Mercoledì, 1 aprile 2020
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ARTE, SCIENZA E CULTURA

Simona Lo Iacono vince il XXX Premio Letterario Chianti

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Scelto da 350 giurati il suo romanzo 'Le streghe di Lenzavacche'
La premiazione nella Fattoria Castello Di Verrazzano

simonaloiacono2017E' Simona Lo Iacono con 'Le streghe di Lenzavacche' la vincitrice del Premio letterario Chianti. Questo l'esito delle votazioni compiute fino apochi minuti fa nella Fattoria Castello di Verrazzano di Greve in Chianti, dei 350 giurati del Premio letterario Chianti riuniti per proclamare il vincitore tra i sette finalisti della XXX edizione: due in più rispetto ai cinque che hanno animato le precedenti edizioni. I volumi, editi dal 1 gennaio 2015 al 30 giugno 2016, erano stati presentati dagli autori alla giuria popolare, dal 18 febbraio al 6 maggio, toccando diversi Comuni del Chianti. Una carovana itinerante della cultura, tra il gusto della lettura e il piacere del paesaggio.
Nata a Siracusa nel 1970, magistrato, Simona Lo Iacono presta servizio presso il tribunale di Catania. Ha pubblicato diversi racconti e vinto concorsi letterari di poesia e narrativa.
In rappresentanza di Simona Lo Iacono, il premio è stato ritirato da Anna Maria Riva, che ha letto un messaggio della scrittrice vincitrice: il libro "è un figlio fortunato. Le streghe mi hanno riservato ogni genere di delicatezza..." e aiutato "a credere nei sogni anche qunado tutto sembrava perduto".

Gli altri autori in gara erano Giulio Perrone ('L’esatto contrario', Rizzoli Editore), Marco Missiroli ('Atti osceni in luogo privato', Feltrinelli Editore), Yigal Leykin ('Una vita qualunque', Giuntina Editore), Gianluca Barbera ('La truffa come una delle belle arti', Compagnia Editoriale Aliberti), Patrizio Fiore ('Il ricamo mortale', Tullio Pironti) e Marino Magliani ('Carlos Paz e altre mitologie private', Amos Edizioni).

Il Premio è stato ideato dallo scrittore Paolo Codazzi nel 1987 e fondato in collaborazione tra il Comune di Greve in Chianti e l'associazione culturale 'Stazione di Posta'.
Al vincitore attribuito un riconoscimento di 2000 euro. Un contributo di 1000 euro agli altri autori e a tutti la consegna della riproduzione bronzea del dipinto 'Allegoria del Chianti' di Giorgio Vasari, opera del maestro orafo Mauro Bandinelli. L'allegoria è stata donata in memoria dell'indimenticato Giorgio Luti, presidente della Giuria Tecnica dalla fondazione fino al 2008, anche a Franco Manescalchi come cofondatore con Paolo Codazzi della rivista 'Stazione di Posta' e membro della giuria tecnica nei primi anni del Premio; a Laura Cappelli, fondatrice e conduttrice fin dal 1987 della scuola di danza di Greve in Chianti che ha educato alla danza e non solo centinaia di bambine e bambini del territorio; a Stefano Bernazzani, vincitore del Premio nel 2009 con il romanzo 'L'inverno che non dimenticheremo' (ed. Moby Dick).

Al tavolo della finale presenti il Sindaco di Greve Paolo Sottani, Comune capofila, con l'Assessore alla Cultura Lorenzo Lotti, Paolo Codazzi e Giuseppe Panella, presidente del comitato tecnico composto da Codazzi, Silvia Martelli, Cecilia Bordone, Emanuele Grazzini, Samuele Megli, Paolo Santagati, Andrea Pucci, Deborah Montagnani. L'iniziativa è promossa dai Comuni di Greve in Chianti, Radda in Chianti, San Casciano, Impruneta, Tavarnelle, Barberino Val d'Elsa, Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Castelnuovo Berardenga e dall'Associazione Culturale 'Stazione di Posta'.

La kermesse, quest'anno sostenuta anche da Coop-Cooperativa Italia Nuova di Greve in Chianti, la Società di Mutuo Soccorso e Fratellanza di Greve in Chianti, il Rotary San Casciano-Chianti e la Banca Cambiano, è inserita dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali tra quelle di rilievo nazionale nell'ambito del Progetto 'Italia Pianeta Libri'.

"Le streghe di Lenzavacche" vennero chiamate nel 1600 in Sicilia un gruppo di mogli abbandonate, spose gravide, figlie reiette o semplicemente sfuggite a situazioni di emarginazione, che si riunirono in una casa ai margini dell'abitato e iniziarono a condividere una vera esperienza comunitaria e anche letteraria. Furono però fraintese, bollate come folli, viste come corruttrici e istigatrici del demonio.

Secoli dopo, durante il fascismo, una strana famiglia composta dal piccolo Felice, sua madre Rosalba e la nonna Tilde, rivendica una misteriosa discendenza da quelle streghe perseguitate. Assieme al giovane maestro Mancuso si batteranno contro l’oscurantismo fascista per far valere i diritti di Felice, bambino sfortunato e vivacissimo.
 
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