Lunedì, 27 gennaio 2020
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ARTE, SCIENZA E CULTURA

''Besprizornye. Bambini randagi nella Russia sovietica (1917-1935)'', Luciano Mecacci presenta il suo libro nel ''Martedì senese''

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Alla Biblioteca Comunale degli Intronati il 26 novembre alle 17.30

BesprizornyeBambini che mendicavano, rubavano, si prostituivano, si drogavano, uccidevano, torturavano ed erano torturati. Un mondo di vagabondi che si muoveva senza adulti: questa la fotografia scattata da Luciano Mecacci nel suo libro “Besprizornye. Bambini randagi nella Russia sovietica (1917-1935)” (ed. Adelphi 2019) e che verrà raccontata, descritta, ripercorsa dall’autore stesso insieme al presidente del CdA Raffaele Ascheri, il 26 novembre alle 17.30 nella sala storica della Biblioteca Comunale degli Intronati di Siena (via della Sapienza, 5).

Grazie a testimonianze dirette e documenti dell'epoca spesso trascurati, Mecacci ci offre una ricostruzione completa anche dall'interno, calandosi – e calandoci – nell'abisso umano dei protagonisti di vicende che possono sembrare, oggi, semplicemente inverosimili.

Tra gli orrori di cui la storia del Novecento è stata prodiga, pochi sono paragonabili alla condizione dei besprizornye, come venivano chiamati nella Russia postrivoluzionaria gli innumerevoli bambini e ragazzini rimasti orfani in seguito alla guerra, alla guerra civile o alla carestia. Stimati tra i sei e i sette milioni nel 1922, sporchi, vestiti di stracci, vagavano da soli o in gruppi per le città e le campagne in cerca di cibo, spostandosi nel paese aggrappati alle balestre sotto i vagoni dei treni, trovando riparo dal gelo negli scantinati delle stazioni o dentro i cassonetti, spinti dalla fame a un crescendo di aggressività e violenza che arrivava fino al cannibalismo. Né potevano offrire un’alternativa a quella vita gli orfanotrofi pubblici: strutture, in tutto simili ai lager dove bambini scheletrici giacevano ammassati in condizioni spaventose. E se negli anni Venti il problema viene studiato sul piano sociale, politico, giudiziario, psicologico ed educativo, in seguito saranno imposti il silenzio e la censura da parte di uno Stato che non può certo ammettere un simile sfacelo nel ‘paradiso' della società sovietica. Negli ultimi trent'anni il fenomeno è tornato oggetto di analisi e rigorose ricerche storiche.
 
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