di interesse con altri incarichi dirigenziali ricoperti in altri enti, a sua volta designati in altre fondazioni o enti di natura bancaria".

Con il documento, sottoscritto anche dal collega di gruppo Massimo Bianchini, da Giuseppe Giordano (Movimento Civico Senese), Marco Falorni (Impegno per Siena), Alessandro Piccini e Maria Isabella Becchi (Nero su Bianco) e Pietro Staderini (Sena Civitas), il consigliere Corsi ha chiesto anche "se si è verificata l’esistenza di profili di incompatibilità o conflitti di interesse legati a progetti finanziati da Fondazione MPS che insistano nell’area metropolitana di Firenze".

Il sindaco Bruno Valentini ha risposto che "in questo ambito le valutazioni di incompatibilità o di conflitto d’interessi avvengono ben tre volte. Innanzitutto tramite l’autodichiarazione di coloro che si candidano, i quali certificano, sotto la propria diretta responsabilità, l'insussistenza di questi requisiti di incompatibilità. Successivamente, ma comunque prima della designazione, l’avvocatura interna al Comune ha effettuato una specifica valutazione. Infine, c'è un terzo passaggio, che è quello della Fondazione MPS, al momento della trasformazione della designazione in vera e propria nomina effettiva".

"Dalle prime due, che sono già avvenute – ha concluso il sindaco – non è emerso alcunché che prefigurasse elementi di incompatibilità. Attendiamo l’esito della verifica da parte di Fondazione MPS".

Il consigliere Corsi si è dichiarato "particolarmente insoddisfatto della risposta liquidata con superficialità dal sindaco". "L’autodichiarazione non è una forma di controllo – ha specificato – e, visto che ha designato in totale autonomia, sarebbe stata auspicabile una rassicurazione sulla bontà delle sue scelte. Questa poteva essere l’occasione giusta per entrare nel merito dei quesiti posti, in particolare su presunti conflitti d’interesse legati a progetti finanziati dalla Fondazione MPS che insistono nell’area metropolitana di Firenze".



12) ENOTECA ITALIANA: IL VICESINDACO MANCUSO RISPONDE ALL’INTERROGAZIONE DI STEFANIA BUFALINI

La situazione dell’Enoteca Italiana è stata posta all’attenzione del Consiglio comunale con l’interrogazione di Stefania Bufalini e Gianni Porcellotti (PD). "Avendo appreso dalla stampa – ha detto Bufalini – delle recenti problematiche amministrative che interessano l’ente e i suoi dipendenti", la consigliera ha chiesto di conoscere "gli sviluppi degli ultimi giorni relativamente al quadro reale dell’Enoteca".

Il vicesindaco Fulvio Mancuso ha risposto che l’Amministrazione comunale ha affrontato la questione dell’Enoteca sin dall’inizio del mandato, "con l’obiettivo di ottenere un quadro trasparente e chiaro sulla reale situazione dell’ente che, per le attività che svolge e per le sue radici con la città e il mondo produttivo, rappresenta un asset fondamentale per la città e il territorio senese". Mancuso ha ripercorso le vicende di Enoteca Italiana: "La situazione era molto complessa nel 2013 e lo rimane ancora oggi, nonostante l’impegno profuso in tutti questi anni, anche in termini finanziari, dai soci istituzionali, in particolare il Comune e la Regione Toscana. La Regione, anche su input degli altri soci e del territorio, in particolare Provincia e Camera di Commercio, a fine del 2014 ha stanziato un importo rilevante per il rilancio delle attività e per affrontare la questione dei crediti dei dipendenti".

Dal punto di vista economico-finanziario, il vicesindaco ha sottolineato che "secondo quanto rappresentato dall’Amministratore Unico, a oggi la situazione debitoria è ancora rilevante e complessa. D’altra parte, risultano crediti nei confronti del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali che ammontano a circa 900mila euro, dei quali una parte consistente sarebbe, sempre secondo l’Amministratore Unico, in via di liquidazione: questa partita creditoria è fondamentale, in quanto legata al percorso di ristrutturazione del debito nei confronti degli istituti di credito".

Nel merito dei rapporti con i dipendenti, il vicesindaco ha affermato che "per quanto riguarda le retribuzioni, l’Amministratore Unico ha informato che i pagamenti sono stati regolari fino al 10 gennaio e che, in ragione del previsto recupero dei crediti, dovrebbero rientrare in una situazione di normalizzazione nei prossimi mesi". Anche se ancora non si è tenuta l’assemblea di approvazione del bilancio, Mancuso ha aggiunto che "secondo quanto anticipato dall’Amministratore Unico, il bilancio 2016 dovrebbe chiudersi in utile, almeno nella parte ordinaria".

Il vicesindaco ha trattato anche l’aspetto dei due immobili di proprietà dell’ente: "Gli stessi sono stati oggetto di tentativi di alienazione: relativamente a uno dei due, l’Amministratore Unico ha attestato che è in corso il perfezionamento della vendita e ciò consentirà di estinguere uno dei due mutui in essere". "È stato disdetto – ha proseguito – anche il contratto con il ristorante che gestiva il ramo d’azienda interno all’Enoteca e l’Amministratore Unico sta valutando se procedere a una gestione diretta degli spazi del Bastione di San Francesco o se, invece, affidarla tramite un nuovo bando. Ogni prospettiva è legata, comunque, al recupero dei crediti e alla gestione dei debiti, compresi quelli contributivi e fiscali per i quali vi è un piano di rateizzazione, e ancor più al rilancio dell’ente".

Sempre secondo quanto riferito dall’Amministratore Unico, l’attività di servizi offerti alle aziende è ripartita, soprattutto quelli sostenuti da finanziamenti esterni, in particolare sugli assi del Programma di Sviluppo Rurale e delle Organizzazioni Comuni di Mercato. Sull’attività di vendita del vino è in corso l’implementazione del nuovo sito web e di una piattaforma per la vendita online.

Mancuso ha concluso sostenendo che "ovviamente la diligenza, l’attenzione e l’efficacia dell’attività gestionale in capo all’Amministratore Unico, che valuteremo via via in base ai risultati, saranno importantissimi per i destini dell’ente. La complessità della situazione dell’ente, in una prospettiva di medio periodo, non potrà comunque prescindere dal sostegno dei soci, a partire da quelli istituzionali: sostegno che verosimilmente richiederà che gli stessi rafforzino, almeno in questa fase, il loro impegno anche di natura finanziaria, in modo da consentire la sostenibilità della ristrutturazione in corso per un ente al quale il Comune attribuisce, come sottolineato dalla consigliera Bufalini, un ruolo strategico".

Bufalini ha sottolineato che "la situazione resta complessa e non si registrano sostanziali passi in avanti. Anche l’avvicendamento degli amministratori unici, con l’uscita del neonominato Salvadori e il reincarico a Bianchi, rende tutto più precario e allerta ulteriormente i dipendenti". "Non posso dichiararmi soddisfatta per la situazione esposta – ha concluso – e auspico che l’Amministrazione comunale continui a monitorare con attenzione l’operato dell’Amministratore Unico e, al contempo, compia tutti gli atti necessari per coinvolgere gli altri soci nella ricerca di una soluzione che consenta la sopravvivenza di un ente tanto importante per la nostra comunità".



11) COMMISSIONE PARLAMENTARE PER BANCA MPS: IL SINDACO VALENTINI HA RISPOSTO ALL’INTERROGAZIONE DI LAURA SABATINI
"Assolutamente d’accordo nel tentare ancora di approfondire ciò che è avvenuto: dalla “121” ad Antonveneta, fino ai derivati e alle scelte sbagliate sull’aumento di capitale"

Una sollecitazione all’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta specifica per Banca MPS. È quanto è stato avanzato con l’interrogazione presentata nella seduta consiliare di martedì scorso, 28 marzo, dal gruppo consiliare Laura Sabatini e Alessandro Trapassi, insieme a Giuseppe Giordano (Movimento Civico Senese), Pietro Staderini (Sena Civitas), Enzo De Risi (Cittadini di Siena), Massimo Bianchini (L’Alternativa) e Marco Falorni (Impegno per Siena).

Rilevando, da un lato, come "i grandi strateghi politici abbiano imposto per anni i loro uomini come dei dilettanti allo sbaraglio" e, dall’altro, "la mancanza generale di fiducia sia nei confronti delle forze politiche al governo della città sia del management di Banca MPS, reo di non aver reso nota la reale situazione economico-finanziaria dell’istituto", la consigliera ha sostenuto che "risparmiatori, correntisti e dipendenti sono disorientati dal vortice mediatico e dai fenomeni che interessano Rocca Salimbeni, come il deterioramento della liquidità denunciato dalla Banca Centrale Europea e le ormai ricorrenti fughe di depositi".

Sabatini ha fatto riferimento alla commissione regionale d’inchiesta costituita ad hoc sulle vicende di Banca MPS per affermare come si sia rivelata "priva di strumenti per accertare la verità e le varie responsabilità" e alla commissione parlamentare sul sistema bancario italiano "ferma in Parlamento dal 2013 e che, temiamo, non prenderà mai il via: in ogni caso, anche se fosse istituita, riteniamo che non sia questo il modo migliore per fare luce sulla crisi di Banca MPS". Allo scopo di "risalire alla verità, alle responsabilità oggettive dei grandi esperti, dei professionisti, degli amministratori e di chi doveva controllare", la consigliera ha chiesto al sindaco "se intenda farsi promotore per l’istituzione della commissione parlamentare specifica per il caso MPS" e "di tenere aggiornato il Consiglio sulla definizione degli interventi di sostegno pubblico che saranno attivati dal Ministero dell’Economia, compresa la possibilità di introdurre correttivi alla direttiva UE cosiddetta Burden Sharing attuata in Italia con il decreto legislativo n°180/2015".

Il sindaco Bruno Valentini, citando una frase di Matteo Renzi sulla sua volontà di fare massima chiarezza sulla crisi del sistema bancario, ha affermato che "l’attuale maggioranza parlamentare ha confermato di voler fare chiarezza sulle vicende travagliate delle banche italiane, anche se i tempi sono stretti rispetto all’imminente scadenza di questa legislatura". Quanto all’esperienza della commissione d’inchiesta regionale, "alla quale ho aderito senza alcun tentennamento – ha detto – andando a rispondere in modo esauriente a tutte le domande che mi sono state poste", Valentini ha affermato che "tale commissione ha fornito una corretta e puntuale ricostruzione storica, anche degli errori commessi dai responsabili dell'epoca, senza suffragare i diffusi teoremi di complotti, tangenti e deviazioni. È più probabile che si sia trattato di errori strategici e gestionali, aggravati da una fortissima crisi economica, la quale ha esasperato e ampliato la portata di quegli errori. Responsabilità che, però, vanno condivise con gli organi di vigilanza: dalla Consob alla Banca d’Italia al Ministero del Tesoro".

Valentini ha poi sostenuto di essere "assolutamente d’accordo nel tentare ulteriormente di approfondire ciò che è avvenuto a Banca MPS: dal caso “121” in poi, compresa Antonveneta, i derivati e le scelte sbagliate fatte sull’aumento di capitale. Per esempio, se la Banca e il Governo non avessero concordato la frettolosa restituzione dei 4 miliardi di euro di prestito, forse MPS non avrebbe dovuto ricorrere a un nuovo aumento di capitale non riuscito, aggrappandosi quindi al salvataggio dello Stato, che, a quanto si comprende dalle notizie di stampa, dovrebbe concretizzarsi dopo la delibera comunitaria tra maggio e giugno. Ciò avverrà con l’ingresso in via maggioritaria dello Stato nel capitale azionario, che farebbe tornare almeno temporaneamente la Banca nell’alveo pubblico, dopo la privatizzazione e la quotazione in Borsa".

Per quanto riguarda le conseguenze sui risparmiatori, "a oggi – ha proseguito il sindaco – ci sono solide garanzie del Governo, diverse da quelle che hanno riguardato altri istituti, perché la situazione delle altre banche era una situazione da prefallimento, mentre MPS era in linea con i parametri richiesti, ma non con quelli ipotizzati in caso di peggioramento dello scenario avverso. Quindi le misure che sono state necessarie su MPS non derivano da un’emergenza operativa intrinseca, bensì derivano da un provvedimento di regolamentazione del mercato fondato su un ipotetico scenario avverso, legato al prefigurarsi di una crisi ancora più grave di quella che ci ha coinvolto".

Valentini ha sostenuto che "il Governo e l’Europa stanno valutando misure intermedie per evitare di premiare gli speculatori che hanno acquistato obbligazioni sul mercato secondario. Chi uscirà veramente male da questa vicenda saranno gli azionisti, Fondazione MPS compresa, ovvero gli investitori in capitale di rischio, i quali hanno subito in modo impietoso una decurtazione gravissima del capitale investito: direi che hanno il diritto di contestare i danni subiti se si dimostrerà che derivano da comportamenti fraudolenti, come sembra>.

"Lavoreremo per garantire i risparmiatori – ha concluso – soprattutto quelli incolpevoli e si tratterà di verificare se il Governo adotterà le misure annunciate: aggiorneremo nel merito il Consiglio e la città ogni volta che avremo notizie".

La consigliera Sabatini ha definito la risposta "articolata e condivisibile su molti punti" ma ha ribadito la richiesta di "una commissione parlamentare di inchiesta specifica e unica sul caso MPS e non generica sul sistema bancario come quella che, invece, vuole Renzi e che è stata citata dal sindaco". Rispetto alle sorti della Banca, Sabatini ha chiesto a Valentini di "interferire con il Ministero dell’Economia e delle Finanze per non perdere ulteriore tempo e tutelare i risparmiatori e il personale dell’istituto".



10) TARI: APPROVATO IL PIANO FINANZIARIO, LE MODIFICHE AL REGOLAMENTO E LE TARIFFE
Il sindaco Valentini: "le tariffe applicate a Siena sono le più basse della Toscana. Maggiore attenzione anche alle fasce più deboli della popolazione"

Il consiglio comunale, nella seduta di ieri, ha approvato il piano finanziario, alcune modifiche al Regolamento per la disciplina della TARI (tassa sui rifiuti) e le relative tariffe per il 2017.

Le modifiche riguardano: alcune precisazioni sulla definizione delle superfici tassate nelle aree agricole e nei supermercati; una nuova agevolazione per le imprese agricole e florovivaistiche che effettuano il compostaggio aerobico individuale; alcuni ritocchi formali o di carattere operativo.

Il sindaco Bruno Valentini, illustrando all'aula queste delibere, ha sottolineato che "il Comune ha diminuito le tariffe della TARI, per quest'anno mediamente dello 0,5% rispetto al 2016. Si tratta di una riduzione generalizzata che interesserà sia le abitazioni che le utenze non domestiche. Vengono, inoltre, migliorate le agevolazioni, già attuate negli anni scorsi, alle famiglie in quanto è prevista una elevazione da 5.500 a 6.000 euro della soglia ISEE di esenzione a domanda. In questo modo l'amministrazione amplia il numero delle persone che non pagheranno la tassa sui rifiuti per motivi socio-economici, in un contesto tariffario, per le famiglie, fra i più bassi della Toscana. Per gli utenti in oggettiva difficoltà nel pagamento di debiti superiori a 500 euro, ci sarà la possibilità di rateizzazione fino a un massimo di 24 mesi". "La superficie tassata nel nostro Comune – prosegue – è prevista in circa 2.931.000 metri quadrati di utenze domestiche e di circa 1.327.000 di quelle non domestiche, per un totale di quasi 49mila unità immobiliari che, complessivamente, contribuiscono a coprire la spesa per lo spazzamento e lavaggio delle strade, della raccolta rifiuti, smaltimento e servizi accessori".

Il primo cittadino ha spiegato come "il totale del gettito finanziario della TARI per il 2017 ammonterà a circa 15 milioni di euro, mentre il relativo piano finanziario tiene conto dei minori costi definiti dall'ATO (Autorità di Ambito Toscana sud) a favore del gestore Sei Toscana pari a 13.365.213 euro, a cui vanno aggiunti 287.758 per servizi aggiuntivi (ispettori ambientali, svuotamento dei cestini, ecc.) migliorano la qualità del servizio. Altri costi sono pari a 795mila euro e riguardano la gestione del centro di raccolta di Renaccio, la fornitura di sacchetti e così via. Gli accantonamenti a fronte di tariffe impagate restano intorno al 4% del gettito netto totale".

Specificate, infine, la parte fissa e la parte variabile relativa alla TARI, per ogni categoria di utenza domestica e non, che sarà, rispettivamente, 42/42,50% per le famiglie, e 58/57,50% a carico di quelle non domestiche.



9) CAPITALE ITALIANA DEI GIOVANI: IL SINDACO VALENTINI RISPONDE A GIORDANO
Valentini: "Lavorare alla fase progettuale per la candidatura e concorrere al titolo avrebbe significato distogliere risorse umane e finanziarie da altri progetti"

Come ha illustrato Giuseppe Giordano (Movimento Civico Senese) durante la seduta consiliare, "la Capitale italiana dei Giovani è un titolo attraverso cui le città hanno la possibilità di mettere in mostra la propria progettualità in tema di politiche giovanili per promuovere idee e attivare iniziative innovative". Il riconoscimento è promosso dal Forum nazionale dei Giovani, in collaborazione con il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, l'Agenzia nazionale per i Giovani e ANCI Giovane.

Rilevando come "Siena sia una città con un'importante e storica vocazione a favorire le politiche di partecipazione delle nuove generazioni a livello sociale, culturale, politico e professionale" e che il termine di presentazione delle candidature scade il prossimo 31 marzo, Giordano ha chiesto se il Comune di Siena intende avanzare richiesta per il titolo di Capitale italiana dei Giovani.

All'interrogazione, sottoscritta anche da Pietro Staderini (Sena Civitas), Andrea Corsi e Massimo Bianchini (L'Alternativa) e dal gruppo consiliare Laura Sabatini e Alessandro Trapassi, ha risposto il sindaco Bruno Valentini: "Abbiamo valutato con attenzione questa opportunità ma non l'abbiamo ritenuta di particolare interesse, in quanto non porta a un grado di visibilità particolare o a forme di ritorno economico. Insomma non c'è premialità, ovvero "il gioco non vale la candela"".

Valentini ha spiegato che "lavorare alla fase progettuale per la candidatura e concorrere al titolo avrebbe significato distogliere risorse umane e finanziarie da altri progetti e ambiti nei quali stiamo investendo fermamente: sono ben 40 i milioni di euro generati dal volume di investimenti che attiveremo nel corso del 2017". "Si tratta di fare delle scelte – ha concluso – e in questo caso, sulla base delle priorità e dei programmi dell'Amministrazione, abbiamo optato per altri obiettivi".

Giordano si è dichiarato "dispiaciuto per la risposta arrendevole del sindaco" e "non soddisfatto, perché partecipare sarebbe stato un buon segnale. A sostegno del bando i suoi promotori evidenziano, infatti, la possibilità per la città vincitrice del premio di sviluppare linee virtuose di sviluppo a lungo termine, aumentare la propria visibilità con ricadute turistiche e culturali, divenendo il luogo ideale per incontri nazionali e internazionali, ospitando conferenze, seminari e iniziative legate ai giovani, reperire fondi pubblici e privati a beneficio della città".



8) IL SINDACO VALENTINI RISPONDE ALL’INTERROGAZIONE DI MASSIMILIANO BRUTTINI SUI DATI DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA

I dati percentuali della raccolta differenziata nel Comune di Siena sono stati oggetto dell’interrogazione consiliare presentata da Massimiliano Bruttini (PD). Il consigliere ha chiesto di conoscere "i percorsi che l’azienda incaricata della raccolta ha posto e prevede di porre in essere in merito all’aumento e al raggiungimento della quota prevista di differenziata rispetto al totale dei rifiuti".

"La raccolta differenziata della provincia di Siena – ha risposto il sindaco Bruno Valentini – secondo i dati certificati al 2015, ammonta al 44,7%, mentre ad Arezzo e Grosseto si attesta rispettivamente al 37,9% e al 33,5% come si può constatare dal sito dell’Agenzia regionale recupero risorse".

"È importante evidenziare – ha proseguito – come l’Autorità di Ambito, le amministrazioni comunali e il gestore unico abbiano provveduto, nella fase di avvio del servizio, a incentivare e promuovere buone pratiche di raccolta differenziata con azioni mirate in ogni singolo territorio, come la realizzazione e l’adeguamento dei centri di raccolta, o la diffusione del servizio di raccolta degli olii esausti".

Il sindaco ha poi sostenuto che la principale azione di intervento prevista dall’Autorità è quella di provvedere, con le Amministrazioni comunali, a definire strumenti di programmazione e pianificazione volti a raggiungere gli obiettivi previsti dalla legge, come "l’adozione dei Piani di riorganizzazione dei servizi che l’ATO Toscana Sud ha avviato con l’introduzione di modalità di raccolta “porta a porta”, raggiungendo, nel corso del 2016, ottimi risultati. Un obiettivo posto per tutte le 17 aree che costituiscono il territorio dell’ATO entro la fine del 2017, così da dare seguito alla riorganizzazione generale dei servizi entro il 2018".

Nello specifico della realtà senese, Valentini ha affermato che "tale riorganizzazione dovrà contemplare l’estensione della raccolta dei rifiuti organici in tutto il centro storico e del servizio porta-a-porta anche nei quartieri periferici", ma che "ogni obiettivo porta con sé un aumento dei costi che va attentamente valutato allo scopo di non gravare sulla tariffazione delle utenze domestiche".

Il sindaco ha concluso sostenendo che "è comunque importante poter beneficiare di una rete di impianti industriali e di un sistema produttivo in grado di comprare e rigenerare i rifiuti".

Bruttini ha ringraziato il sindaco per la risposta e "i dati e le informazioni che ci riguardano da vicino: è necessario un lavoro congiunto per raggiungere gli obiettivi della raccolta differenziata".

7) APPROVATO IL BILANCIO DI PREVISIONE 2017/2019 DELLA BIBLIOTECA COMUNALE DEGLI INTRONATI

Il Consiglio Comunale ha approvato il bilancio di previsione per il 2017/2019 della Biblioteca comunale degli Intronati.

"L’Ente è tra i più prestigiosi e importanti per la città, per la ricchezza dei servizi bibliotecari e per l’offerta culturale complessiva – ha introdotto il sindaco Bruno Valentini -. Il suo bilancio permetterà l'avanzamento dei progetti in atto, il proseguimento degli interventi di tutela e conservazione del patrimonio, e il mantenimento del livello quantitativo e qualitativo dei servizi, grazie anche alla conferma dell’incremento del contributo comunale dopo la cessazione di quello della Provincia".

Le entrate sono costituite da: un contributo ordinario del Comune di 350mila euro, mentre le entrate proprie provenienti dalla vendita e dall'erogazione di servizi ammontano a 9mila euro; contributo finalizzato per il progetto relativo alla Rete documentaria e bibliotecaria senese - Redos da parte della regione Toscana di 190mila euro, di cui 80mila per spese in conto capitale e 110mila in conto corrente; il contributo di Ales Arte Lavoro e Servizi s.p.a. (ex Arcus s.p.a) reimputato nel 2017 di cui residuano 120mila euro; i trasferimenti dai Comuni e Unioni di Comuni che aderiscono alla Redos per un importo complessivo di 21mila euro circa; sponsorizzazioni da imprese per 16mila euro.

"Per quanto riguarda la spesa – ha proseguito il sindaco - si investirà soprattutto in innovazione tecnologica e strumentazione tecnica, arredi e infrastrutture, servizi per il pubblico, mantenendo un buon livello di qualità nei servizi all'utenza. Il numero dei prestiti si mantiene molto elevato: circa 100mila lo scorso anno con flussi di utenza tra i 350 e 500 ingressi giornalieri. Gli operatori effettuano una transizione ogni 30 secondi circa, cercando di impegnare tutte le possibili risorse, come progetti speciali, servizio civile, associazioni di volontariatoo, ecc. Da ricordare, inoltre, che la Biblioteca degli Intronati è istituto di coordinamento della rete documentaria e bibliotecaria senese (Redos), di cui fanno parte 31 biblioteche di enti locali più 4 istituti culturali e tutti gli archivi storici comunali".



6) LA SICUREZZA STRADALE E DEGLI ATTRAVERSAMENTI PEDONALI TEMA DELL’INTERROGAZIONE DI GIULIA PERICCIOLI
L’assessore Maggi: "Le aree sono state individuate secondo criteri che hanno tenuto conto dei flussi di traffico e dei tassi di incidentalità, nonché dell’eventuale presenza di scuole"

La sicurezza stradale e, in particolare, quella pedonale hanno costituito l’argomento dell’interrogazione presentata nella seduta consiliare odierna da Giulia Periccioli e Simone Vigni (PD). Facendo riferimento alla redazione del Piano Urbano della Mobilità e alla necessità di "attivare tutte le procedure amministrative funzionali alla classificazione delle strade, alla realizzazione di interventi per la sicurezza stradale e all’istituzione di aree con limiti di velocità a 30 km orari", Periccioli ha ricordato come siano già stati avviati interventi di moderazione del traffico, come nel caso delle Logge del Papa, e "che è necessario attivarne altri impostati sulla “priorità pedonale” al fine di migliorare la visibilità e le condizioni degli attraversamenti stradali".

La consigliera ha richiamato il progetto approvato dalla Giunta, nello scorso mese di dicembre, per un importo complessivo di 180mila euro, finalizzato alla riqualificazione degli attraversamenti stradali attraverso l’installazione di attraversamenti pedonali rialzati e opere connesse quali la realizzazione di segnaletica orizzontale ad alto contrasto, illuminazione specifica, isole spartitraffico, dissuasori di sosta metallici e in calcestruzzo oltre lavorazioni stradali e sui marciapiedi. "Tali opere – ha sostenuto – saranno eseguite lungo i viali Cavour e Mazzini, in via Pisacane, in Strada di Pescaia, nella SS 73 Ponente e in via delle Regioni e costituiranno una prima risposta per il miglioramento degli standard di sicurezza pedonale in tali aree ad alto tasso di incidentalità pregressa. Vi sono però altre zone del territorio comunale che, per le stesse motivazioni, richiedono interventi analoghi".

Periccioli ha chiesto di "essere informata sullo stato dei lavori e di conoscere quali ulteriori aree potranno beneficiare di analoghi interventi per la sicurezza pedonale" e, più in particolare, "se l’Amministrazione intende istituire zone a velocità moderata con il limite dei 30 km orari".

L’assessore alla Mobilità, Stefano Maggi, dopo aver citato la delibera di Giunta e l’atto dirigenziale con i quali sono stati approvati i progetti definitivo ed esecutivo, ha confermato la prossima realizzazione degli interventi richiamati, "per i quali è stata inoltrata richiesta di cofinanziamento alla Regione Toscana sul bando per la sicurezza stradale. Non appena conosceremo l’esito della nostra richiesta e sarà pubblicata la graduatoria dei progetti ammessi a finanziamento, potremo procedere con le procedure amministrative per la gara d’appalto".

Maggi ha affermato che "le aree oggetto di tali interventi sono state individuate secondo criteri che hanno tenuto conto dei flussi di traffico e dei tassi di incidentalità delle strade, nonché dell’eventuale presenza di istituti scolastici". Rispetto all’estensione del limite di velocità a 30 km/h, l’assessore ha sostenuto che "il Piano Urbano della Mobilità, in corso di stesura, prevede l’istituzione di detto limite in alcune aree e tale operazione sarà accompagnata da una serie di appositi strumenti di controllo".

Periccioli ha affermato che avrebbe preferito "interventi più tempestivi, così come sono da tempo richiesti dalla cittadinanza" e di comprendere "la necessità di accedere al bando regionale per il cofinanziamento di queste opere che hanno un costo rilevante". La consigliera ha concluso riservandosi di tornare sull’argomento tra qualche mese.



5) MATRICI XILOGRAFICHE DEL MANIFESTO DEL PALIO: L’ASSESSORE VANNOZZI RISPONDE ALL’INTERROGAZIONE DI GIUSEPPE GIORDANO

"Le matrici xilografiche del manifesto del Palio del 1928 sono ancora nella disponibilità del Comune? In caso contrario è stata presentata denuncia di smarrimento?" Questa, in sintesi, la richiesta di informazioni di Giuseppe Giordano (Movimento Civico Senese) con l’interrogazione presentata oggi in Consiglio comunale.

Come ha ricordato il consigliere, già nel novembre 2015, insieme a Eugenio Neri, aveva chiesto di conoscere lo stato conservativo degli intagli lignei, matrici policrome che, in origine, permettevano la composizione del manifesto per i Palii di luglio e di agosto: "Dalla risposta fornita dall’allora assessore alla Cultura, Massimo Vedovelli, il consesso aveva appreso che le matrici, realizzate da Dario Neri, uno dei più illustri artisti senesi e italiani, si trovavano nei depositi del Museo Civico". Sempre riportando quanto detto da Vedovelli, Giordano ha sostenuto che "l’Amministrazione si sarebbe impegnata a promuovere un’azione di tutela del manifesto", ovvero "un’adeguata azione di tutela delle stesse matrici".

Il consigliere ha però portato a conoscenza dell’assemblea una notizia diffusa dai social network in base alla quale "sembra che parti di queste matrici xilografiche siano andate smarrite, circostanza che sarebbe confermata anche da una pubblicazione". "Se ciò fosse vero – ha evidenziato – sarebbe un fatto gravissimo, non solo per la tutela della festa, in quanto il manifesto ne è l’icona, ma anche perché l’Amministrazione avrebbe pubblicamente fornito notizie false sulla conservazione dell’opera".

L’assessore alla Cultura, Francesca Vannozzi, ha sostenuto che "la matrice lignea era considerata come un oggetto di uso comune per la sua funzione di stampa e soltanto con il suo spostamento nei magazzini del Museo Civico, avvenuta negli ann’80, ha assunto una valorizzazione come bene storico-culturale".

L’assessore ha poi precisato che la matrice "è attualmente conservata in stato frammentario, come specificato nella scheda redatta in occasione della mostra Palio Memorabilia del 2015 e nella pratica di prestito per la stessa mostra inoltrata alla competente Soprintendenza". "Si tratta – ha proseguito – di una sola matrice concepita come insieme di elementi modulari fissi e variabili, dei quali risultano attualmente irreperibili due pannelli: quello iconico superiore con la rappresentazione del Cavaliere e quello lungo inferiore con la didascalia esplicativa contenente la spiegazione delle varie fasi del corteo storico. Elementi che, al momento del reperimento e del conseguente trasporto nei depositi del Museo Civico, risultavano già mancanti e che non consentono la ricostruzione dell’avvenuta dispersione e quindi la possibilità di adire ad azioni legali in merito".

Giordano ha ringraziato per la risposta "che permette di avere un quadro più chiaro" e ha dichiarato di "comprendere le difficoltà nella ricostruzione dei passaggi nei quali si è determinato lo smarrimento di due intagli lignei sui venti che componevano la matrice".

Il consigliere ha concluso rivolgendo l’invito all’Amministrazione comunale a presentare "una formale quanto opportuna denuncia di smarrimento indipendentemente dalla possibilità di rinvenire gli intagli perduti".



4) DA ENZO DE RISI UN’INTERROGAZIONE SUI PROCESSI DI RIORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DEL 118 E DELLA CONTINUITÀ ASSISTENZIALE
L’assessore alla Sanità, Anna Ferretti, ha risposto partendo dalla lettura di una nota del direttore generale dell’azienda USL Toscana sud-est, Enrico Desideri

La separazione tra i numeri telefonici del servizio di emergenza urgenza 118 e della continuità assistenziale (ex guardia medica) è stata oggetto dell’interrogazione presentata nella seduta consiliare odierna da Enzo De Risi (Cittadini di Siena) e sottoscritta da Pasquale D’Onofrio.

Il consigliere ha affermato come "tale modalità organizzativa, peraltro attuata senza confronto sindacale, rappresenti un incomprensibile ritorno al passato e un’evidente complicazione per i cittadini, nei confronti dei quali non è stata fatta un’adeguata campagna informativa".

Richiamando anche "il diverso trattamento tra le province di Siena e Grosseto che hanno subito questo cervellotico modello organizzativo, da una parte, e quella di Arezzo, dall’altra" ed esternando dubbi sulla gestione del call center del nuovo numero della continuità assistenziale, De Risi ha domandato al sindaco "se, condividendo le stesse preoccupazioni, intende chiedere alla direzione dell’azienda USL Toscana sud-est le incomprensibili motivazioni che hanno prodotto tali cambiamenti", sollecitando un ripensamento "su questo inadeguato modello organizzativo e il ritorno al numero automatizzato del 118".

L’assessore alla Sanità, Anna Ferretti, ha risposto partendo dalla lettura di una nota del direttore generale dell’azienda USL Toscana sud-est, Enrico Desideri: "Le principali finalità dell’attuale processo di riorganizzazione del sistema di emergenza territoriale che fa capo alla centrale operativa 118 sono quelle di assicurare uno standard assistenziale uguale per tutti i cittadini dell’area vasta sud-est, stabilizzare il personale medico precario e dare piena attuazione alla normativa vigente per il settore".

Rispetto alle modalità organizzative del servizio, l’assessore ha affermato che "il funzionamento del sistema dell'emergenza territoriale richiede un triage che viene svolto dal personale infermieristico di centrale, con risultati inconfutabilmente buoni". "Relativamente al fatto che le chiamate per la continuità assistenziale non necessitano di triage – ha proseguito – è utile richiamare alcuni aspetti organizzativi e normativi sulle prestazioni a bassa intensità e priorità. Il servizio di continuità assistenziale ha la funzione di garantire negli orari notturni e nei giorni prefestivi e festivi la continuità dell'assistenza offerta di norma dal medico di medicina generale e dal pediatra di libera scelta. Normalmente il cittadino si rivolge direttamente al proprio medico curante in un rapporto che non ha bisogno di triage e il medico ha un lasso di tempo per evadere la richiesta, in quanto essa non riveste i caratteri dell'urgenza. Gli operatori della continuità assistenziale, pur non effettuando triage in quanto non richiesto, sono tuttavia in grado di rilevare quelle situazioni nelle quali, per cautela, sia consigliabile procedere ad un approfondimento della situazione, trasferendo prontamente la chiamata al servizio di

emergenza sanitaria territoriale118". Nel merito della scelta di separare i numeri telefonici dei due servizi, la nota ha sostenuto come "questa sia ispirata allo schema di accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano sul documento Linee di indirizzo sui criteri e le modalità di attivazione del Numero Europeo armonizzato a valenza sociale 116117. Nella realtà delle province di Siena e Grosseto tali indicazioni sono state attuate con modalità che assicurano livelli di qualità e di sicurezza uguali, se non addirittura superiori, a quelli dei sistemi utilizzati da altre aziende sanitarie".

L’assessore ha aggiunto di condividere le preoccupazioni espresse nell’interrogazione: "Si tratta di un cambiamento di un sistema efficace e collaudato. I percorsi nuovi non sono mai perfetti in fase iniziale e hanno bisogno di essere rodati; a questo possiamo aggiungere che, oggettivamente, c'è stata una carenza informativa e la sensazione che tutto corresse molto in fretta. Per questo, ci siamo attivati da subito nel chiedere più comunicazione e un maggiore coinvolgimento dei medici e di tutti gli operatori interessati in questo nuovo percorso: l'incontro pubblico che abbiamo promosso il 19 gennaio scorso alla Biblioteca comunale, che fa del nostro Comune l’unico ad averlo realizzato in tutta l’area di Siena e Grosseto, rispondeva proprio a queste istanze".

Ferretti ha sostenuto che "l’azienda USL Toscana sud-est ha monitorato con attenzione tutte le segnalazioni pervenute, analizzando le risposte fornite agli utenti e verificando eventuali disservizi, allo scopo di aggiornare e rendere sempre più efficaci i protocolli operativi da seguire". Quanto alle motivazioni che hanno prodotto il processo riorganizzativo in atto, "queste risiedono nella necessità di riorganizzare il sistema per ottenere un uso razionale delle risorse più in linea con gli standard italiani ed europei. Questi principi sono espressi nella delibera regionale n°1235/2012 che prevedeva una centrale per ciascuna Area Vasta regionale e in quella successiva del 2013 in cui fu definito il passaggio da tre a due sedi, prima di arrivare a una sede unica per tutta l'area vasta". Infine, rispetto alla divisione dei numeri telefonici del 118 e della continuità assistenziale, Ferretti ha affermato che "ripetutamente gli accordi Stato-Regioni hanno previsto percorsi diversi per l'emergenza e la continuità assistenziale. L'indicazione è che si arrivi a due numeri: il 112 per l'emergenza (compresi Vigili del Fuoco e Protezione Civile) e il 116117 per la continuità assistenziale. Questo non significa penalizzare i cittadini ma offrire, con soluzioni diverse, risposte che siano in grado di tutelare il loro diritto alla salute".

L’assessore ha concluso ricordando che "in Toscana il numero unico del 118 per entrambi i servizi esisteva solo a Lucca e a Siena. Un analogo processo di scorporo dei due numeri è avvenuta nella provincia di Lucca circa un anno fa. Si tratta, pertanto, di prendere le misure con il nuovo sistema. Il 118 risponde sempre e a tutti, sta a noi cittadini usarlo bene".

De Risi ha ringraziato l’assessore per la risposta e ha definito "arrogante il comportamento tenuto dall’azienda e dal suo direttore, Enrico Desideri, il quale ha equiparato il risponditore della continuità assistenziale al medico di medicina generale".



3) IN CONSIGLIO UN ULTERIORE PASSAGGIO CONOSCITIVO SUI PROCESSI DI RIORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI 118 E GUARDIA MEDICA
L’assessore Ferretti ha risposto all’interrogazione di Giuseppe Giordano

Il recente scorporo dei numeri telefonici del 118 e della continuità assistenziale (ex guardia medica) è stato ulteriormente discusso in Consiglio con l’interrogazione presentata, nella seduta odierna, da Giuseppe Giordano (Movimento Civico Senese) e sottoscritta anche da Andrea Corsi e Massimo Bianchini (L’Alternativa) e da Pietro Staderini (Sena Civitas).

Facendo riferimento alla repentinità con la quale è avvenuto tale cambiamento "con tempi minimi di preavviso e ai relativi disservizi percepiti dalla popolazione e dagli stessi operatori sanitari", Giordano ha sottolineato come "queste modifiche rischino di generare una sorta di auto-triage dei pazienti, in quanto le telefonate non saranno più processate da infermieri in grado di effettuare triage appropriati". Dopo aver richiamato le dichiarazioni alla stampa dell’assessore alla Sanità, Anna Ferretti, la quale aveva sostenuto che "per quanto riguarda il 118, non verranno apportati tagli o modifiche, nella provincia di Siena, agli attuali 13 punti di emergenza territoriale (PET, ndr) ove è presente il medico", il consigliere ha espresso le proprie criticità e preoccupazioni "per il progressivo spostamento verso Arezzo di attività e servizi che prima insistevano nella nostra città e per l’accorpamento delle sedi del 118 di Siena e Grosseto, mentre quella aretina resta autonoma nonostante che il suo territorio rappresenti un bacino di utenza minore rispetto alle altre due". "Dobbiamo inoltre considerare le patologie tempo-dipendenti – ha aggiunto – come ictus, infarti e grandi traumi, che finora sono state trattate efficacemente grazie all’organizzazione del servizio 118 della nostra area territoriale: circostanze che confermano l’inopportunità di mettere mano all’organizzazione di un sistema che funzionava bene".

Alla richiesta di conoscere aggiornamenti dettagliati sui processi richiamati e "che tipo di interlocuzione ci sia stata con i vertici dell’azienda USL Toscana sud-est, il presidente della commissione Sanità e l’assessore al Diritto alla Salute regionale, e quali iniziative siano state adottate, nei confronti di questi soggetti, a tutela dei cittadini e degli operatori sanitari senesi", ha risposto l’assessore alla Sanità, Anna Ferretti: "Le principali finalità del processo in atto di riorganizzazione del sistema di emergenza territoriale che fa capo alla centrale operativa 118 – ha detto – sono quelle di assicurare uno standard assistenziale uguale per tutti i cittadini dell’area vasta sud-est, stabilizzare il personale medico precario e dare piena attuazione alla normativa vigente per il settore".

Rispetto alla separazione dei numeri telefonici della continuità assistenziale e dell’emergenza-urgenza, l’assessore ha riportato la posizione di Desideri, il quale sostiene che "la scelta si ispira allo schema di accordo nazionale siglato tra Governo e Regioni e che, per quanto riguarda Siena e Grosseto, le linee guida sono state attuate con modalità che assicurano un livello di qualità del servizio uguale, se non addirittura superiore, ad altre aziende sanitarie". Inoltre, "non è stata depotenziata alcuna realtà a discapito di altre – cita ancora la nota – nemmeno sotto il profilo della logistica e della dotazione di attrezzature: se c’è stato qualche spostamento, ha riguardato beni eccedenti il fabbisogno di un singolo territorio a favore del dipartimento di emergenza urgenza comprendente i tre ambiti provinciali".

Rispetto all’attività di triage, l’assessore ha sottolineato come "gli operatori della centrale sono sempre in grado di rilevare quelle situazioni in cui, per cautela, sia consigliabile procedere ad approfondimenti della situazione, trasferendo prontamente la chiamata al 118".

Sui problemi delle patologie cosiddette “tempo dipendenti” Ferretti ha informato che "l’azienda USL Toscana sud-est opera secondo indicazioni regionali che mirano all’uniformità: nello scorso mese di dicembre è stata approvata la delibera n°1378 sulle reti cliniche “tempo dipendenti” per definire protocolli uguali di intervento".

Per quanto riguarda le iniziative poste in essere dall’Amministrazione comunale, Ferretti ha ricostruito i vari passaggi di confronto con i vertici dell’azienda: "Alle nostre perplessità su questi cambiamenti importanti e repentini – ha specificato –ci è stato risposto che tutti i tavoli di confronto erano stati avviati. Abbiamo comunque sollecitato, anche nei giorni seguenti, un’adeguata campagna informativa: c’è stato assicurato che chiunque avesse composto il numero 118 avrebbe ricevuto risposta e sarebbe stato indirizzato al nuovo numero attivo. Ci siamo nuovamente incontrati il 5 gennaio e il 25 gennaio per monitorare il servizio e vedere come venivano risolti i problemi che si erano presentati, oltre che promuovere l'incontro pubblico del 19 gennaio: siamo stati l’unico Comune in tutta la provincia ad averlo realizzato".

Ferretti ha concluso sostenendo che "l'assessore regionale, Stefania Saccardi, e il presidente della terza commissione, Stefano Scaramelli, hanno seguito il percorso, sono stati informati e hanno sollecitato l'azienda a intervenire per non creare problemi all'utenza. In occasione dell'inaugurazione, Stefano Scaramelli ha chiesto di valutare attentamente il territorio nel riflettere sulla funzionalità dei PET e l'assessore Saccardi ha assicurato la sua attenzione in materia. Lo scorso 23 marzo, a seguito dello stato di agitazione proclamato dall’Intersindacale Medica Emergenze-Urgenze Usl Toscana sud est, è uscito il comunicato in cui “le parti hanno poi convenuto per la creazione di un tavolo di confronto permanente fra azienda e sindacati a cui sottoporre le future determinazioni in merito alla organizzazione del sistema”. Anche l’Amministrazione, preso atto della sospensione dello stato di agitazione ha invitato l’Azienda ad avere la massima attenzione su questo tema".

Giordano ha evidenziato che "la costituzione del Tavolo recupera tardivamente il mancato coinvolgimento dei professionisti di settore nella riorganizzazione del servizio" e ha invitato l’assessore "a mantenere alto il controllo su alcuni aspetti: evitare che il nuovo modello organizzativo fornisca risposte significativamente diverse a seconda del territorio; la necessità di armonizzare le dotazioni tecnologiche e farmacologiche; ripristinare il sistema di qualità utile a monitorare e adeguare le modalità operative del sistema sanitario".



2) LA GUIDA OPERATIVA DEL COMUNE SUL LINGUAGGIO NON SESSISTA: L’ASSESSORE TARQUINI RISPONDE ALL’INTERROGAZIONE DI GIORDANO
"Una pubblicazione che ha messo a sistema le linee guida nazionali e regionali sul tema e che ci è già stata richiesta da altri Comuni e dalla Regione Toscana"

La guida operativa per l’uso di un linguaggio non sessista negli atti e nei documenti del Comune di Siena, redatta nel corso del 2016 e consegnata anche ai consiglieri, è stata oggetto dell’interrogazione presentata, nella seduta odierna, da Giuseppe Giordano (Movimento Civico Senese) e sottoscritta dal gruppo consiliare Laura Sabatini e Alessandro Trapassi e da Pietro Staderini (Sena Civitas). Segnalando come "la Regione Toscana abbia finanziato uno specifico progetto, in base alle legge regionale n°16/09, che ha portato alla pubblicazione di un documento contenente Linee guida per l’uso del genere nel linguaggio amministrativo", Giordano ha domandato all’assessore competente se "la stesura della Guida sia avvenuta con la collaborazione della Commissione consiliare Pari Opportunità, Diversità e Diritti umani" e "quali uffici e strutture amministrative siano stati coinvolti e per quanto tempo ne siano stati impegnati". Inoltre, il consigliere ha chiesto di conoscere "il tipo di competenze specifiche sull’argomento di coloro che hanno lavorato alla redazione della Guida e il costo complessivo dell’operazione".

L’assessore alle Pari Opportunità, Tiziana Tarquini, ha spiegato come per la redazione della Guida siano state messe a sistema sia le linee guida regionali sia le indicazioni prodotte dal dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Parlamento Europeo e dall’Accademia della Crusca insieme al CNR. "La Guida – ha sottolineato – ha l’intento di accompagnare e agevolare il personale amministrativo nell’azione interpretativa e d'uso, ponendosi come uno strumento agile e pratico. Accompagna il dipendente nel procedimento logico da seguire per un uso non sessista della lingua, senza rinunciare a un buon stile italiano. Si tratta di un’operazione tecnica e di sensibilizzazione e la realizzazione della Guida è stata seguita da quattro incontri di formazione per i dipendenti, tenutisi a fine 2016".

Tarquini ha spiegato come l'assessoreto abbia seguito la Direttiva sulla semplificazione del linguaggio amministrativo del 2002 e le Misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne nelle amministrazioni pubbliche del 2007, oltreché in attuazione del Piano triennale azioni positive 2014/16 e nel Documento Unico di Programmazione (DUP, ndr) 2016/18 approvati, rispettivamente, da Giunta e Consiglio. "Inoltre, come sottolineato nell'obiettivo strategico del DUP, all'inizio del mandato sono state coinvolte le associazioni femminili cittadine per la formazione del “Tavolo Politiche di genere”, chiamato a svolgere funzioni propositive e consultive nei confronti dell’Amministrazione. Al momento dell'insediamento del Tavolo, la Commissione Pari Opportunità, Diversità e Diritti umani non era ancora insediata e quindi non abbiamo potuto impostare una proposta di lavoro congiunta. Dai prossimi incontri le riunioni del Tavolo saranno fatte unitamente alle due commissioni consiliari competenti".

Per quanto riguarda le strutture comunali coinvolte, l’assessore ha risposto che la Guida è stata elaborata dall’ufficio Pari Opportunità in collaborazione sia con il Centro culturale delle donne “Mara Meoni”, facente parte del gruppo Stereotipi e linguaggio del Tavolo comunale Politiche di Genere, sia con il Comitato Unico di Garanzia (CUG) per le Pari Opportunità, per la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni, che ha sostituito il Comitato di ente per le Pari Opportunità Uomo-Donna. Il CUG è uno strumento di partecipazione interno, a supporto tecnico dell’attività dell’Amministrazione sulle materie attinenti le Pari Opportunità, il benessere organizzativo e il contrasto delle discriminazioni. "Il Comitato – ha proseguito l’assessore – ha chiesto all’Amministrazione, fin dal 2012, di lavorare sul linguaggio amministrativo in attuazione delle citate Misure del 2007 e l’Amministrazione ha inserito l’azione sul linguaggio nel Piano triennale azioni positive 2014/16".

Tarquini ha poi illustrato le competenze specifiche e i percorsi formativi di chi ha collaborato alla stesura della Guida: "Per il Centro “Mara Meoni” ha partecipato ai lavori Teresa Lucente, laureata in Lingue e Letterature straniere moderne e in Discipline etno-antropologiche, la quale ha frequentato importanti corsi di formazione, a livello nazionale, sulla linguistica di genere e sugli studi di genere applicati in ambito filosofico, storico e linguistico e che, attualmente, collabora all'Istituto filosofico di Napoli occupandosi proprio del linguaggio delle donne". L’assessore ha specificato come Teresa Lucente abbia prestato le proprie competenze senza ricevere alcun compenso, in quanto componente del Tavolo. Per il CUG ha collaborato la presidente Daniela Peccianti, dipendente comunale che opera nell’ufficio Pari Opportunità dal 2006 e ha frequentato appositi corsi di formazione sul genere, diventando coach di bilancio di genere. "Prima di diventare presidente del CUG, nel 2012, è stata componente e poi vicepresidente del Comitato di ente per le Pari Opportunità Uomo-Donna. Ha seguito, negli anni, la redazione di varie pubblicazioni per l’ufficio Pari Opportunità, come la piccola guida su Come conciliare i tempi di vita e di lavoro? (2009); Scuola e Genere: percorsi di crescita (2011) e Bilancio di Genere (2015)". Inoltre, ha partecipato alla parte organizzativa anche Tiziana Schena, assegnata all'ufficio Pari Opportunità dal febbraio 2016.

Rispetto al rapporto tempo/lavoro impiegato dal personale comunale che ha redatto e pubblicizzato la Guida, l’assessore ha spiegato che "questo tipo di attività rientra, a tutti gli effetti, nelle mansioni dell'ufficio Pari Opportunità e non ha avuto uno spazio esclusivo, ma è stato portato avanti insieme a tutte le altre cose".

Infine, rispetto ai costi sostenuti, Tarquini ha affermato che <purtroppo non è stato possibile utilizzare la tipografia comunale nel periodo degli incontri informativi e quindi siamo dovuti ricorrere a una tipografia esterna. Il costo per la stampa, limitato ai soli partecipanti dei moduli formativi, è stato di 180 euro più IVA. Eventuali ristampe saranno prodotte con la nostra tipografia, anche se la Guida è online, nel sito del Comune, nella sezione dedicata alla Pari Opportunità. Aggiungo, a questo proposito, che la Guida ci è stata già richiesta da altri Comuni e dall'ufficio Pari Opportunità della Regione Toscana".

Soddisfatto il consigliere Staderini "per la risposta esaustiva e articolata".



1) NON PASSA LA MOZIONE SULLA FONDAZIONE MPS PRESENTATA, DAI GRUPPI DI OPPOSIZIONE, DURANTE LA SEDUTA STRAORDINARIA DEL CONSIGLIO COMUNALE

Respinta la mozione sulla Fondazione MPS con la quale i gruppi dell’opposizione, dopo aver ripercorso la sua genesi e le vicissitudini attraversate negli ultimi anni, in stretta connessione con l’andamento registrato dalla Banca, chiedevano l’impegno del sindaco affinché "l’elenco dei candidarti a far parte della Deputazione Generale fosse sottoposto all’attenzione del Consiglio comunale per essere scelti, concordemente, sulla base dei requisiti curriculari, con l’obiettivo di garantire il massimo impegno e cura della comunità senese, e un auspicabile e doveroso ascolto delle proposte e dei suggerimenti dello stesso Consiglio".

A firmare l’atto, discusso questa mattina durate una seduta straordinaria del Consiglio comunale: Michele Pinassi e Mauro Aurigi (Siena 5 Stelle), Giuseppe Giordano (Movimento Civico Senese), Adrea Corsi e Massimo Bianchini (L’Alternativa), Ernesto Campanini (Sinistra per Siena, RC, SsM), Enzo De Risi (Cittadini di Siena), e il gruppo Laura Sabatini e Alessandro Trapassi.

Come aveva illustrato Michele Pinassi, si trattava di un impegno che doveva "precedere le designazioni già fatte, invece, dal sindaco per la valutazione di una proposta atta a prevedere la gestione della Fondazione nell’ambito della comunità senese, e adeguare la sua struttura alla nuova realtà economica e patrimoniale avvalendosi anche della conferenza dei Capigruppo, al fine di garantire un Ente slegato da influenze esterne al territorio, e in grado di utilizzare opportunatamente il residuo patrimonio per il rilancio della città". Durante la discussione Pasquale D’Onofrio (Gruppo Misto) ha presentato un Ordine del Giorno con il quale si chiedeva di "dare mandato alle Commissioni Affari Generali e Garanzia e Controllo, aperte a tutti i capigruppo, di intraprendere un esame congiunto della normativa in vigore, avvalendosi a titolo gratuito di esperti qualificati, così da comprendere e riferire al Consiglio Comunale. Ma anche di appurare se vi è un modo corretto di rappresentare, da parte del Consiglio, le istanze della comunità alla Fondazione MPS così da stabilire le priorità di intervento per il territorio. Infine, se vi è la possibilità di un percorso per addivenire ad un diverso modello di gestione del patrimonio della Fondazione". Un atto che, in seguito alle informazioni date in aula dal sindaco Bruno Valentini, lo stesso proponente, ritenendo intempestivo ma comunque valido l’intero dispositivo dell’odg, chiedeva la trasformazione in mozione, ma per motivi procedurali la conversione non era più possibile, pertanto è stato messo in votazione e respinto dal consesso.

Infatti come ha informato il primo cittadino "è in atto, tra il Comune e il Ministero delle Finanze un’interlocuzione a seguito di una lettera inviata dal presidente della Fondazione Marcello Clarich sul tema dell’ “indipendenza” dei designati rispetto al vincolo statutari, visto che, per natura, non rappresentano l’Ente che li ha indicati". Come ha evidenziato "Speriamo – ha proseguito – di avere un riscontro positivo sul nostro atto di indirizzo che cerca di riavvicinare alla città e al territorio i membri della Deputazione Generale. Da parte mia, per quanto mi è possibile, continuerò a richiamare l’attenzione per il rispetto dell’atto approvato dal Consiglio Comunale affinché la Fondazione sia per lo sviluppo e l’occupazione della città, più vicina e trasparente nel suo agire".

Approvato l’altro Ordine del Giorno a firma del gruppo Nero su Bianco (Maria Isabella Becchi e Alessandro Piccini), che ha incentrato l’attenzione sull’impegno del sindaco per una revisione dello Statuto della Fondazione MPS. "Dalla riduzione dei componenti della Deputazione Generale ai compensi degli amministratori; ma anche la necessità di ricreare le condizioni per un proficuo e sempre più stretto rapporto con il Comune, e chiarire definitivamente che il carattere “indipendenza” non sottrae i componenti degli organi della Fondazione dalle responsabilità, secondo legge, verso la comunità senese, delle scelte e decisioni assunte. Infine, era stato chiesto l’impegno a richiedere ai nominati del Comune che fra gli obiettivi già indicati nei documenti d’indirizzo approvati dal Consiglio comunale lo scorso 28 febbraio diventino strutturali: la creazione di un pool qualificato permanente con professionalità provenienti dalle istituzioni senesi, sotto la regia della stessa Fondazione, allo scopo di favorire un’attività di ricerca di tutti i possibili finanziamenti esterni; la creazione di un apposito fondo a sostegno dello sviluppo del territorio e la valorizzazione e preservazione del patrimonio della FMPS". Il documento è stato rafforzato nei contenuti da un emendamento a firma di Pietro Staderini (Siena Civitas) e Mauro Marzucchi (Siena Futura) con il quale, come ha spiegato lo stesso Staderini "nel rispetto di quanto previsto all’art. 7 dello Statuto della Fondazione i designati del Comune di Siena devono essere invitati a considerare le indicazioni contenute nella mozione programmatica definita dal Consiglio Comunale".
 
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