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Chiusi, sabato 16 dicembre Concerto di Natale a Teatro con la Fanfara dell’Arma dei Carabinieri

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fanfaracarabinieri-firenze650Oggi, sabato 16 dicembre, al Teatro P. Mascagni di Chiusi la Fanfara dell’Arma dei Carabinieri di Firenze si esibirà nell’iniziativa benefica del Concerto di Natale per la Città di Chiusi. L’evento in programma è organizzato in collaborazione, con il patrocinio ed il contributo di: Comune, Regione Toscana, Fondazione Orizzonti d’Arte, Associazione ed Arma dei Carabinieri e con il contributo di Banca Valdichiana Credito Cooperativo di Chiusi e Montepulciano.

La serata inizierà alle ore 21.00 con i saluti istituzionali per poi proseguire con il programma del concerto che vedrà i musicisti dell’Arma dei Carabinieri interpretare brani che spazieranno dal classico al moderno fino alla solenne performance dell’Inno di Mameli. Il Concerto di Natale sarà ad ingresso libero, senza posti assegnati, con offerta minima di cinque euro a persona che potrà essere effettuata direttamente presso un box nel foyer del teatro la sera stessa dell’evento.

L’intero incasso della serata sarà devoluto in beneficienza e suddiviso equamente a favore dell’Istituto Casa Famiglia di Chiusi e della Fondazione Cure2Children Onlus (in supporto ai bambini con tumori e gravi malattie del sangue indipendentemente da etnia, religione o regione geografica). Al termine della serata, previsto intorno alle ore 23.00, si svolgerà un brindisi di auguri di buon Natale. Per informazioni sul Concerto di Natale della Banda Musicale – Fanfara dell’Arma di Carabinieri di Firenze è possibile contattare la Fondazione Orizzonti d’Arte a info@fondazioneorizzonti.it oppure al numero 0578 226273.

Il programma sarà così articolato:

Inno di Mameli;
Frank Sinatra;
La Regina della Notte;
Morricone;
Le belle canzoni di Napoli;
pausa di 10 minuti con chiusura sipario;
The magic of christmas;
Blues;
The typewritter;
Abba gold;
….eventuale bis con un breve brano.

La banda musicale della Scuola Allievi Carabinieri di Firenze è denominata “fanfara” perché trae le sue origini dai trombettieri che affiancavano le divisioni dell’Arma a cavallo.

Dal 1850, a seguito di un ampliamento organico, furono costituite le prime fanfare con soli ottoni e percussioni. Le successive evoluzioni l’hanno trasformata in quella che oggi vediamo essere una piccola banda. Fu insediata in Firenze contemporaneamente alla nascita della Scuola Sottufficiali dei Carabinieri.  La Scuola Marescialli, che per quasi un secolo ha avuto la sua sede storica presso il complesso monumentale di Santa Maria Novella, è oggi insediata in una moderna e più adeguata struttura.

Questa fanfara è composta da 24 Carabinieri e Brigadieri musicisti e da un Maresciallo direttore. Le fanfare sono spesso impiegate per l’esecuzione di concerti, ma la principale e peculiare attività resta improntata allo svolgimento delle cerimonie militari che prevedono segnali e musiche tipiche dei militari.

Dal 1994 è diretta dal Luogotenente Ennio Robbio.

Una curiosità: il cappellone che indossano i musicisti è chiamato lucerna e il piumaggio bianco/rosso contraddistingue i musicisti da tutti gli altri Carabinieri, il cui colore è rosso e blu.

I musicisti che ne fanno parte sono Carabinieri a tutti gli effetti, essi si sono formati musicalmente presso i vari conservatori d’Italia e dopo l’arruolamento e un opportuno periodo di servizio effettivo nelle Stazioni territoriali, hanno sostenuto un esame presso la Banda dell’Arma a Roma, a seguito del quale hanno acquisito una specifica specializzazione che ne permette l’impiego presso le Fanfare.

La differenza tra Banda e Fanfara è determinata dagli strumenti utilizzati, infatti, le fanfare sono costituite da soli strumenti a percussione e ottoni.

Uno strumento deve essere classificato come un ottone o un legno non in funzione del materiale con cui è costruito lo strumento, ma del materiale che vibra inizialmente all’interno di esso per produrre il suono (per esempio, i sassofoni sono dei legni perché anche se apparentemente sono strumenti metallici, in realtà infatti “l’ancia” che produce il suono è di legno).

La sala musica nella quale la fanfara si esercita è dedicata al primo maestro della Banda dell’Arma, Luigi Cajoli, del quale viene esposta una gigantografia all’interno della stessa.
 
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