Lunedì, 20 Novembre 2017
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PROVINCIA - CASOLE D'ELSA
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Movimento 5 Stelle: ''Centrale Biomasse a Casole d’Elsa, cosa ci aspetta?''

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Movimento5stelle-nazionale"Apprendiamo da varie fonti l’ipotesi di realizzazione di una centrale a biomasse in località Il Piano di Casole d’Elsa. Riteniamo opportuno prendere una posizione sull’argomento, ancorché non ufficiale, ma che scaturisce comunque da posizioni discusse e consolidate all’interno del MoVimento 5 Stelle in Valdelsa.

Nel Programma Nazionale del Movimento nelle pagine dedicate alla voce Energia si legge che si deve privilegiare la: “Incentivazione della produzione distribuita di energia termica con fonti rinnovabili, in particolare le biomasse vergini, in piccoli impianti finalizzati all’autoconsumo, con un controllo rigoroso del legno proveniente da raccolte differenziate ed escludendo dagli incentivi la distribuzione a distanza del calore per la sua inefficienza e il suo impatto ambientale”.

E questo già basta a chiarire la posizione del M5S in Valdelsa.
Noi non siamo pregiudizialmente contrari alla realizzazione di una Centrale a Biomasse, ma ci poniamo alcune domande la cui risposta risulterà fondamentale per l’assunzione di una posizione ragionata e consapevole:
- Quale potenza svilupperà questa centrale?
- Quali misure volte a limitare l’inquinamento da PM10 nell’area saranno adottate?
- La centrale co-genererà energia elettrica e termica, o soltanto elettrica?
- L’energia termica eccedente la produzione elettrica con quali modalità sarà ceduta? e quale quota si ipotizza di cedere durante il periodo estivo, considerato la variazione climatica in corso?
- Il pellets sarà esclusivamente di origine locale o se ne prevederà l’importazione di una certa quota? In questo secondo caso, quale potrebbe essere la misura? E da quali Paesi giungerà il semilavorato? Infine, la produzione proveniente da questi Paesi sarà certificata come ecosostenibile?

Noi possiamo sin d’ora affermare che le nostre preferenze si orientano verso una filiera produttiva di pellets proveniente dalle nostre aree boschive, che risultano estremamente controllate dalle Autorità preposte, le quali hanno recentemente allungato di molti anni la turnazione minima, passata -ad esempio sulla Montagnola Senese - da un minimo di 18 ad un minimo di 25 anni per quanto riguarda l’espianto di biomassa riveniente da lecci (Quercus Ilex).
Questo garantirebbe non solo il sostegno delle microeconomie locali esistenti ma soprattutto la creazione di nuove.
Restiamo quindi in attesa di conoscere maggiori dettagli sull’operazione per poter assumere una posizione maggiormente definita".
 

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