Sabato, 8 agosto 2020
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SIENA

Siena, arrestato dalla Polizia il latitante Johnny lo Zingaro

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Assieme al latitante sono stati arrestati anche la compagna e alcuni fiancheggiatori

johnnylozingaro650vJohhny lo Zingaro è stato arrestato in un appartamento di Taverne d'Arbia, in provincia di Siena. Assieme al latitante sono stati arrestati anche la compagna e alcuni fiancheggiatori. L'operazione è stata svolta da agenti dello Sco della Polizia, delle squadre mobili di Cuneo, Lucca e Siena e dagli uomini del Nucleo investigativo centrale della Polizia Penitenziaria.

Johnny lo Zingaro è stato tradito dall'amore per una donna- Secondo quanto si è appreso, al momento dell'irruzione, l'uomo era in compagnia di Giovanna Truzzi, 58 anni, evasa a sua volta dagli arresti domiciliari che stava scontando a Pietrasanta, in provincia di Lucca.

La sua fuga è durata meno di un mese. Johnny Lo Zingaro, uscito il 30 giugno, come tutti i giorni, dal carcere di Fossano con altri tre detenuti, come lui in regime di semilibertà e ammessi al lavoro esterno, quella mattina non è mai arrivato alla scuola di polizia penitenziaria di Cairo Montenotte, al confine tra le province di Cuneo e Savona. Alle sue spalle una lunga scia di sangue, a partire dalla fine degli anni Settanta, con anche il coinvolgimento nell'inchiesta sulla morte di Pier Paolo Pasolini.



"Questa è la mia ultima fuga". Queste le uniche parole che Giuseppe Mastini, detto Johnny Lo Zingaro, avrebbe detto ai poliziotti che ieri lo hanno catturato in un'abitazione a Taverne d'Arbia (Siena). A riferirlo questa mattina in una conferenza stampa Alfredo Fabbrocini, direttore della seconda divisione del Servizio Centrale Operativo della Polizia. All'operazione hanno lavorato oltre 50 uomini del reparto Squadra Mobile della Polizia di Cuneo, Lucca e Siena e della Polizia Penitenziaria. Fabbrocini ha aperto la conferenza stampa con il ricordo dei colleghi vittime di Johnny lo Zingaro.

In carcere oltre a Johnny lo Zingaro sono finite anche la sua compagna Giovanna Truzzi, anch'essa latitante, e la sorella di quest'ultima, Esterina, con l'accusa di favoreggiamento. Proprio la sorella aveva accolto e nascosto nella sua abitazione di Taverne d'Arbia da diversi giorni i due latitanti.
 
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