Sabato, 24 agosto 2019
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ECONOMIA E FINANZA

Dalla fuga alla circolazione dei talenti per combattere la crisi

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Oltre 60.000 giovani lasciano il Paese, da Siena i Giovani imprenditori lanciano l'allarme
I Giovani imprenditori di Confindustria Siena e Toscana a confronto con Fabrizio Capobianco, imprenditore italiano in Silicon Valley, ed Emiliano Cecchini, ideatore del primo idrogenodotto al mondo


reconnect450Sono circa sessantamila – secondo dati AIRE - i giovani italiani tra i 20 e i 40 anni che ogni anno lasciano il Paese e più della metà sono laureati. Sono i numeri della cosiddetta fuga dei cervelli emersi durante l’incontro “Reconnect: dalla fuga alla circolazione dei talenti” organizzato dai Giovani imprenditori di Confindustria Siena, in occasione della loro Assemblea annuale, in collaborazione con gli under 40 di Confindustria Toscana.

Cosa significa emigrare oggi? La mobilità giovanile può essere una risposta valida alla crisi o stiamo rischiando di perdere la futura classe dirigente del Paese? Su questi temi si sono confrontati i Giovani Imprenditori con Fabrizio Capobianco – Ceo di Funambol, azienda di progettazione software nata grazie a capitali di ventura americani, con base in Silicon Valley e centro di sviluppo a Pavia – ed Emiliano Cecchini, fondatore de La Fabbrica del Sole di Arezzo ed ideatore della tecnologia “total off grid” che propone la completa autosufficienza degli edifici.

Due casi imprenditoriali di successo moderati dal giornalista di Radio 24 Sergio Nava, conduttore di “Giovani Talenti”, il primo programma radiofonico in Italia a trattare il tema della "nuova emigrazione" di professionisti. In collegamento Skype anche gli studenti dell’Istituto tecnico di San Sepolcro che hanno animato l’incontro con domande e riflessioni.

reconnect2Spiega Paolo Chiantini, presidente Giovani Imprenditori Siena: "L'intento della serata è stato quello di guardare al fenomeno di emigrazione all'estero come una opportunità anche pr il nostro Paese. Un concetto di "Italia estesa", che oggi è caratterizzata da una vera e propria fuga, ma che domani potrebbe diventare una risorsa rappresentata da persone che daranno il proprio contributo alla crescita del Paese, sia tornando con un preparazione e una apertura molto più ampie sia vedendo l'Italia come un luogo dove tornare ad investire pur avendo messo radici all'estero. E' chiaro che dobbiamo lavorare affinché questo avvenga".

Il problema non è solo la fuga dei cervelli
, ma riguarda anche quei giovani che non fanno più ritorno in Italia dopo un’esperienza di lavoro all’estero e che vedono, anche la nostra regione, solo come terra di vacanza e non come una meta ideale per realizzare un progetto di vita e lavoro  – aggiunge Gian Giacomo Gellini, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Toscana: "Spesso con la fuga dei cervelli fugge anche la ricerca. Ecco perché bandi come quello che dovrebbe pubblicare a breve la Regione Toscana a favore di percorsi di alta formazione per giovani ricercatori e laureati, possono rappresentare un’occasione importante per rendere più attrattivo il nostro territorio. C’è bisogno di promuovere una vera circolazione delle idee e soprattutto il loro trasferimento al mondo produttivo. Come imprenditori giovani ci impegneremo su due fronti: cercheremo di rendere più “accoglienti” le nostre imprese per i giovani talenti e ci proporremo come partner della Regione Toscana per lavorare insieme, di più e meglio, sull’attrattività del territorio".
 
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