Mercoledì, 19 Settembre 2018
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ECONOMIA E FINANZA

Weekly Focus dei mercati finanziari del 9 luglio 2018

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A cura del Settore Ricerca e Informativa Finanziaria di Banca Monte dei Paschi di Siena

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IL QUADRO
- I mercati approcciano il periodo estivo con tre temi al centro dell’attenzione: guerra commerciale, Brexit e quadro politico in Germania e Italia
- In chiusura di settimana DBRS apre il ciclo delle possibili revisioni al rating dell’Italia

Settimana caratterizzata da principali indici azionari in moderato recupero (ad eccezione del Nikkei e dei paesi emergenti) e rendimenti obbligazionari e spread Btp-bund virtualmente stabili. I principali punti di attenzione sono stati:
- L’entrata in vigore delle tariffe su $34 mld di importazioni USA dalla Cina, con la promessa da parte di Trump di tariffe su altri $16 mld a breve e l’ipotesi di arrivare a sottoporre a tariffe un totale di $500 mld di importazioni, un ammontare superiore alle importazioni USA dalla Cina nel 2017
- Le notizie positive per lo stato dell’economia USA in una settimana ricca di dati macro. In particolare, il mercato del lavoro rimane solido, con una creazione di nuovi occupati superiore alle attese e nonostante la salita del tasso di disoccupazione (indotta dall’aumento del tasso di partecipazione, i.e. un numero maggiore di persone che entrano nella forza lavoro). Gli indici ISM (manifatturiero e non) di giugno sono usciti entrambi forti e al di sopra delle attese
- Le minute del meeting della Fed di giugno, che, a fronte di queste notizie, non sorprende abbiano evidenziato ottimismo sullo stato dell’economia, temperato dall’aumento dei rischi derivanti da una guerra commerciale. Un certo numero di partecipanti ha anche sottolineato che, con il progressivo aumento dei tassi ufficiali (ora al 1,75%-2% ma previsti al 2,25%-2,50% per fine anno e al 3%-3,25% per fine 2019) sarà necessario rivedere la parte del comunicato in cui si dichiara che la politica monetaria rimane accomodante.

I mercati stanno approcciando il periodo estivo con tre temi che sono ben al centro dell’attenzione: gli sviluppi sulla guerra commerciale che alcuni pensano sia ufficialmente iniziata con l’iniziativa di Trump richiamata sopra, l’estrema difficoltà con cui si confronta il cantiere Brexit (con il serio rischio di un ulteriore avvitamento delle difficoltà all’interno del governo dopo le dimissioni di un gruppo di funzionari tra i quali David Davis, il ministro con delega all’uscita dalla UE) e il quadro politico in due dei maggiori paesi dell’area euro: Germania e Italia.

Questa settimana l’agenzia di rating DBRS pubblicherà il suo giudizio sul rating dell’Italia. L’annuncio avverrà venerdì notte (tra le 22:00 e le 24:00), quindi non influenzerà l’andamento dei mercati questa settimana. L’agenzia ha un rating “BBB High” e, mentre è improbabile una revisione al ribasso, è possibile che l’outlook venga cambiato da stabile a negativo, una mossa che preluderebbe a una revisione al ribasso nel futuro prossimo. Le possibili azioni delle agenzia di rating nei prossimi mesi (tra la fine di agosto e ottobre tutte le agenzie si pronunceranno) potrebbero avere implicazioni per la possibilità di una serie di investitori di acquistare titoli di stato italiani, dal momento che quasi tutti i rating sono appena sopra la soglia della classe d’investimento. La stessa BCE sarebbe impossibilitata a comprare Btp all’interno del suo programma di acquisto titoli, e questo potrebbe sarebbe il male minore dal momento che il programma cesserà a dicembre, ma è probabile che il divieto si estenderebbe anche agli acquisti che avranno luogo da gennaio 2019 nell’ambito della politica di reinvestimento dei titoli scaduti.

Per quanto riguarda i dati macro, qualche luce sullo stato di salute del ciclo economico in area euro, con la produzione industriale di maggio in Italia, Francia e per l’intera area. Dopo un aprile deludente, le attese sono per un rimbalzo, in linea con quello visto nei numeri tedeschi usciti venerdì,. La produzione industriale tedesca ha infatti registrato un aumento superiore alle attese a maggio (2,6% m/m) ch esegue il declino di aprile (-1,3% m/m). Sinora nel secondo trimestre (aprile-maggio) la produzione è dello 0,5% superiore al livello medio del Q1, che a sua volta aveva visto un aumento di solo lo 0,1% sul trimestre precedente.
 
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