Martedì, 23 Ottobre 2018
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ECONOMIA E FINANZA

Cna: ''Imposte, ancora una mannaia sulle imprese senesi''

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Pubblicati i dati sulla tassazione, Petri: “Il carico fiscale frena la ripresa. Giù subito la Tari sui rifiuti”
Lo studio Cna certifica per il 2018 tasse pari al 60.9% del reddito a Siena, 59.8% a Poggibonsi e 58.8% a Montepulciano

fabiopetri-cna2018La tasse complessive continuano ad essere una mannaia sulla testa delle imprese. Lo studio dell’Osservatorio permanente della Cna lo ha certificato con i dati resi noti in queste ore. “Le imposte comunali e quelle regionali non sono calate negli ultimi tre anni, a fronte di richieste chiare e motivate delle imprese e dei cittadini. Consideriamo questo inaccettabile, così come inaccettabile è il loro peso complessivo che va da 16% al 19% del reddito. Il cambio di passo non c’è stato negli ultimi anni e le riforme o non ci sono state o sono state inefficaci. Considerando i contributi previdenziali del titolare, il totale è addirittura in crescita. Il primo passo immediato da fare a livello territoriale è abbassare la Tari e cambiare i regolamenti per le superfici che producono rifiuti speciali”, esordisce il presidente Cna Fabio Petri.

L’Osservatorio permanente Cna per il territorio senese ha analizzato tre comuni significativi: le imprese di Siena lavorano fino al 9 agosto, ovvero 222 giorni, per pagare le imposte con una tassazione totale del 60.9% (60,7 nel 2017); in Italia il capoluogo è al 75° posto per drenaggio fiscale su 137 comuni monitorati. A Poggibonsi (51° in graduatoria) il “Tax free day” cade invece il 5 agosto (218 giorni) con un peso complessivo del 59.8% (59,5 nel 2017). Montepulciano (35° posizione) è la realtà più virtuosa della provincia di Siena con il 58,8% (58,6 nel 2017) di imposte e 215 giorni di lavoro per pagare le tasse, ovvero fino al 3 agosto. La realtà peggiore in Toscana è Firenze, con il “Tax free day” che cade il 10 settembre ed è in 134° posizione in Italia con il 69,5% del reddito in tasse. Male anche Grosseto, 119° in classifica con il 65,3%. La realtà regionale migliore, o forse meno peggio, è Arezzo, con il “Tax free day” che cade il 23 luglio ed una pressione complessiva del 56,1%. In Italia la città più tassata è Reggio Calabria (73,4%), mentre la più virtuosa è Gorizia, con il 58,3%.

In modo altrettanto deciso prosegue il presidente Cna Siena Fabio Petri: “I numeri certificano quello che da anni diciamo in modo chiaro: con questo livello di tassazione la ripresa non può avere una maggior forza e vigore. Le imprese sono strozzate da imposte e gabelle per il 60% circa del reddito. I numeri della Cna confermano che né comuni, né regione hanno tagliato le imposte, visto che, nella migliore delle ipotesi, si procede a cali nell’ordine di zero virgola qualcosa. Così non si va da nessuna parte”. L’analisi di Petri va come sempre anche nel dettaglio delle proposte concrete: “Da sempre chiediamo ai comuni di avere il coraggio del cambiamento e la forza delle scelte per quanto di loro competenza. Purtroppo prendiamo atto che questo non è avvenuto, ad iniziare dalla corretta imposizione sui rifiuti e dal taglio dei costi inutili. Dallo Stato centrale ci aspettiamo una grande riforma fiscale, ma soprattutto una rivoluzione nell’elefantiaca macchina dello Stato, che oggi è il maggior freno per la ripresa”.

L’analisi Cna ha coinvolto 137 città in tutta Italia, basandosi per il territorio senese su un’azienda tipo (laboratorio di 350 mq e negozio di 175 mq) con 4 operai ed 1 impiegato, ricavi per 431.000 euro, costo del venduto 160.000 euro, altri costi ed ammortamenti per 56.000 euro, con un reddito prima delle imposte pari a 50.000 euro. I numeri del 2018, evidentemente ancora non definitivi, fanno riferimento alle proiezioni per l’anno, seguendo le delibere ed i regolamenti comunali di applicazione della Tari, dunque saranno dati certi se non sopraggiungeranno variazioni legislative.

Da questa analisi è emerso che partendo da un lordo di 50.000 euro, il reddito netto 2018 dopo le imposte ed i contributi previdenziali del titolare a Siena sarà pari a 19.540 euro (19.662 nel 2017), ovvero 1628 euro mensili; a Poggibonsi 20.106 (20.229 nel 2017) pari a 1676 euro mensili, mentre a Montepulciano sarà di 20.594 (20.717 nel 2017), corrispondenti a 1716 euro al mese. Come ha sempre sostenuto la Cna, il primo passaggio è l’abbattimento significativo delle imposte sugli immobili e quelle sui rifiuti. Se per la Tari fosse applicata in pieno la normativa e le indicazioni ministeriali il calo sarebbe immediato ed arriverebbe fino alle 773 euro di Montepulciano. Sul sito www.cnasiena.it gli interessati potranno trovare il dettaglio dello studio.
 
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