Venerdì, 14 agosto 2020
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AMBIENTE ED ENERGIA

Crisi settore forestazione, unanimità del Consiglio regionale ad aprire subito un tavolo per salvare un comparto strategico per la Toscana

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Approvata la mozione di Bezzini (Pd): “Verificare anche lo stato di avanzamento delle procedure burocratiche dei progetti derivanti dal PSR”

simonebezzini2016_650Più attenzione alla crisi economica ed occupazionale delle aziende toscane specializzate negli interventi in materia di forestazione e manutenzione dei boschi. E ieri il Consiglio regionale della Toscana ha dato l’ok alla mozione di cui è primo firmatario il consigliere regionale del Pd Simone Bezzini e in cui si chiede l’apertura di un tavolo per salvare questo comparto strategico per la Toscana.

“Chiediamo – ha detto Bezzini intervenendo in aula- di velocizzare le procedure per spendere i fondi disponibili e di mettere in atto azioni per riequilibrare l'allocazione di risorse per far fronte alle esigenze del sud della Toscana e in particolare del monte Amiata. Abbiamo bisogno di interventi per la cura e la manutenzione dei territori rurali e montani a partire dalla buona gestione delle aree boschive. Dissesto idrogeologico, calamità naturali, incendi, abbandono, sono fenomeni che richiedono opere di contrasto e prevenzione. Far partire investimenti - ha spiegato Bezzini - significa inoltre creare opportunità di lavoro in territori marginali. Conosco la situazione e so quali siano le difficoltà del settore e la sofferenze che stanno vivendo tanti lavoratori del comparto. Continuerò a seguire la tematica affinché tutti gli attori pubblici possano fare di più e meglio di quanto fatto fino ad oggi. Il patrimonio boschivo della Toscana è uno dei più importanti d’Italia e la Toscana ha sempre considerato le politiche forestali fra le azioni strategiche del governo regionale. Da troppo tempo – ha proseguito Simone Bezzini- il settore delle aziende toscane specializzate nella manutenzione del patrimonio boschivo vive un forte stato di crisi economica ed occupazionale. Sono le stesse imprese – ha concluso Bezzini- che ci dicono che in pochi anni si sarebbe passati da 40milioni di euro di fatturato ad appena 7milioni con la perdita di 700 posti di lavoro, calati da 1100 a 400 addetti attuali e che le cause sarebbero di ricercarsi nel rallentamento delle procedure delle procedure dei lavori e negli effetti della pratica del massimo ribasso. Ciò rischia di vanificare l’impegno della regione che ha stanziato così ingenti risorse attraverso i bandi PSR. Aggiungo infine – ha concluso Bezzini-, che Regione, enti locali e organizzazione di rappresentanza delle imprese dovrebbero ragionare anche su modalità innovative per garantire la corretta gestione del patrimonio boschivo e dei territori rurali e montani ”.
 
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