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''U**O Uomini Osservati'', la mostra di Sahaja Kunkunate a Casole d'Elsa

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uomo-uominiosservati''U**O Uomini Osservati'' è il titolo della personale di Sahaja Kunkunate che inaugurerà venerdì 15 giugno alle 17:00, al Palazzo Pretorio di Casole d’Elsa. L’artista, senese d’adozione, presenta una selezione di stampe in bianco e nero dal suo inedito diario fotografico, tenuto nascosto per oltre quindici anni. Una serie dedicata agli uomini.

“Le immagini di Sahaja Kunkunate non sono destinate alla memoria, né ai sensi. Non sono destinate alla coscienza, né al caso. Sono il corpo, un corpo nel mondo, che cerca il senso della propria temporalità nel corpo degli altri”. (Marco Mazzi).

Sahaja Kunkunate è il nome che Chiara Guarducci ha scelto per ricomparire con spirito nuovo sullo scenario artistico, scenario abbandonato anni fa con la volontà di “disintossicarsi” dai meccanismi del sistema dell’arte contemporanea. Artista poliedrica, Sahaja nasce nel 1973 a Greve in Chianti e dopo una formazione sia in Italia che all’estero in Belle Arti e New Media incontra la sua mentore Meera Hashimoto, artista e terapeuta giapponese, la quale influenzerà radicalmente il suo approccio all’arte. La sua arte infatti conquista libertà d’espressione che non teme censure perché è lo specchio del momento personale interiore presente.

“I miei scatti sono stati chiusi nel cassetto fra la polvere della paura. C’era dentro di me uno spietato giudice che mi tagliava le ali e insultava la mia vena artistica”. Il suo come-out è stato possibile, non solo grazie al lavoro che l’artista ha fatto su di sé, ma anche grazie all’incoraggiamento del fotografo Mohsen Sariaslani e del Sindaco Piero Pii, i quali hanno innescato il lungo percorso che vede l’artista impegnata dal nascondersi al mostrarsi.

“Mi avventuro nell’indagare ambiti a me sconosciuti. Non oso puntare “l’arma” in modo troppo diretto, piuttosto entro in azione in modo nascosto. Mi approccio al sonno, al sogno. Il mio modello si trova lì davanti e ho tutto il tempo per studiarlo”.

Vengono nella mostra svelati ritratti a uomini fragili, sognatori, colti in momenti di passività e vulnerabilità. Poeti, amanti, artisti. Uomini sensibili, persi, che cercano di sintonizzarsi con l’armonia del mondo, che fanno inchini, abbracciano alberi, meditano, viaggiano.

La fotografia sconfina in pittura e installazione delineando un emozionante percorso narrativo raccolto nel catalogo-photobook della mostra.

Sono stati invitati dall’artista, per il giorno dell’inaugurazione, due artisti toscani che porteranno il loro contributo poetico: Cristina Sbrilli con la sua performance “Can’t we give ourselves one more chance” e Marco Mazzi con il suo reading “Uomini come gusci”.

La mostra sarà visibile fino al 30 giugno 2018 su appuntamento 3284721121.
Per maggiori informazioni sull’artista www.youlikephoto.com
 
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