Lunedì, 24 Settembre 2018
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PROVINCIA - CHIUSI

A Chiusi commemorati i caduti della Grande Guerra

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cadutigrandeguerra2017_1Domenica 19 novembre a Chiusi sono stati commemorati i Caduti della Grande Guerra in una mattinata, patrocinata dal Comune, che si inserisce nelle iniziative per il Centenario, a cura dell'Unione Nazione Ufficiali in Congedo d’Italia (UNUCI) sezione Valdichiana, associazione istituita con Regio Decreto legge del 9 dicembre 1926, il Centro Studi Culturali e di Storia Patria di Orvieto, in collaborazione con l’ANPI sezione Tiradritti di Chiusi.

Nell'occasione, in una Sala Conferenze San Francesco gremita, alla presenza delle autorità civili e militari, a partire dalle ore 10.30, si è tenuto un convegno e la presentazione del libro di Mario Laurini e Anna Maria Barbaglia “Dagli Stati Preunitari a Caporetto, alla Vittoria”. La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali del primo cittadino Juri Bettollini e del vicesindaco Chiara Lanari che ha anche introdotto i lavori della giornata, alla presenza dell’assessore alla memoria Sara Marchini, si sono poi susseguiti il Presidente della Sezione territoriale UNUCI Tenente Massimo Palazzi, il Generale Calogero Cirneco referente regionale UNUCI (Unione Nazionale Ufficiale in Congedo d’Italia); il Maggiore Mario Laurini e la Dott.ssa Anna Maria Barbaglia rispettivamente Presidente e Vice del Centro Studi Culturali e di Storia Patria di Orvieto; il Presidente onorario della sezione Anpi di Chiusi Stefano Bistarini; il Prof. Antonello Blasi, docente presso La Pontificia Università Lateranense; la Prof.ssa Ippolita degli Oddi dell’Università per Stranieri di Perugia. Durante la mattinata è stata letta dall’attore Francesco Storelli una “Lettera alla Madre” firmata Milite Ignoto redatta da Duilio Venturini della Croce Rossa Italiana, al termine della quale sono stati letti i nomi di tutti caduti della Città di Chiusi. Si sono susseguiti poi interventi e ricordi, tra cui quello dello storico chiusino Paolo Paolucci che è intervenuto ricordando i progenitori ed alcune testimonianze storiche della Grande Guerra. Al termine della mattina infine sono stati consegnati da parte delle autorità gli attestati ai familiari dei Caduti di Chiusi di cui ad oggi si è riusciti a recuperare le discendenze familiari: DEI DEO, DEL BUONO GRAZIANO; GALEOTTI OTTIERI DELLA CIAJA GIOVANNI; PENNECCHI UMBERTO; NASORRI GRAZIANO; BARNI ENRICO; CECCUZZI AMERIGO; CECCUZZI DOMENICO; CECCUZZI GRAZIANO; CECCUZZI PASQUALE; PAOLOZZI GIUSEPPE; SCARAMELLI FEDERICO; BETTI GIOVANNI; BARTOLI AMEDEO; NENCI GIUSEPPE; RINALDINI GIUSEPPE.

cadutigrandeguerra2017_2“La nostra Città è orgogliosa – dichiara il sindaco di Chiusi Juri Bettollini – di essersi ritrovata per ricordare tutti i nostri giovani che morirono nel fiore degli anni in una guerra che non riuscivano a comprendere e ringraziamo per questo la sezione UNUCI Valdichiana nella persona del Tenente Massimo Palazzi e tutti coloro che hanno collaborato nell’organizzazione dell’iniziativa. Quei ragazzi eroici che furono inviati in trincea a combattere un nemico che nemmeno conoscevano, non riuscivano nemmeno a parlarsi tra loro perché parlavano lingue diverse eppure è da lì che fianco a fianco, nonostante le diversità anche notevoli, che nacque la solidarietà e crebbe l’idea di Nazione e la necessità di rafforzarla e tenerla unita. E’ da lì che, sotto il tricolore, con il loro eroico sacrificio resero onore al concetto di Patria e portarono l’Italia ad essere pari alle altre nazioni d’Europa. Chiusi ha avuto 156 caduti in questa guerra e per una piccola comunità che nel censimento del 1911 contava solo 6637 cittadini fu un grande sacrificio che costó la scomparsa di generazioni e il ritorno di invalidi sia fisicamente che psichicamente. Per questo è nostro dovere, oggi, rendere omaggio a quei ragazzi che hanno offerto il loro sommo sacrificio consegnando un attestato di ringraziamento ai familiari ancora in vita e che siamo per ora riusciti a rintracciare. Oggi noi gridiamo Viva l’Italia, Viva la Pace e speriamo che si torni tutti insieme a lavorare in armonia per far tornare l’Italia ad essere quella Patria che essi sognarono e per la quale morirono”.
 
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