Giovedì, 21 Marzo 2019
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ARTE E CULTURA

'Il vino della solitudine' di Irène Némirovsky

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ilvinodellasolitudineIL VINO DELLA SOLITUDINE
(Irène Némirovsky - ed. Adelphi)

Un romanzo autobiografico e doloroso: l’autrice, sia pure dando ai protagonisti dei nomi fittizzi, racconta il difficile rapporto avuto con sua madre, una donna anaffettiva e incapace di darle altro che rigide regole di educazione. Così la scrittrice ricorda tra l’altro, di quando, da piccola, quasi arrivava ad augurarsi che questa donna morisse, tanto la detestava. Ma quando raggiungerà i diciotto anni, e questa mamma così fredda e incapace sarà ormai invecchiata, lei si renderà conto che esiste un solo modo, per vendicarsi di tutto quello che è stata costretta a subire…



IreneNemirovskyIrène Némirovsky nacque a Kiev, in Ucraina, nel 1903. Suo padre era un ricco ebreo russo, che da commerciante divenne banchiere. Giovanissima, Irène apprezzava molto gli scrittori francesi, anche perché la sua famiglia proveniva dalla Francia, e ben presto iniziò a scrivere, soprattutto per riversare sulla carta l’odio vero e proprio che provava verso sua madre, che, persa negli agi di una bella vita, era totalmente incapace di darle l’amore del quale aveva un grande bisogno. Nel 1917 inizia la rivoluzione bolscevica e la famiglia Némirovsky fugge in Francia. Decideranno di stabilircisi definitivamente e là Irène pubblicherà il suo primo romanzo, David Golder, apprezzatissimo dal pubblico e dalla critica. Irène si sposa nel 1926, con Michel Epstein, un ingegnere dal quale avrà due figlie. Purtroppo però, l’ideologia nazista comincia a farsi sentire: pur di salvarsi dallo spettro dell’antisemitismo che si stava allungando su tutta l’Europa, Irène si converte al cristianesimo e si fa battezzare con le sue bambine. Purtroppo però la sua decisione non basta a salvarle la vita: allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Iréne e suo marito vennero arrestati e deportati. Entrambi morirono nei campi di sterminio: lei si spegnerà, dopo aver contratto il tifo, ad Auschwitz, il 17 agosto 1942. Tra le sue opere, pubblicate in Italia postume, ricordiamo: Le mosche d’autunno (1989), La moglie di don Giovanni (2006), L’affare Kurilov (2009) e Jezabel (2010).
 
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