Giovedì, 21 novembre 2019
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ARTE, SCIENZA E CULTURA

La Soprintendenza interviene sulla cessione di beni mobili del Monte dei Paschi di Siena

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MPS-salasandonato650"Alla luce delle notizie apparse a mezzo stampa, inerenti gli impegni del Monte dei Paschi di Siena con la UE, tra i quali figurano anche la cessione di opere d'arte, preme a questa Soprintendenza evidenziare quanto segue". Così l'inizio di un intervento della Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo.

"Il Monte dei Paschi, essendo stato un Istituto di diritto pubblico - spiega la Soprintendenza -, per quanto riguarda la gestione dei propri beni di interesse storico artistico era soggetto alle disposizioni della Legge di tutela n. 1089 del 1939. Pertanto tutti i suoi beni erano tutelati “ope legis”.

Il cambiamento della natura giuridica, da Istituto di diritto pubblico a SpA, non ha liberato i beni storico artistici dalla tutela “ope legis”, fino a quando non avvenga la verifica dell'interesse culturale di tali beni, come è disposto dall’art. 12, D.Lgs. 42 del 2004 e successive modifiche e integrazioni.

In questo senso, la Soprintendenza ha già avviato il procedimento e l’iter amministrativo necessario, emanando un nuovo vincolo per quanto riguarda i beni di interesse storico artistico di proprietà della Banca Monte dei Paschi, facenti parte della storica Collezione Chigi Saracini, vincolandoli come collezione indivisibile e pertinenziale al Palazzo Chigi Saracini in Siena. La stessa verifica è in itinere per tutti gli altri beni di interesse storico artistico che costituiscono i vari gruppi collezionistici presenti nelle varie sedi della Banca Monte dei Paschi. Anche questi beni a seguito di valutazione, saranno vincolati come nuclei collezionistici indivisibili, legati alla storica città di Siena".
 
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Da una 15ina di giorni non è più attivo il nostro servizio di invio notizie su whatsapp in quanto l'azienda ha bloccato il nostro numero. Dopo numerose richieste per capire il motivo ci hanno risposto, dopo 10 giorni, adducendo una presunta "violazione dei termini del servizio" specificando la vendita di prodotti non consentiti. Ora, inviando SOLAMENTE notizie, e avendo letto la corposa lista delle vendite vietate per cercare di capire un motivo per tale violazione, deduciamo che, per qualche geniale algoritmo di qualche geniale software, articoli tipo "arrestato spacciatore di cocaina" vengano considerati come vendita... ma ripetiamo, sono solo deduzioni che facciamo. Avendo spiegato nei dettagli il tutto al dis-servizio assistenza abbiamo ricevuto zero risposte e il numero è tuttora bloccato. Siamo dispiaciuti per la situazione e ci scusiamo con i 3.000 utenti del servizio soprattutto per non poter avvertire direttamente a causa del blocco del numero. Speriamo che quanto prima la situazione sia chiarita in modo da poter ripristinare il servizio. Grazie mille.

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