Lunedì, 22 luglio 2019
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ECONOMIA E FINANZA

Preziosi usati che fare? Se ne parla in Confcommercio

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L’iniziativa promossa da Federpreziosi - Confcommercio Siena in collaborazione con il Comando della Guardia di Finanza di Siena, e della Polizia Amministrativa di Siena

preziosiusatiNovità in arrivo per le imprese orafe che fanno ritiro di preziosi usati e per i compro oro. Se ne parlerà nell’iniziativa promossa da Confcommercio Siena in collaborazione con Federpreziosi e il Comando della Guardia di Finanza di Siena e della Polizia Amministrativa di Siena. L’incontro si terrà giovedì prossimo 19 aprile alle 14.30, presso la sede di Confcommercio in Strada di Cerchiaia. Saranno presenti Steven Tranquilli, direttore di Federpreziosi, Luigi de Marchis, sostituto Commissario, Andrea Arcamone, dirigente Pasi della Questura di Siena e Luigi Martone, comando sezione tutela economica della Guardia di Finanza di Siena.

Al centro dell’iniziativa ci saranno i nuovi adempimenti e le bozze di decreti che istituiscono il registro degli operatori. In tutta la provincia sono oltre un centinaio le aziende del settore potenzialmente interessate, anche se non tutte le aziende del settore fanno ritiro dell’oro usato.

Dal 5 luglio 2017 infatti è entrato in vigore il decreto legislativo 92 del 2017 che stabilisce nuovi obblighi ed adempimenti per gli operatori che esercitano attività di compravendita e permuta di oggetti usati, realizzati in tutto o in parte in metalli preziosi.

Il decreto ha introdotto limiti nelle operazioni in contanti, l’importo massimo consentito è fino a 500 Euro. Per importi superiori è necessario l’utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili. Non solo, va utilizzato un conto corrente bancario o postale dedicato in via esclusiva alle operazioni di compravendita di oggetti preziosi usati. Ed ancora, c’è l’obbligo di identificare il cliente mediante un documento di identità valido. Importanti le sanzioni amministrative previste che vanno da 1000 a 10.000 euro per omessa identificazione del cliente, da 1.000 a 10.000 euro per mancata conservazione dei dati e dei documenti, da 5.000 a 50.000 euro per l’omessa segnalazione di operazione sospetta.

Per informazioni e per dare adesione all’iniziativa, che è aperta a tutti, è possibile chiamare Elena Lapadula al numero 0577248856 o scrivendo una mail a elapadula@confcommercio.siena.it
 
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