Martedì, 18 febbraio 2020
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ARTE, SCIENZA E CULTURA

''Diciassette storie per diciassette Contrade'', presentazione del libro scritto dai detenuti di Santo Spirito

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santospirito-facciataSi terrà martedì 17 dicembre alle ore 17,30, nella Sala delle Lupe di Palazzo Pubblico di Siena, la presentazione del libro scritto dai detenuti della Casa circondariale di Siena dal titolo “Diciassette storie per diciassette Contrade”.

All’appuntamento, aperto alla cittadinanza, l’assessore al Sociale Francesca Appolloni, il direttore del Carcere Sergio La Montagna, il Rettore del Magistrato delle Contrade Carlo Rossi, il curatore dell’opera Michele Campanini e rappresentanti dei gruppi dei piccoli delle Contrade.

La pubblicazione ispirata ai simboli araldici delle Contrade nasce grazie al supporto di Michele Campanini, professore di Lettere, che ha raccontato ai detenuti di S. Spirito cosa è, e cosa rappresenta il Palio. Un racconto avvincente quello di Campanini che ha stimolato i detenuti a regalare diciassette storie ai bambini di Siena. Fiabe che prendono spunto dagli animali dell’araldica contradaiola.

"Storie fantastiche – come scrive Campanini nella prefazione – ma con richiami a Siena e alle sue tradizioni, nate da un laboratorio di scrittura iniziato per caso e durato quasi un anno, che ha portato alla creazione di racconti unici nei quali confluiscono anche culture e tradizioni lontane. Non si parla mai di Siena, ma la città in qualche modo è presente in ogni racconto. Un laboratorio di scrittura che è diventato, in parallelo, laboratorio di pittura grazie a Monica Minucci che ha dato continuità, con i colori, alle fiabe scritte, per arricchire il testo con splendide illustrazioni".

Un vero e proprio percorso di integrazione per conoscere, e quindi capire la città. "L’inclusione – come dice l’assessore Appolloni – può avvenire attraverso la conoscenza. La conoscenza della realtà dove si vive, dove si intrecciano rapporti, dove, un domani, si cercherà un’occupazione, perché lo svantaggio sociale, alla base di molte devianze, nasce proprio dalle differenze culturali che entrano in conflitto quando non si hanno gli strumenti del sapere, quelli che portano al rispetto del “diverso” e a una convivenza civile. Un ringraziamento, quindi, al direttore La Montagna per la scelta ed adozione di strategie tese alla riduzione del disagio sociale che non solo ha ricadute efficaci sui detenuti, ma anche sulla collettività tutta, perché un detenuto che ha avuto la possibilità di imparare, di apprendere, di essere informato  sulle peculiarità della realtà in cui si trova a vivere, forse  ha più possibilità di inserirsi e di essere accolto".

Sulla copertina della pubblicazione, edita  da Betti, un’illustrazione di Emilio Giannelli.
 
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